Il Tirreno

Bonifiche infinite alla zona Ma ora ci sono 21 milioni 

Bonifiche infinite alla zona Ma ora ci sono 21 milioni 

Finanziati interventi “urgenti”. Dopo 18 anni dalla istituzione del Sin apuano Volpi: tanto è stato fatto, le zone residenziali sono quasi tutte liberate dai vincoli

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MASSA. Il Sin, Sito di interesse nazionale è stato istituito con decreto del Ministero dell’ambiente del 21 dicembre 1999. Nel sito ci sta (ci stava) un bel pezzo del territorio: 1.624 ettari, vale a dire in pratica tutta la zona industriale e tutte le zone limitrofe fra Carrara e Massa (più altri 1.894 ettari nelle aree a mare) che si riteneva potessero essere state inquinate dalle industrie chimiche.

18 anni di attese. Oggi, 18 anni dopo, è stato completato l’iter che prevede interventi urgenti – sì urgenti, dopo 18 anni – in alcune zone. È la conferma dei clamorosi ritardi con cui sono andate avanti le bonifiche sotto le Apuane.

«Ma sulla questione – dice il sindaco Alessandro Volpi – occorre fare chiarezza». Ricordando, ad esempio, che il perimetro del Sito di interesse nazionale di Massa Carrara è stato definito «seguendo principi estremamente cautelativi, includendo aree eterogenee dal punto di vista della destinazione d’uso: zone legate ad attività industriali potenzialmente inquinanti (circa 800 ettari), aree residenziali e miste, per altri 800 ettari». Al ministero si son tenuti larghi, insomma.

Ci pensa la Regione. Poi, bisogna ricordare che nel 2013 le cose sono cambiate: la Regione Toscana ha approvato la ridefinizione del perimetro del Sin di Massa Carrara riducendolo, nel comune di Massa, alle sole aree della Solvay Bario ed ex Farmoplant (che non è comunque poco). La restante parte del Sin è stata invece inserita nel Sito di interesse regionale (subito ribattezzato Sir). Tre anni dopo, nel 2016, è stato sottoscritto l’Accordo di programma per la prosecuzione degli interventi di bonifica del Sin Massa e Carrara e nelle aree Sir, una integrazione del precedente accordo del 2011. «Non si tratta solo di carta : rimarca Volpi –: l’accordo è diventato operativo con l’avvenuta registrazione della Convenzione attuativa dell’Accordo 2016 alla Corte dei Conti, il 20 aprile di quest’anno».

Arrivano 21 milioni più 3. Dopodichè il ministero dell’ambiente, il 28 aprile, ha impegnato i primi 3 milioni di euro. A cui ne seguiranno altri. La sottosegretaria all’Ambiente, Silvia Velo, ha annunciato in questi giorni che è stato completato l’iter di approvazione della delibera Cipe che prevede un finanziamento di 21 milioni per le bonifiche del Sin apuano. Si tratta del Piano, spiega Volpi, «che contiene le misure per il superamento delle aree interessate da procedure di infrazioni comunitarie e nelle aree in cui è stato accertato il maggior rischio sanitario e ambientale. Sono previsti l’aggiornamento e l’integrazione della caratterizzazione della falda Sin e Sir, l’individuazione delle possibili sorgenti di contaminazione pregresse e ancora presenti, la creazione di un modello idrogeologico per identificare gli interventi prioritari e la progettazione dell'intervento di bonifica unitario della falda dell'intera area Sin e Sir. Nella sola area Sir sono previsti interventi urgenti: misure di prevenzione e bonifica nell’area residenziale Stadio-via Tinelli e in parte del terrapieno di fronte alla Colonia Torino e la caratterizzazione ambientale del secondo lotto».

680 ettari liberati. Ora, viene da domandarsi perchè per tutto questo si siano dovuti attendere 18 anni. Lasciando “ingessato” il territorio per tutto questo tempo: i vincoli Sin impediscono, infatti di piantare anche un solo palo nei terreni da bonificare. In realtà, una parte di quelle aree è stata comunque sbloccata. Lo spiega ancora il sindaco Volpi: «Su 800 ettari di aree residenziali ne sono state ‘liberate’ già 680: Marina di Massa (fra il Frigido, via Bondano, via Massa Avenza e la costa, fra il Lavello, via Bondano, via Massa Avenza e la costa), 6 ettari nell’area dedicata agli impianti sportivi nella zona Stadio, un ettaro nell’area residenziale di Romagnano, vicino all’Aurelia (dove, siamo in attesa dei risultati analitici per chiudere il procedimento). Presto, saranno liberate anche l’area rimanente nella zona di Stadio-Tinelli e le aree di Alteta e Castagnola.

Quel che resta da fare. Sugli 800 ettari di aree industriali-artigianali-commerciali, invece, le cose vanno peggio: ne sono state restituite a vario titolo circa 200 ettari. Compresa parte dell’ex Farmoplant che, pur essendo soggetta al vincolo di ulteriori indagini per nuovi interventi edilizi, risulta comunque quasi del tutto reindustrializzata (da Solvay, ex Dalmine, ex Elettrozeta, ex Sanac Refrattari, Ge Nuovo Pignone, Syntech–Estel Office, Eaton Automotive, Skf industrie).

«Tanto è stato fatto – dice Volpi – e molto resta da fare: ora le risorse ci sono e siamo in prima fila per tutelare l’ambiente del nostro comune ed eliminare definitivamente l’inquinamento dei terreni e della falda».c.f.



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