Il Tirreno

A lezione dagli orafi: in mostra i gioielli realizzati dai ragazzi 

A lezione dagli orafi: in mostra i gioielli realizzati dai ragazzi 

L’iniziativa sulle orme dello scultore massese Guadagnucci. Protagonisti del percorso artistico gli studenti del Palma

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MASSA. Ispirano, influenzano e rinascono le linee naturali delle opere e dei gioielli dello scultore massese Gigi Guadagnucci, attraverso la creatività degli studenti del corso di Arti Figurative del liceo artistico musicale Felice Palma di Massa, esposte al museo dedicato all’artista di Villa Rinchiostra fino all’11 giugno. In collaborazione con la Adamas Gioielli Valenza di Massa, “Ori Preziosi”. Il “Marmo e i gioielli” è il risultato di un progetto che ha permesso agli studenti e alle studentesse delle classi 3A, 4A e 5a di reinventare quanto appreso durante le lezioni di docenti ed esperti orafi, in un percorso artistico a 360°. Ad inaugurare la mostra sono stati gli studenti del liceo musicale, che hanno suonato e cantato alla presenza del sindaco di Massa tre pezzi di musica rinascimentale. «Una mostra che ha permesso di restituire ai giovani un senso di appartenenza della città e dell’arte», ha commentato il sindaco Alessandro Volpi, «e che grazie al contributo scientifico di Massimo Bertozzi ha raggiunto dei risultati eccellenti». Proprio come fece Guadagnucci anni fa, anche i ragazzi del Palma hanno forgiato personalmente gioielli, in particolare anelli, che lo scultore amava creare ed indossare e che per l’occasione saranno esposti nella versione in bronzo. «Sono partita dall’analisi del “Volo all’alba” di Guadagnucci», racconta Veronica Fiocchi, studentessa del Palma, «per poi modellare la collana che ho realizzato in cera blu. Da lì il prototipo è stato inviato alla fonderia di Pietrasanta che ha fuso i metalli e creato la base che è diventata questa collana, cui è stata aggiunta una lacrima di marmo». Lo stesso marmo che come ricorda Bertozzi, direttore del Museo, «Guadagnucci considerava la materia più rappresentativa della sua terra, da cui è nata l’arte dei marmorari apuani». «Il marmo utilizzato per la rassegna», ha sottolineato la dirigente dell’istituto Palma, Anna Rosa Vatteroni, «è stato ricavato dagli scarti derivati dalla lavorazione del marmo di alcune imprese che lo hanno donato a noi, per poter realizzare questa iniziativa». Infine il ricordo di Ines, moglie dell’artista massese venuto a mancare nel 2013: «sono stata molto fiera di aver contribuito a questo progetto, Gigi ha sempre incoraggiato i giovani a sviluppare la sapienza del fare». (c.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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