Il Tirreno

Finisce l’odissea di Olga Sarà seppellita a Turigliano 

di Libero Red Dolce
Finisce l’odissea di Olga Sarà seppellita a Turigliano 

Dopo anni in una cella frigorifera avrà pace il corpo della donna morta di stenti Era incinta di 8 mesi, scappata ai margini per timore che le togliessero il figlio

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CARRARA. Finalmente avrà pace Olga Kogut. Potrà riposare in pace adesso al cimitero di Turigliano, dove è stata seppellita dopo che il suo corpo per anni è stato in una cella frigorifera. Un ultimo sfregio a una vita difficile finita ai margini della società e che forse finalmente potrà riposare senza più essere disturbata.

Adesso avrà una lapide, con il suo nome e la sua foto. E chi vorrà andare a salutarla saprà dove recarsi. Olga Kogut e il bambino che portava in grembo (da otto mesi) sono morti di fame e di sete in una tenda accanto alla massicciata della ferrovia, a Nazzano, il 26 febbraio del 2012. A quel tempo la donna, ucarina, aveva 31 anni. E un enorme pancione. Nei sei mesi precedenti la morte la sua casa era una tenda da campeggio verde acceso, nella zona industriale al confine fra Carrara e Massa.

Dopo la morte si era aperto un processo a carico del compagno di Olga, il marocchino 46enne Oumallah Khalill. L’uomo che aveva vissuto gli ultimi mesi accanto alla donna e che quella mattina, appena resosi conto che la sua donna non si svegliava più, aveva inforcato la bicicletta ed era corso ad avvisare dai carabinieri. Ma alla fine ilgiudice decise di assolverlo, «perché il fatto non sussiste».

Olga era diventata una invisibile, per scelta. E non avrebbe potuto essere aiutata, perché era lei stessa a non volerlo. Questa in sintesi la sentenza. Olga non aveva la benchè minima intenzione di farsi aiutare, per la paura che le togliessero il bambino che portava in grembo. Aveva preso la sua decisione, non era il compagno ad averla costretta a vivere isolata.

Dopo una seconda gravidanza l’ucraina aveva deciso di ritirarsi ai margini della società. . Non aveva più messo piede nemmeno alla Caritas, aveva rinunciato perfino a un piatto di minestra calda, in pieno inverno, perché la gravidanza diventava sempre più evidente. Olga ha scelto di vivere, e di morire come invisibile.

Adesso la vicenda di Olga si chiude definitivamente. Le sue spoglie potranno riposare al cimitero di Turigliano, dopo essere stata troppo a lungo, per un tempo contrario a ogni dignità, conservata in una cella frigorifera.



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