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i testimoni non si sono presentati
Botte alla madre, l’udienza rinviata a ottobre
MASSA. Picchiava la madre. Sistematicamente. Vuoi per i suoi problemi di tossicodipendenza, vuoi perché una perizia medica ha accertato che le sue condizioni psicologiche sono decisamente fragili....
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MASSA. Picchiava la madre. Sistematicamente. Vuoi per i suoi problemi di tossicodipendenza, vuoi perché una perizia medica ha accertato che le sue condizioni psicologiche sono decisamente fragili. Ieri doveva iniziare il processo davanti al giudice Alice Serra, ma l’udienza è stata rinviato con un nulla di fatto perché nessuno dei testi convocati dalla accusa - rappresentata dal magistrato onorario Debora Bracco - si è fatto vedere. Se ne riparlerà a ottobre. Nel frattempo l’imputato, un venticinquenne, continuerà a soggiornare in una struttura dove viene curato e assistito.
La vicenda si trascinava da tanti anni. La donna subiva le angherie del figlio, che diventava una belva per qualunque tipo di contrattempo.- Anche per il motivo più futile. Ma era soprattutto la mancanza di denaro per acquistare la droga a scatenarlo, a fargli perdere le staffe. E se la prendeva con tutto quello che gli capitava sotto tiro. Fino a scatenare la sua ira. Contro la mamma, che preferiva farsi picchiare piuttosto che vederlo andare fuori di casa e frequentare brutte compagnie. Però la signora ha potuto proteggerlo finché non è dovuta ricorrere alle cure mediche, per delle ferite che gli avevano provocato le percosse. Ai medici ha dovuto raccontare la verità e poi le forze dell’ordine hanno avuto la conferma dalle parole dei vicini che hanno raccontato quello che sentivano dietro quelle mura.
Ieri era attesa la sentenza, ma non è stato possibile arrivare alla conclusione del procedimento, perché gli ultimi testi hanno deciso di non presentarsi. Verranno riconvocati nella prossima udienza, al momento senza disporre l’accompagnamento coatto. L’imputato comunque ha già ammesso le sue responsabilità.
La vicenda si trascinava da tanti anni. La donna subiva le angherie del figlio, che diventava una belva per qualunque tipo di contrattempo.- Anche per il motivo più futile. Ma era soprattutto la mancanza di denaro per acquistare la droga a scatenarlo, a fargli perdere le staffe. E se la prendeva con tutto quello che gli capitava sotto tiro. Fino a scatenare la sua ira. Contro la mamma, che preferiva farsi picchiare piuttosto che vederlo andare fuori di casa e frequentare brutte compagnie. Però la signora ha potuto proteggerlo finché non è dovuta ricorrere alle cure mediche, per delle ferite che gli avevano provocato le percosse. Ai medici ha dovuto raccontare la verità e poi le forze dell’ordine hanno avuto la conferma dalle parole dei vicini che hanno raccontato quello che sentivano dietro quelle mura.
Ieri era attesa la sentenza, ma non è stato possibile arrivare alla conclusione del procedimento, perché gli ultimi testi hanno deciso di non presentarsi. Verranno riconvocati nella prossima udienza, al momento senza disporre l’accompagnamento coatto. L’imputato comunque ha già ammesso le sue responsabilità.
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