Il Tirreno

Donna sorda respinta al rinnovo della patente 

di Libero Red Dolce
Donna sorda respinta al rinnovo della patente 

Le nuove norme consentono di non presentare il certificato, ma dall’ufficio dicono che deve averlo

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MASSA. Una signora sorda è stata respinta dall’ufficio patenti per aver chiesto di aver applicato un suo diritto: il rinnovo della patente con validità di 10 anni e non più di 5 com’era prima.
A difendere questo diritto è l’articolo 25 del decreto Semplificazione ma spesso le norme, quando passano nella concretezza materiale dell’applicazione, tendono a sacrificare l’immediatezza auspicata. Da lì il detto “ufficio complicazione affari semplici”.
Stavolta è toccato a Manuela che è andata in comune per provare a rinnovare la patente. Lei ha meno di quaranta anni e come previsto dal decreto rientra nei limiti, fissati a 50, per il rinnovo con validità raddoppiata. Ma arrivata di fronte all’operatore si è sentita dire che non era possibile e che avrebbe avuto un rinnovo normale. A nulla sono valse le proteste di Manuela che ha anche mostrato all’impiegato un foglio nel quale si spiegava con dovizia di particolari la questione. «In caso di disabilità stabili non suscettibili di modifica, come nel caso di sordità», dice chiaramente il documento. «Inoltre – aggiunge – ai successivi rinnovi della patente non si dovrà più passare per la commissione medica locale e, come per tutti gli altri patentati, dovranno essere rispettati i seguenti limiti temporali: rinnovo ogni 10 anni dino al compimento del cinquantesimo e ogni cinque dopo il cinquantesimo».
Ma nonostante tutto il funzionario non è rimasto convinto e ha pregato la signora di tornare con un certificato della commissione medica che ne certificasse l’invalidità. «Una cosa che sapevo non dover fare - spiega Manuela – come ben spiegato dalla norma. La cosa incredibile è che chi lavora in questi posti, e dovrebbe conoscere le normative e le novità, non le conosce. E non è nemmeno capace di prendere atto della correttezza delle informazioni in nostro possesso costringendomi a un giro incredibile e immotivato».
È Manuela stessa a raccontare come già almeno in un’altra occasione il problema si era presentato. Una sua amica, anche lei affetta da sordità, si era presentata all’ufficio per il rinnovo. Diverso il tempo, uguale la risposta. «No, non si può fare, ripassi con il certificato».
Peccato però che stavolta la signora in questione si sia imputata senza andare via e alla fine abbia ottenuto il rinnovo. «Io non ho voluto insistere facendo perdere tempo alle tante altre persone in coda come me – racconta Manuela – abbiamo chiesto alla motorizzazione e ci hanno confermato che sono arrivate altre lamentele di persone nella stessa condizioni. È giusto farsi avanti, perché un diritto, anche se piccolo, va fatto valere senza dover supplicare».

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