Il presidio
Pedrini e Petacchi: la continuità contro la rottura col passato
I programmi dei candidati in caso di elezione a giugno Turismo, opere strutturali, ambiente gli aspetti più sentiti
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ZERI. Si annuncia una vera e propria battaglia quella di Zeri per le amministrative con entrambe le fazioni che sono pronte a dare il via ad una delle campagne elettorali più accese del territorio lunigianese. Egidio Pedrini, attuale primo cittadini, si propone per un nuovo mandato, mentre Cristian Petacchi avrà il compito di tentare di riportare nell’area di centrosinistra il comune. Una sfida serrata che viene anche rimarcata dai programmi: quello di Pedrini già improntato sul prosieguo dell’attività amministrativa, mentre quello di Petacchi che punta su innovazione, turismo ed ambiente.
Partiamo dal challenger Petacchi che ci spiega come la sua candidatura «nasca da una spinta motivazionale per fermare il degrado che persiste nel mio comune. Quando mi si è palesata l’occasione ho avuto modo di riflettere. A convincermi sono stati gli obiettivi che ci si prefiggeva e le persone che mi hanno chiesto di mettermi in gioco. Ho voluto ascoltarli e promuovere un’alternativa per Zeri». Gli obiettivi per Petacchi sono quelli di «contrastare lo spopolamento e dare risposte ai cittadini ed alle piccole e medie imprese su cui grava l’assenza di questa amministrazione. C’è stata un’assoluta incapacità di gestire la cosa pubblica, sfociata in una sentenza della Corte dei Conti, a cui ne seguirà una ancora più pesante, per quanto riguarda la gestione finanziaria del Comune. Mettere mano al bilancio, adeguandosi alle sentenze, e valorizzare il territorio ed il turismo sono obiettivi principali». Occorre una nuova politica della montagna. «Questa – prosegue Petacchi – deve partire dal Governo e dalla Regione, con l’Unione dei Comuni che deve essere il centro di raccolta delle richieste. In questi anni Zeri si è allontanata da questa istituzione e quando si è presentata si è fatta compatire, non portando le istanze del territorio. La mia lista civica è fatta di persone che non vivono di politica, ma che sono presenti sul territorio, che apportano grande entusiasmo, con il giusto mix di esperienza e gioventù, con competenze e ragazzi culturalmente attrezzati per poter sostenere questa sfida e quella successiva, in amministrazione».
Pedrini afferma che la sua ricandidatura sia frutto del desiderio «di non vedere sciupato quanto fatto in questi anni. Io non faccio cose sporadiche, ma organizzate in un progetto di lungo respiro, non voglio che sia cancellata la prospettiva per un territorio. Una candidatura che punta a consegnare a Zeri un futuro più sereno». Un programma quello dei cinque anni passati che è stato completato secondo il candidato. «Non ci sono cose che non sono riuscito a fare, il mio lavoro si è suddiviso in due filoni: la realizzazione di opere strutturali necessarie per il nostro territorio e la difesa di quei servizi fondamentali per trattenere la gente a Zeri, partendo dall’acqua pubblica al mantenimento della guardia medica, passando per il blocco della chiusura degli uffici postali. Naturalmente proporremo una nuova dimensione per quanto riguarda la differenziata. I cittadini di Zeri sono passati dal 20% al 62%, si deve comunque fare sì che questo sforzo sia premiato con un abbassamento delle aliquote, visto che il servizio è un lavoro compartecipato tra gli utenti ed il comune. Abbiamo anche abbassato le tasse sulle seconde case, invogliando i residenti all’estero a manutentarle e creare condizioni di maggiore sicurezza per i residenti. In questo modo ho incentivato la permanenza sul comprensorio». La priorità per Pedrini è quella di investire nella messa in sicurezza del territorio. «I progetti che sono stati varati vanno nella direzione di contrastare il dissesto idrogeologico, mettendolo in sicurezza e fornendo le giuste misure per poter consentire a nuove imprese di costituirsi. Io non ho partiti, il mio partito è Zeri, ci vogliono persone con esperienze, con contatti, che possano permettere a questo comune di svilupparsi. Io le ho, ma non le rintraccio nella lista avversaria».
Cristiano Borghini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Partiamo dal challenger Petacchi che ci spiega come la sua candidatura «nasca da una spinta motivazionale per fermare il degrado che persiste nel mio comune. Quando mi si è palesata l’occasione ho avuto modo di riflettere. A convincermi sono stati gli obiettivi che ci si prefiggeva e le persone che mi hanno chiesto di mettermi in gioco. Ho voluto ascoltarli e promuovere un’alternativa per Zeri». Gli obiettivi per Petacchi sono quelli di «contrastare lo spopolamento e dare risposte ai cittadini ed alle piccole e medie imprese su cui grava l’assenza di questa amministrazione. C’è stata un’assoluta incapacità di gestire la cosa pubblica, sfociata in una sentenza della Corte dei Conti, a cui ne seguirà una ancora più pesante, per quanto riguarda la gestione finanziaria del Comune. Mettere mano al bilancio, adeguandosi alle sentenze, e valorizzare il territorio ed il turismo sono obiettivi principali». Occorre una nuova politica della montagna. «Questa – prosegue Petacchi – deve partire dal Governo e dalla Regione, con l’Unione dei Comuni che deve essere il centro di raccolta delle richieste. In questi anni Zeri si è allontanata da questa istituzione e quando si è presentata si è fatta compatire, non portando le istanze del territorio. La mia lista civica è fatta di persone che non vivono di politica, ma che sono presenti sul territorio, che apportano grande entusiasmo, con il giusto mix di esperienza e gioventù, con competenze e ragazzi culturalmente attrezzati per poter sostenere questa sfida e quella successiva, in amministrazione».
Pedrini afferma che la sua ricandidatura sia frutto del desiderio «di non vedere sciupato quanto fatto in questi anni. Io non faccio cose sporadiche, ma organizzate in un progetto di lungo respiro, non voglio che sia cancellata la prospettiva per un territorio. Una candidatura che punta a consegnare a Zeri un futuro più sereno». Un programma quello dei cinque anni passati che è stato completato secondo il candidato. «Non ci sono cose che non sono riuscito a fare, il mio lavoro si è suddiviso in due filoni: la realizzazione di opere strutturali necessarie per il nostro territorio e la difesa di quei servizi fondamentali per trattenere la gente a Zeri, partendo dall’acqua pubblica al mantenimento della guardia medica, passando per il blocco della chiusura degli uffici postali. Naturalmente proporremo una nuova dimensione per quanto riguarda la differenziata. I cittadini di Zeri sono passati dal 20% al 62%, si deve comunque fare sì che questo sforzo sia premiato con un abbassamento delle aliquote, visto che il servizio è un lavoro compartecipato tra gli utenti ed il comune. Abbiamo anche abbassato le tasse sulle seconde case, invogliando i residenti all’estero a manutentarle e creare condizioni di maggiore sicurezza per i residenti. In questo modo ho incentivato la permanenza sul comprensorio». La priorità per Pedrini è quella di investire nella messa in sicurezza del territorio. «I progetti che sono stati varati vanno nella direzione di contrastare il dissesto idrogeologico, mettendolo in sicurezza e fornendo le giuste misure per poter consentire a nuove imprese di costituirsi. Io non ho partiti, il mio partito è Zeri, ci vogliono persone con esperienze, con contatti, che possano permettere a questo comune di svilupparsi. Io le ho, ma non le rintraccio nella lista avversaria».
Cristiano Borghini
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