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incontro al santuario dei quercioli 

«Il bullismo dei ragazzi spesso viene dagli adulti»

«Il bullismo dei ragazzi spesso viene dagli adulti»

MASSA. Si è concluso sabato 20 maggio, presso l’oratorio del santuario dei Quercioli, il ciclo di incontri sul fenomeno del bullismo organizzato dalla associazione onlus “ Il consultorio la famiglia”...

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MASSA. Si è concluso sabato 20 maggio, presso l’oratorio del santuario dei Quercioli, il ciclo di incontri sul fenomeno del bullismo organizzato dalla associazione onlus “ Il consultorio la famiglia” Ucipem, associato all’ Ucipem nazionale, destinato ai genitori ed agli educatori.
Agli eventi a fare da relatrici esperte Laura Crapanzano, che come da programma ha sviluppato l’argomento con l’ausilio di video su alcuni episodi di cronaca e, la psicologa-criminologa Martina Provaroni, specialista associata al carcere di massa. Durante la serata sono stati presentati filmati di studi comportamentali di adolescenti vittime di attacchi nella rete, realizzati da alcuni centri di ricerca.
La presa di coscienza della vastità e della frequenza del fenomeno, ha provocato momenti di preoccupazione tra i presenti, che hanno voluto porre diverse domande alle dottoresse, per cercare di capire come affrontare il fenomeno del bullismo e proteggere così i loro figli.
«Il consultorio la famiglia – dichiara il presidente Ucipem Massa Carrara Giuliano Ronchieri – ha voluto affrontare queste tematiche dato il terribile dilagare, tra i giovani e giovanissimi, del bullismo e del cyberbullismo. Noi abbiamo sintetizzato in uno slogan "Allarme bullismo", il pericoloso fenomeno che si presenta come un ospite indesiderato che clandestinamente si è insinuato nelle nostre case, nella società e nei nostri figli. Noi non lo abbiamo invitato ma abbiamo, inconsapevolmente, favorito la sua intrusione e, sempre inconsapevolmente, lo abbiamo alimentato. Esso è l’effetto di varie cause che nascono tutte dal comportamento degli adulti. Queste cause ed i possibili rimedi sono stati evidenziati durante le nostre conferenze».
Purtroppo, proprio in questi giorni anche in Toscana, si è registrato il primo caso del terribile gioco della «Blue Whale», la famigerata balena blu diventata emblema dell’istigazione al suicidio tra gli adolescenti più fragili. Una ragazzina lucchese di 16 anni era stata attirata nel percorso di autodistruzione che circola come un veleno sul web, ed è stata salvata insieme a un’amica di Montecatini, da un carabiniere allertato da un altro sedicenne. Lieto fine per una vicenda che suscita inquietudine. Ma i rischi per i ragazzi sono davvero molti e, i genitori e gli insegnati, devono essere sensibilizzati al problema.
Sara Lavorini

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