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Dai tabacchi al vino “Mercurio”: storia di un'impresa di successo
Lino Rossi è partito da una rivendita ai Ronchi e ora dà lavoro a 26 dipendenti su tutto il territorio. L’ultima idea è il vino del Candia col nome della storica piazza: «I locali chiudono, servono idee»
MASSA. Si guarda attorno ed è contento di quello che vede. Perché quello che vede lo ha fatto lui, dalle fondamenta al tetto. Credendoci. Lino Rossi, imprenditore nel settore della ristorazione massese, ci accoglie dentro al suo Mascalzone in via Massa Avenza. È un momento di relativa tranquillità, prima del pranzo e della gente che esce dagli uffici. E ci parla di una città che si può cambiare e che ha bisogno di stimoli, ma anche di qualche regola nuova.
Rossi ha costruito pian piano, partendo da una tabaccheria ai Ronchi, un piccolo e solido impero della ristorazione. «Proprio in questi giorni facendo le buste paghe ragionavo sul fatto che ho 26 persone che dipendono da me. È una bella sensazione», racconta. E spera di poter proseguire questo cammino con l’ultima appendice del suo progetto, la rivendita di vino sfuso. «È un progetto che si distingue per la qualità, vendiamo in centro 16 tipi di vino diverso. Cerchiamo di avere delle buone produzioni e finora i numeri mi pare ci stiano dando ragione. Vendiamo nero d’avola, syrah, vermentino e ultimamente mi sono avvicinato a un produttore del Candia, l’azienda di Eva Vernazza».
Da qui però si parte non per fare del vino sfuso ma per imbottigliare, con una veste grafica e un’idea di “naming” particolare un prodotto tipico di queste terre. «Ho avuto l’idea di legare il nome del vino, una nostra eccellenza, a un’altra nostra eccellenza: piazza Mercurio. E l’idea sta piacendo, le bottiglie vengono vendute e la gente le richiede».
Dopo il Mascalzone Rossi ha puntato il centro ed ha aperto il “Dry”, proprio in piazza Mercurio. Mentre le serrande si abbassano, c’è chi prova a resistere e tenere il passo con le difficoltà. «Si tratta di un bar storico per la città e il nostro target è il pubblico della sera, la cosiddetta Movida. L’ho rinnovato con uno stile sobrio, appropriato per il centro storico, che però guarda a un’utenza giovane».
E il Dry è partito bene. Con un piccolo “ma”. «Sono contento, tra poco avrà l’autosufficienza che era l’obiettivo minimo. Il punto è che se dovessi mantenere la mia famiglia con questo bar sarebbe difficile e credo che questo scoraggi molti imprenditori da assumersi dei rischi. Ed è difficile per chi non ha le spalle ben larghe».
C’è forse un problema di Ztl, come lamentano molti suoi colleghi? Per Rossi non è solo questo a rendere accidentato il percorso di chi vuole fare imprenditoria a Massa, ma qualche aggiustamento riconosce che andrebbe fatto. «Per noi non è un gran problema con la movida notturna, il centro è quello e la gente arriva per consumare e godersi la città. Però per tutti gli altri? Forse bisognerebbe pensare a delle brevi aperture mattutine, per quegli esercizi che la sera poi chiudono. Uno spiraglio. Ultimamente molte attività hanno chiuso in un luogo storico come piazza Mercurio, è andata via anche la farmacia. Mi pare una testimonianza di una difficoltà. E non si possono aprire solo locali notturni che andrebbero a contendersi una clientela comunque ristretta».
Dall’esperienza di Rossi però c’è da dire che si può apprendere anche per trovare la bussola in un mondo che, nonostante non sembri, ha attraversato cambiamenti vistosi. «Le attività negli anni, i bar, si sono moltiplicati. Prima erano meno di una decina, ora ne trovi venti soltanto per arrivare in città. È chiaro che per sopravvivere non puoi proporre solo caffè e poco altro.Servono più servizi».
E in effetti il locale è diviso in aree, quasi secondo la filosofia del centro commerciale in miniatura. Ci sono le bollette, la tabaccheria, l’edicola, l’area pranzo. «Chi viene deve trovare una buona atmosfera ma anche una serie di cose che può fare senza dover andare altrove». E poi il parcheggio di fronte, voluto da Rossi per dare un accesso al locale.Ora oltre alla rete di locali che già ha, tra cui il Bacco e la Cantina Mercurio a Massa e a Romagnano, ha ancora un piccolo sfizio da togliersi. «Voglio andare a Marina, ma voglio andarci in prima fila. Sto aspettando l’occasione giusta e solo in quel caso mi muoverò».
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