I candidati bocciati da Amare Marina: «Idee retrograde»
di Francesca Vatteroni
L’associazione della frazione critica i programmi in campo Nel mirino Zanetti e De Pasquale. «Così nessuno sviluppo»
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CARRARA. «Tutti i programmi elettorali presentati, sui punti concernenti il porto, il water-front e lo sviluppo turistico di Marina, sono arretrati e obsoleti». Così Doriella Piolanti e Carla Gianfranchi, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione Amare Marina, l’associazione marinella che si propone di rilanciare il turismo a Marina, bocciano solennemente i programmi delle forze politiche candidatesi per il rinnovo della compagine governativa di Carrara. «Soprattutto i programmi dei candidati Andrea Zanetti e Francesco De Pasquale» precisa la Piolanti.
In realtà Piolanti e Gianfranchi non risparmiano critiche a nessuno dei programmi elettorali per quel che riguarda Marina di Carrara, ma preferiscono soffermarsi sui programmi dei due candidati che hanno maggiori possibilità di arrivare a conquistare la carica di primo cittadino e quindi di vedere attuato il proprio programma. «Zanetti nel documento programmatico - spiega la Gianfranchi - parla della foce del Carrione come limite morfologico alla realizzazione di ogni intervento, ma usa in questo modo una frase che lascia aperta la strada alla possibilità di cementificare a ponente del Carrione: e lui conosce le intenzioni dell’Autorità Portuale di ampliare il porto commerciale all’altezza del piazzale Città di Massa, intenzione a cui noi siamo fortemente contrari». Zanetti è anche colpevole, a detta di Amare Marina, di aver introdotto un’idea di water front che non specifica se il progetto resterà al servizio di un porto turistico o di un porto commerciale e dimenticandosi del processo partecipativo Porto le mie idee, attraverso cui i cittadini si espressero già anni fa contro ogni ulteriore cementificazione: «Eppure Zanetti faceva parte dell’amministrazione all’epoca - incalza la Gianfranchi che insiste - e anziché proporre di interpellare i cittadini attraverso un processo partecipativo per decidere la dislocazione delle attività interna al porto, vero specchietto per le allodole, Zanetti dovrebbe ammettere che la dislocazione dipenderà dall’ampliamento del porto commerciale che l’Autorità vuole all’altezza del Piazzale Città di Massa, in una zona che ha già subito l’alluvione del 2014 e che è costretta a subire l’impatto prepotente del porto».
Non sfugge alla bocciatura nemmeno De Pasquale che in più occasioni, secondo Amare Marina, ha espresso il suo favore in merito al primo lotto del progetto Water Front, che vuole la nuova entrata del porto, definito dall’associazione stessa come il cavallo di troia per il successivo ampliamento del porto commerciale.«Vorrei sapere poi come mai - domanda la Piolanti - il M5s non ha inserito nel programma il progetto di porto turistico che a suo tempo aveva presentato come progetto ufficiale, ma che in realtà prospetta una semplice delocalizzazione delle barche del Club Nautico per fare spazio a una nuova banchina e a nuovi capannoni della nautica e vorrei a questo punto chiedere anche all’assessore M5s in pectore dell’economia del mare Andrea Raggi, se è ancora socio della ditta Selmar, da lui fondata, che opera guardacaso proprio nel settore nautico». Secondo Amare Marina, si deve riconoscere come impossibile la coabitazione di un porto turistico assieme a un porto commerciale: «La soluzione di un porto turistico a ovest e un porto commerciale a est, come prospettano tutti, poteva avere un senso una decina di anni fa, oggi non è più possibile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In realtà Piolanti e Gianfranchi non risparmiano critiche a nessuno dei programmi elettorali per quel che riguarda Marina di Carrara, ma preferiscono soffermarsi sui programmi dei due candidati che hanno maggiori possibilità di arrivare a conquistare la carica di primo cittadino e quindi di vedere attuato il proprio programma. «Zanetti nel documento programmatico - spiega la Gianfranchi - parla della foce del Carrione come limite morfologico alla realizzazione di ogni intervento, ma usa in questo modo una frase che lascia aperta la strada alla possibilità di cementificare a ponente del Carrione: e lui conosce le intenzioni dell’Autorità Portuale di ampliare il porto commerciale all’altezza del piazzale Città di Massa, intenzione a cui noi siamo fortemente contrari». Zanetti è anche colpevole, a detta di Amare Marina, di aver introdotto un’idea di water front che non specifica se il progetto resterà al servizio di un porto turistico o di un porto commerciale e dimenticandosi del processo partecipativo Porto le mie idee, attraverso cui i cittadini si espressero già anni fa contro ogni ulteriore cementificazione: «Eppure Zanetti faceva parte dell’amministrazione all’epoca - incalza la Gianfranchi che insiste - e anziché proporre di interpellare i cittadini attraverso un processo partecipativo per decidere la dislocazione delle attività interna al porto, vero specchietto per le allodole, Zanetti dovrebbe ammettere che la dislocazione dipenderà dall’ampliamento del porto commerciale che l’Autorità vuole all’altezza del Piazzale Città di Massa, in una zona che ha già subito l’alluvione del 2014 e che è costretta a subire l’impatto prepotente del porto».
Non sfugge alla bocciatura nemmeno De Pasquale che in più occasioni, secondo Amare Marina, ha espresso il suo favore in merito al primo lotto del progetto Water Front, che vuole la nuova entrata del porto, definito dall’associazione stessa come il cavallo di troia per il successivo ampliamento del porto commerciale.«Vorrei sapere poi come mai - domanda la Piolanti - il M5s non ha inserito nel programma il progetto di porto turistico che a suo tempo aveva presentato come progetto ufficiale, ma che in realtà prospetta una semplice delocalizzazione delle barche del Club Nautico per fare spazio a una nuova banchina e a nuovi capannoni della nautica e vorrei a questo punto chiedere anche all’assessore M5s in pectore dell’economia del mare Andrea Raggi, se è ancora socio della ditta Selmar, da lui fondata, che opera guardacaso proprio nel settore nautico». Secondo Amare Marina, si deve riconoscere come impossibile la coabitazione di un porto turistico assieme a un porto commerciale: «La soluzione di un porto turistico a ovest e un porto commerciale a est, come prospettano tutti, poteva avere un senso una decina di anni fa, oggi non è più possibile».
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