Il Tirreno

Guerra di concessioni: 16mila euro di morosità 

di Manuela D’Angelo
Guerra di concessioni: 16mila euro di morosità 

Ecco perché il Comune di Massa non ha potuto rinnovare la convenzione al Bagno Nettuno. Rutili: «La città decida se vuole spiagge totalmente libere»

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MASSA. Continua a far discutere, dentro e fuori palazzo comunale, la situazione venutasi a creare nel tratto di spiaggia libera accanto al pontile di Marina di Massa: un esposto alla Corte dei Conti (vedi articolo a lato), pioggia di interpellanze, una morosità di 16mila euro, soldi che ad oggi mancano nelle casse comunali e la possibilità che, la prossima estate, il comune decida di non concedere più neanche un metro di spiaggia.

Gli animi si scaldano già di prima mattina, durante la commissione Ambiente, che aveva chiesto l’audizione di alcuni dirigenti e funzionari del settore Patrimonio e Mare, alla presenza dell’assessore al Bilancio Giovanni Rutili.

Nel descrivere gli accordi presi nel 2017con i titolari del ristorante “O Vesuvio” i tecnici ricordano i rapporti intercorsi dal 2014 fino ad oggi, con i titolari del bagno Nettuno. Sono quest’ultimi che, essendo subentrato “O Vesuvio”, hanno perso la possibilità di rendere attrezzato il 30% di spiaggia, come prevede la delibera di giunta 128, del 2014 e come avevano sempre fatto.

Il Comune parlò fin da subito di una “mancanza di requisiti” svelata ieri mattina in commissione dai funzionari.

Il Nettuno aveva, fino al 2014, pagato al Comune 500 euro a stagione, per attrezzare un pezzo di spiaggia libera. Nel 2014 cambiarono le regole e il costo salì: il bagno Il Tirreno rinunciò alla convenzione, il Nettuno chiese di poter diminuire la percentuale attrezzabile per risparmiare, portandola dal 30% al 15%, garantendo al Comune 8000 euro a stagione. Di questi soldi nelle casse comunali ci finì solo una prima rata: nel 2015 il Nettuno chiese di rinnovare la convenzione e il Comune glielo accordò, a patto però che venisse saldato il pregresso e lo stesso accadde nel 2016: convenzione rinnovata, ma ancora pochi soldi nelle casse comunali, con un ammanco totale 16mila euro.

Nel 2017, “O Vesuvio” chiede di stipulare la convenzione e l’amministrazione accetta, rispondendo picche al Nettuno, considerato “senza i requisiti necessari”. «Non vogliamo mettere alla gogna nessuno– commenta interpellato l’assessore Rutili-; il tema è capire se la città voglia che le spiagge rimangano totalmente libere, o se ci sia bisogno di abbassare la percentuale dello spazio attrezzato. Sono scelte politiche che vanno valutate, visto il polverone sollevato in questi mesi». Il consigliere di Articolo Primo Simone Ortori ha chiesto ieri copia delle cifre pagate al demanio per le concessioni delle spiagge, presenti nel Comune di Massa.

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