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OGGI INCONTRO ALLA SEDE ELETTORALE 

Rinascita: «Per noi nessuna parata di ministri. Meglio così»

Rinascita: «Per noi nessuna parata di ministri. Meglio così»

CARRARA. «La domanda che può sorgere spontanea è: perché candidarsi e iniziare un percorso faticoso verso l’amministrazione di questa città?». Se lo chiede Fiorella Fambrini, candidata per Rinascita,...

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CARRARA. «La domanda che può sorgere spontanea è: perché candidarsi e iniziare un percorso faticoso verso l’amministrazione di questa città?». Se lo chiede Fiorella Fambrini, candidata per Rinascita, che incontrerà la cittadinanza oggi pomeriggio alle 18 nella sede elettorale di via Silicani a Fossola. «La risposta per me è semplice- dice-, sento la necessità di passare ai fatti, a progetti da realizzare in tempi certi, con una squadra coesa. Il futuro? Lo vedo fatto di lavoro, scuole sicure, sanità per tutti, equità sociale». E di questo la Fambrini discuterà con i cittadini durante l’ultimo appuntamento elettorale prima del voto di domenica.

Ci sono anche altre domande che il popolo di Rinascita si pone a poche ore dal voto: «Dove eravate ministri, senatori e senatrici, che oggi affollate le campagne elettorali dei candidati quando è stato deciso di unire il porto di Carrara a quello di La Spezia, piuttosto che Livorno? O quando Carrara è stata riconosciuta area di crisi semplice, mentre Piombino e Livorno diventano aree di crisi complessa? O quando l’Accademia delle Belle Arti di Carrara è stata depennata dalle Accademie di eccellenza a favore di Firenze? In queste settimane non ci siamo fatti mancare nulla e dopo i lustrini della parata, resta la polvere sulla strada dei Marmi e sulla città intera. E se- continua Rinascita- De Pasquale ha il coraggio di dire che sui diritti civili “si valuterà caso per caso”, ci chiediamo se non sia il caso di valutare attentamente lui, le sue senatrici, il suo vice presidente della Camera, i suoi consiglieri regionali, per esaminare cosa concretamente abbiano fatto in questi anni per i cittadini di Carrara. A sostenere Spediacci non è venuto nessuno da fuori; la partita l’ha giocata in casa, con le carte sul tavolo, in mezzo alla gente».

E ancora: «Sapevamo che sarebbe stato difficile e faticoso, ma è stato necessario come impegno civile. A un certo punto, dopo che fu chiaro che non ci sarebbero state le primarie e che sarebbe stato escluso dalla corsa, Spediacci ci disse che non avrebbe mai fatto accordicchi, preferendo perdere con onore che vincere senza dignità. Noi la pensiamo come lui, e con lui staremo, fino in fondo».

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