Il Tirreno

crisi rational 

Giovedì assemblea con la città «La politica trovi i soldi»

di Libero Red Dolce

MASSA. Sarà sgradevole dirlo, ma la crisi è entrata ai cancelli Rational dalla città. E ora gli operai vogliono cacciarla via. Dalla fabbrica. Da Massa. Tre mesi di lotta ieri, con le lettere di...

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MASSA. Sarà sgradevole dirlo, ma la crisi è entrata ai cancelli Rational dalla città. E ora gli operai vogliono cacciarla via. Dalla fabbrica. Da Massa.

Tre mesi di lotta ieri, con le lettere di licenziamento pronte a imbucarsi nelle cassette dei 24 dipendenti. E nessuna voglia di fermare il percorso adesso, nonostante la salita si sia fatta durissima. Niente cassa integrazione straordinaria: tempi troppo lunghi per ottenerla nonostante si siano mossi in tempo. E dunque niente “tesoretto” iniziale per fare partire la cooperativa. Sei mesi almeno senza stipendio tagliano le gambe a chiunque e molti lavoratori si sono tirati indietro.

Non tutti. In assemblea si è deciso di aspettare la Naspi, ma quei soldi serviranno per la sopravvivenza. Così il percorso della cooperativa prende un’altra strada. «Mantenere lo stabilimento aperto, mantenere il lavoro sul territorio – dice Rinaldo Valenti, uno degli operai Rational – coinvolgendo disoccupati da altre imprese per supplire le competenze professionali che abbiamo perso. Il confronto che abbiamo aperto con la Lega Coop, dove all’ultima riunione sedevano anche il presidente della provincia Gianni Lorenzetti e il sindaco Alessandro Volpi, è il primo percorso. L’altro è l’aiuto concreto della politica, per cambiare paradigma. Basta arrendersi quando il lavoro è sotto attacco, è tempo di reagire e dare risorse a chi le cose vuole e può farle».

Così giovedì 15 gli operai invitano tutti a un’assemblea cittadina alle 17,30 nel piazzale dove si trovano gli impianti Rational. «Se c’è qualcuno che non vuole sostenere il progetto della cooperativa lo venga a dire – dice Valenti – e ascoltiamo le nuove proposte. Stiamo dando l’occasione alla politica, con la nostra piccola vertenza, di dimostrare che un’altra strada è possibile. La raccolga».

A dare solidarietà agli operai sono andate rappresentanze del Nuovo Pignone, della Sanac e della Eaton, nonché sindacalisti di Cgil, Uil e Ugl e i Carc.

Paolo Gozzani, segretario Cgil, fa notare come, «il jobs act abbia peggiorato la situazione, togliendo tempi certi per la cassa integrazione. Con quella era più facile allungare l’esercizio provvisorio e prendere ossigeno». Concorde Giancarlo Leorin della Uil: «All’asta dobbiamo essere pronti. Ci sono 3 milioni di euro stanziati allora per la Eaton e non del tutto utilizzati. Se nessuno li usa entro il 2018 andranno persi. Chiediamo perché non vengano usati per questa situazione qui, magari come un prestito».

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