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Sanità, sei candidati sindaco danno buca
Al confronto pubblico in Comune si presentano solo Claudia Bienaimè, De Pasquale e Ilaria Paladini. Assenti tutti gli altri
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CARRARA. Il recente e controverso sondaggio realizzato da Swg su commissione del Pd aveva attestato il tema della sanità come uno dei più sentiti in città eppure lunedì sera, al dibattito organizzato dal comitato Salute Pubblica, addirittura cinque dei nove contendenti ala carica di sindaco hanno preferito non presentarsi. Sarà che a Carrara la polemica su primo soccorso e case della salute continua a scaldare gli animi o che il consiglio comunale ha approvato a ottobre un ordine del giorno che è rimasto di fatto lettera molta, ma alla fine gli unici ad avere il coraggio di metterci la faccia sono stati Claudia Bienaimè, Francesco De Pasquale e Ilaria Paladini. Il Comitato Salute Pubblica ha spiegato in apertura di aver dato a tutti i candidati la possibilità di farsi sostituire da un capolista: l'unico a sfruttare questa possibilità è stato il centro destra che, assente Maurizio Lorenzoni, ha partecipato con Lanmarco Laquidara, capolista di Forza Italia. Andrea Zanetti, Andrea Vannucci, Gianenrico Spediacci e Cinzia Bensi non si sono presentati senza preoccuparsi troppo di giustificare la loro assenza: anzi qualcuno ha “dato buca” perfino ai suoi stessi sostenitori che, ignari del “forfait” si erano presentati all'appuntamento in sala di Rappresentanza. Archiviato il capitolo delle assenze, è partito il giro di domande che ha spaziato dalle case della salute al primo soccorso, dai ticket alle liste di attesa, passando per il rapporto tra politica e direzione dell'azienda sanitaria e questioni più prettamente ambientali. «Se a Carrara la sanità non funziona è colpa della politica. Ad ottobre abbiamo approvato in consiglio un documento che prevede due case della Salute, una in centro e una ad Avenza e un primo soccorso. Eppure da allora non è stato fatto nulla» ha attaccato Claudia Bienaimè (CarraraBeneComune e Lista DemA). Francesco De Pasquale, del Movimento 5 Stelle ha puntato il dito contro l'amministrazione toscana: «Hanno fatto l'ospedale unico garantendoci un potenziamento dei servizi territoriali che però non è avvenuto. E' un giochetto della Regione e per ottenere qualche risultato dobbiamo cambiare anche il governo toscano». Anche Ilaria Paladini de La Comune ha rivolto lo sguardo a Firenze, impegnandosi a «bussare alle porte della Regione per evitare che il pubblico continui a essere screditato a vantaggio del privato». Lanmarco Laquidara, ha contestato i dati zialmente positivi che vengono riservati al sistema sanitario toscano e ha proposto una riforma, sul modello della Lombardia, per abbattere le liste di attesa.
Cinzia Chiappini
Cinzia Chiappini
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