Il Tirreno

Chiede la messa alla prova Gli enti non hanno i soldi 

Chiede la messa alla prova Gli enti non hanno i soldi 

L’uomo è finito a processo per un furto al supermercato. Voleva una possibilità Avrebbe lavorato gratis, ma il denaro serve per pagare i contributi all’Inps

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MASSA. È accusato di un furto in un supermercato, generi alimentari che aveva portato via dagli scaffali per dare da mangiare ai suoi figli. E per questo è stato rinviato a giudizio. L’uomo (omettiamo il nome per tutelare i minori della sua famiglia) ieri si è presentato davanti al giudice Giovanni Sgambati con una richiesta: la messa alla prova, perché voleva rendersi utile facendo qualcosa per la società in cambio della sospensione del procedimento. Ma nonostante la buona volontà non è stato possibile perché gli enti territoriali contattati dall’Uepe (Ufficio di esecuzione penale esterna) non hanno potuto accoglierlo. Motivo? Nonostante il soggetto lavori a titolo gratuito bisogna pagare i contributi e tutti gli oneri pretesi dall’Inps. E non ci sono enti, nella provincia di Massa Carrara, in grado di poterlo fare. Perché non ci sono soldi a disposizione.

Così Sgambati ha dovuto rinviare l’udienza a dopo l’estate, nel frattempo l’Uepe cercherà fuori provincia un ente disposto ad accogliere l’imputato. E nel caso non ci siano risposte positive estenderà la ricerca al di fuori della Toscana. Il problema è che non si tratta di un episodio isolato. Nel nostro tribunale ormai la messa alla prova sembra essere una alternativa alla detenzione soltanto sulla carta.

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di Redazione web