Il Tirreno

Piccoli narratori di storie crescono e sono premiati 

di Fabrizio Palagi
Piccoli narratori di storie crescono e sono premiati 

I ragazzi della Igino Cocchi premiati a Roma nel concorso “Raccontare il medioevo” Le motivazioni: «Solido impianto narrativo e intrecci della trama ben dosati»

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LICCIANA NARDI. Grande soddisfazione per i ragazzi della Scuola secondaria di 1.o grado "Igino Cocchi" che, a Roma, si sono classificati al primo posto di "Raccontare il Medioevo", concorso nazionale di scrittura, giunto alla settima edizione, nell'ambito del progetto promosso dalla Scuola storica nazionale di studi medievali.
Un bel risultato che premia l’impegno e la voglia dei ragazzi e la cura che gli insegnanti hanno messo in questo interessante progetto pedagogico e creativo.
Tra i partecipanti alla manifestazione nazionale, 12 ragazzi della scuola liccianese: Lucrezia Bettoni, Tigist Ferraro, Serena Folegnani, Giulia Galli, Alice Giannuzzi, Maria Sole Marchiò, Rebecca Razza, Rebecca Risso, Gabriele Bevilacqua, Tommaso Fumanti, Mohasin Saqri e Gianmarco Scorza, accompagnati dalle insegnanti Paola Botti e Sabrina Facchini.
Un’esperienza unica e irripetibile per gli studenti, protagonisti di una vera giornata di festa, che si è svolta nelle stanze dello storico palazzo romano; il presidente dell’istituto, prof. Massimo Miglio, ha premiato l’elaborato dei dodici scrittori in erba, “Al vent dal mar”, con queste parole: «Il racconto si regge su un solido impianto narrativo, con un ordito costruito su un’accurata base filologica e critica. L’utilizzo di una fonte orale, la filastrocca recepita da testimoni viventi, arricchisce il testo e forma il fil rouge su cui si basa una storia che si proietta dal mar Ligure alle coste della Palestina e alle terre della Crociata, con un’andata e un ritorno che sanno di epopea».
«La struttura del racconto – aggiunge il professor Miglio , nello spiegare le ragioni del premio assegnato – e gli intrecci della trama sono ben dosati e l’attacco trascina subito il lettore nell’azione con la chiamata alla Crociata: avventura che comincia come un gioco e si trasforma, come tutte le guerre, nell’orrore. Un orrore narrato in prima persona dal protagonista, che ci riporta attraverso il suo sguardo tutta l’entità della tragedia». Insomma una certa maturità espressiva.Alla cerimonia di premiazione erano presenti i professori Amedeo Feniello e Pietro Petturuti Pellegrino, curatori del concorso, il direttore Generale MiBact, Rosanna Rummo, e l’Ispettrice Miur, Biancarosa Iovine.

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