Il Tirreno

«Lavori agli impianti rallentati causa Sir» 

«Lavori agli impianti rallentati causa Sir» 

In Commissione Ambiente Gaia porta i dati dei soldi spesi per il depuratore del Lavello, più di 4 milioni

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MASSA. La commissione Ambiente del comune di Massa non molla, vigila sui depuratori di via Massa Avenza, chiede i costi di gestione e degli investimenti degli ultimi anni e chiederà un incontro con i vertici di Gaia spa.

Dopo il sopralluogo di mercoledì mattina i consiglieri comunali vogliono vederci chiaro e capire cosa non funziona ai depuratori Lavello 1 e Lavello 2, ex Cersam, e i motivi dello stop del primo impianto.

Per Gaia «i lavori di potenziamento dell’impianto hanno avuto dei rallentamenti per la necessità di adempiere alle prescrizioni a cui sono soggette le aree Sir su cui sorge il depuratore. Prima di qualsiasi intervento, l’area necessita di controlli del suolo, del sottosuolo e delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali; si sono rese necessarie una serie di analisi che purtroppo hanno richiesto tempi più lunghi di quanto previsto, arrivando al periodo estivo».

L’intervento avrebbe comportato una disattivazione alternata di metà dell'impianto e, considerato il massimo carico che si registra in estate, così è stato rinviato a fine stagione. L’intervento di potenziamento della linea biologica, da circa un milione e duecento mila euro, sarà entro la primavera del 2018. Eppure per i due impianti di soldi ne sono stati spesi abbastanza, più di 4 milioni di euro dal 2014 ad oggi: per l’esattezza, 2 milioni 272 mila euro per Lavello 1 e 1 milione 837 mila euro per l’ex Cersam in tre anni. Solo nel 2016 le spese sono di 924.906 mila euro a Lavello 1 e 485.269 mila euro per il Lavello 2. I dati, divisi in gestione ed investimenti, sono stati forniti alla commissione ambiente che si è riunita ieri mattina. Le spese maggiori, in entrambi i casi, sono per lo smaltimento dei fanghi, sempre intorno ai 300 mila euro all’anno e «più alte per Lavello 1 perché – hanno ipotizzato i consiglieri della commissione ambiente – l’impianto è più vecchio». E per i lavori di raddoppio dei depuratori: 333.410 mila euro di investimenti nel 2014 e 307.056 mila nel 2015 alla voce «raddoppio ex Cersam», altri 443.729 mila euro segnalati per il raddoppio dell’impianto di depurazione. Nelle spese fornite da Gaia rientrano poi altre attività tra cui le spese per la gestione straordinaria, riparazioni di perdite, pulizia delle aree verdi e degli impianti di rete. Anche 62 euro per attività di sicurezza. Nessuna voce, invece, relativa ai costi del personale. Tutte cifre, poco dettagliate, che non aiutano i consiglieri della commissione ambiente a capire qualcosa di più sugli impianti di depurazione e che vogliono avere chiarimenti dai dirigenti di Gaia, invitati ad una delle prossime sedute.

Benedetta Bianchi

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