Il Tirreno

la risposta ad andaloro 

«Il sindacato è molto fiero di aver difeso i posti di lavoro»

MASSA. La ditta Andaloro, subappaltante in scadenza di Nuovo Pignone, aveva scaricato sui sindacati e su BCube e la stessa Pignone. La Cgil non ci sta e per bocca di Alessio Castelli della Fiom...

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MASSA. La ditta Andaloro, subappaltante in scadenza di Nuovo Pignone, aveva scaricato sui sindacati e su BCube e la stessa Pignone. La Cgil non ci sta e per bocca di Alessio Castelli della Fiom risponde per le rime. «Prendiamo atto delle motivazioni che Andaloro esprime e che l’hanno indotta a cessare l’appalto con Bcube, a tal proposito ci permettiamo di evidenziare che i contratti tra società in regolamentazioni d’appalto vanno valutati attentamente prima della sottoscrizione, e che quindi non è una giustificazione che a pagare le conseguenze di valutazioni contrattuali errate da parte dei contraenti, siano sempre i lavoratori dell’appalto interessato».
Al contempo però, voglionochiarire la posizione dei sindacati circa i rapporti con le imprese Bcube, Andaloro e Logitek: «Innanzitutto ci sembra provocatorio e poco logico l’affermazione della Andaloro in cui dichiara che “27 posti di lavoro sono stati mantenuti perchè a Massa è presente il Sindacato”, secondo Andaloro cosa dovrebbe fare un sindacato dei lavoratori essere il “trovarobe” per licenziare a seconda delle esigenze dell’imprenditore di turno, come sindacato questa affermazione ci onora, noi abbiamo fatto il nostro dovere, forse dovevano essere i consulenti Andaloro a fare valutazioni di sostenibilità economica dell’appalto in questione, chiedendo carichi di lavoro idonei al mantenimento dell’occupazione in essere, non ha senso fare accordi non scritti tanto per prendere il lavoro e dopo recriminare una sofferenza».
Andaloro ha anche sostenuto di non aver mai pagato in ritardo i lavoratori. Il sindacato puntualizza: «Il contratto nazionale sancisce, che la paga è mensilizzata per essere erogata entro la scadenza del mese afferente alla retribuzione. Ecco, ad Andaloro per non essere penalizzato i lavoratori hanno concesso in deroga di essere pagati il 15 del mese successivo, sistematicamente abbiamo dovuto stare quasi ogni mese sui cancelli perchè il 15 non arrivavano i bonifici degli stipendi, e non è vero al massimo arrivavano “due giorni dopo” facendo il pagamento in ritardo il salario arrivava anchesei giorni dopo».
«Pertanto rimandiamo al mittente la richiesta di di fare “statue d’oro – conclude Castelli – noi ci impegneremo come sempre a verificare le proposte concrete di chi ha avanzato l’interesse a salvaguardare l’occupazione di tutti i Lavoratori coinvolti con ben chiaro l’interesse a non perdere diritti acquisiti che spesso si tenta di cancellare a ogni cambio appalto».

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