Il Tirreno

Blitz in consiglio per l’ex cava Fornace 

di Alfredo Faetti
Blitz in consiglio per l’ex cava Fornace 

Manifestazione del comitato a Montignoso: chiesta la chiusura della discarica e annunciate varie iniziative d’informazione

4 MINUTI DI LETTURA





MONTIGNOSO. Quando i manifestanti entrano nella sala consiliare la discussione è sulla scuola e lo sporco nelle frazioni. Sono una ventina in tutto, vestiti con tute bianche da imbianchini (che ricordano vagamente quelle per proteggersi dall’antrace) e bandiere gialle con scritte nere a lettere cubitali. “No ex cava Viti”, si legge. Il blitz prende posto nella sala senza interrompere il confronto dell’assise, sventola il suo messaggio e aspetta in rispettoso silenzio il momento in cui verrà concessa la parola a un rappresentante del comitato dei cittadini “No a Cava Fornace”. Non è dovuta in realtà, ma il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti concederà «un minuto» agli esponenti del comitato. «Sono favorevolmente impressionato dall’educazione con cui siete arrivati qua: è un atteggiamento che va premiato», dice, forse cercando di far passare un clima distensivo che comunque non troverà radici. Al centro tra le due parti c’è la questione della cava e delle sostanze cancerogene di cui sarebbe contaminata. Fibre d’amianto, solventi e triclorometano. «Contaminazioni attestate dall’Arpat» ribadiscono dal comitato, che annuncia una serie di iniziative pur di raggiungere il proprio obiettivo: la chiusura della discarica. E per riuscire nell’intento, hanno annunciato una serie di iniziative, dall’allestimento di un gazebo a Forte dei Marmi fino ad una manifestazione per le strade di Montignoso.
Sono le 21.25 quando i manifestanti entrano nella sala consiliare. «Non possiamo che plaudire questa iniziativa di democrazia» dice il 5 Stelle Paolo Lenzetti, poco prima di cedere il posto alla rappresentante dal comitato, l’ex assessore Cristina Ronchieri, quando il sindaco gli concede «un minuto» per il suo intervento. La donna prende posto sugli scarni dell’opposizione, apre il foglio scritto a mano e legge il messaggio che il comitato tutto vuole inviare all’amministrazione. Ogni passaggio viene appuntato da Lorenzetti, che poi cercherà di replicare colpo su colpo. Il botta e risposta che ne sarebbe seguito, più o meno, sarebbe questo.
«Siamo qui per ribadire che i cittadino hanno a cuore il destino del sito - dice Ronchieri - Apprezziamo il documento approvato dalla commissione di controllo del 15 maggio, nel quale finalmente, dopo tanto tempo e alzate di spalle e persino offese, si affrontavano parte dei nodi della questione, entrando nei contenuti specifici e analizzando dati oggetti». Documento che è stato inviato in Regione in cui sono state impresse le preoccupazioni sulla gestione del sito e sul comportamento ritenuto «poco trasparente» di Programma Ambiente Apuane, gestore della discarica. «Ma questo documento non basta!», continua Ronchieri. Nella sua risposta, il sindaco risponderà già a queste parole: «qui l’unico offeso sono stato io. Voi avete a cuore il sito, io il destino di Montignoso».
Scaramucce che anticipano il nocciolo. «Ci ricordiamo le parole del sindaco di qualche mese fa: “sono un uomo delle istituzioni che legge e studia le carte” - continua Ronchieri - Ebbene, ora le carte dimostrano la non correttezza nella gestione della discarica e danno mille motivi per temere sulla salute dei cittadina (riferendosi ai livelli di contaminazione di diversi materiali emersi dalle analisi di Arpat ndr). Chiediamo al sindaco cosa intende fare: a noi non basta chiedere una nuova Via, noi chiediamo la chiusura». A questo Lorenzetti risponderà così: «Ci sono percorsi che devono maturare e questo è stato uno di questi: quando la società ha chiesto l’allargamento del codice ha trovato duro con l’amministrazione - dice il sindaco - Abbiamo contenuto tutto quello che era nelle nostre funzioni; le altre funzioni spettano a Firenze». Alla Regione, con le valutazioni ambientali. «Io assicuro che come le istituzioni preposte attestino la pericolosità della discarica, questo sindaco firmerà l’ordinanza di chiusura un secondo dopo».
«Andremo avanti - conclude Ronchieri - Il 4 giugno organizzeremo un gazebo a Forte dei Marmi e il 10 faremo una manifestazione per le strade di Montignoso per informare la popolazione». «Informateli bene: non fate terrorismo mediatico e non date seguito a certi capobanda - replica Lorenzetti, suscitando i mugugni dei manifestanti presenti finora rimasti in silenzio - Le cose devono essere spiegate bene: le fibre di alluminio, ad esempio, sono talmente minime che talvolta non posso essere rilevate. Anche sil discorso del triclorometano, che poi è la trielina, il discorso è complesso».
In sostanza il faccia a faccia finisce qui: l’assise riprende le sue discussioni e i manifestanti escono. «Studia le carte, lui - commenta in piazza Ronchieri - Peccato che il triclorometano non sia trielina, ma cloroformio. Questa la dice lunga su quanto il Comune stia controllando la cava».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web