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Aghinolfi ancora chiuso Sarà aperto solo l’esterno
di Libero Red Dolce
Slitta a dopo il primo giugno la riapertura, ma non si potrà visitare l’interno C’è da risolvere il problema di infiltrazione d’acqua e rinnovare la convenzione
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MASSA. L’Aghinolfi è ancora chiuso e quando riaprirà sarà un monumento dimezzato. Nel senso che sarà possibile visitare l’esterno ma la parte interna rimarrà chiusa fino a quando non sarà risolto il problema dell’infiltrazione d’acqua che ha portato a chiudere completamente la struttura negli ultimi mesi.
Non sono dunque risolti ancora i problemi per il castello di Montignoso e pare ormai assodato che la data di riapertura inizialmente comunicata dall’Istituto per la valorizzazione dei castelli non sarà rispetttata. E slittamento dopo slittamento non è ancora chiara la data di riapertura. Dall’Istituto fanno sapere che non appena tutto sarà a posto daranno comunicazione.
Perché al castello oltre al problema dell’infiltrazione dell’acqua sul tetto della torre, pare che ci siano stati anche problemi. «Di natura burocratica e amministrativa» dicono dall’Istituto. Di sicuro c’è da rinnovare la convenzione tra il comune di Montignoso e l’ente.
«Si può dire che è cosa fatta – commenta il sindaco Gianni Lorenzetti – ci sono alcune cose da discutere, come gli orari e le aperture, ma dovremmo farcela ad approvarla nella giunta che verrà». Che è in programma la prossima settimana».
Il nuovo accordo prevede il versamento di 4000 euro annuali dal Comune all’Ente per la «valorizzare i castelli lunigianesi, i borghi e gli altri beni culturali siti nel territorio della provincia di Massa-Carrara, dando vita ad iniziative culturali e turistiche atte a conservare o inserire nella vita moderna quel rilevantissimo patrimonio architettonico, medievale e rinascimentale, curandone nel contempo la custodia e l’apertura al pubblico». Ecco, sull’ultimo punto i visitatori del Castello Aghinolfi forse avrebbero qualcosa da ridire.
«La convenzione con l’Istituto prevede un risparmio comunque, perché prima il costo annuale era di 11mila euro l’anno. Tramite accordi siamo riusciti a limare i costi, i tempi vanno per le lunghe perché il comune ha poco personale e bisogna gestire molte cose in pochi. Ma lo riapriremo quanto prima».
Rimane però un’apertura a metà, con la parte esterna che sarà visitabile e quella interna invece ancora interdetta al pubblico. «La parte più interessante e visibile del nostro castello è proprio il giardino e la struttura esterna – sostiene il sindaco – dentro è chiaro che ci daremo da fare per risistemare il tutto, ma non si tratta di un castello con stanze. C’è una torre piuttosto stretta che si può percorrere, ma per ragioni di sicurezza dobbiamo prima risolvere il problema».
Durante i lavori infatti fu realizzato nella torre un soffitto di legno ma un’infiltrazione ne ha messo a rischio la tenuta. L’umidità infatti ha infradicito il materiale, fino a fare saltare le stecche che lo reggono. Dunque bisognerà studiare un intervento per evitare rischi e al contempo capire come arginare l’umidità e decidere se cambiare il tetto. Ancora un po’di tempo invece e i turisti potranno finalmente varcare il cancello e visitare la struttura esterna. Almeno quella.
Non sono dunque risolti ancora i problemi per il castello di Montignoso e pare ormai assodato che la data di riapertura inizialmente comunicata dall’Istituto per la valorizzazione dei castelli non sarà rispetttata. E slittamento dopo slittamento non è ancora chiara la data di riapertura. Dall’Istituto fanno sapere che non appena tutto sarà a posto daranno comunicazione.
Perché al castello oltre al problema dell’infiltrazione dell’acqua sul tetto della torre, pare che ci siano stati anche problemi. «Di natura burocratica e amministrativa» dicono dall’Istituto. Di sicuro c’è da rinnovare la convenzione tra il comune di Montignoso e l’ente.
«Si può dire che è cosa fatta – commenta il sindaco Gianni Lorenzetti – ci sono alcune cose da discutere, come gli orari e le aperture, ma dovremmo farcela ad approvarla nella giunta che verrà». Che è in programma la prossima settimana».
Il nuovo accordo prevede il versamento di 4000 euro annuali dal Comune all’Ente per la «valorizzare i castelli lunigianesi, i borghi e gli altri beni culturali siti nel territorio della provincia di Massa-Carrara, dando vita ad iniziative culturali e turistiche atte a conservare o inserire nella vita moderna quel rilevantissimo patrimonio architettonico, medievale e rinascimentale, curandone nel contempo la custodia e l’apertura al pubblico». Ecco, sull’ultimo punto i visitatori del Castello Aghinolfi forse avrebbero qualcosa da ridire.
«La convenzione con l’Istituto prevede un risparmio comunque, perché prima il costo annuale era di 11mila euro l’anno. Tramite accordi siamo riusciti a limare i costi, i tempi vanno per le lunghe perché il comune ha poco personale e bisogna gestire molte cose in pochi. Ma lo riapriremo quanto prima».
Rimane però un’apertura a metà, con la parte esterna che sarà visitabile e quella interna invece ancora interdetta al pubblico. «La parte più interessante e visibile del nostro castello è proprio il giardino e la struttura esterna – sostiene il sindaco – dentro è chiaro che ci daremo da fare per risistemare il tutto, ma non si tratta di un castello con stanze. C’è una torre piuttosto stretta che si può percorrere, ma per ragioni di sicurezza dobbiamo prima risolvere il problema».
Durante i lavori infatti fu realizzato nella torre un soffitto di legno ma un’infiltrazione ne ha messo a rischio la tenuta. L’umidità infatti ha infradicito il materiale, fino a fare saltare le stecche che lo reggono. Dunque bisognerà studiare un intervento per evitare rischi e al contempo capire come arginare l’umidità e decidere se cambiare il tetto. Ancora un po’di tempo invece e i turisti potranno finalmente varcare il cancello e visitare la struttura esterna. Almeno quella.
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