Il presidio
Arriva la Meloni, protesta in piazza
di Francesca Vatteroni
La presidente di Fratelli d’Italia accolta da una ventina di persone con striscioni anti fascisti e con Bella ciao a tutto volume
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CARRARA. Arriva a Carrara l’onorevole Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia e in piazza esplode la protesta a suon di “Bella ciao” e striscioni. Alla fine la parlamentare se ne vasenza parlare.
Arrivata quasi puntuale in Piazza Alberica alle 14 e 30 e dopo aver fatto insieme al candidato sindaco Maurizio Lorenzoni un breve sopralluogo sul ponte Baroncino, sopra il Carrione, mentre veniva messa al corrente delle passate alluvioni e delle idee inserite nel programma del Centrodestra per fronteggiare l’emergenza ambientale. Tornando in piazza dove sotto gli ombrelloni del caffè Leon d’Oro erano già sistemati i tavoli per la conferenza, ha trovato ad attenderla alcuni contestatori, forse una ventina, uno striscione con sopra scritto “Via i Fascisti da Carrara” e la canzone O Bella Ciao diffusa da casse di uno stereo vicino.
Sin da subito l’onorevole Meloni, che si è trattenuta per circa un’oretta in attesa che la musica cessasse per poter iniziare la conferenza con i giornalisti e i cittadini simpatizzanti, forse anche loro una ventina o poco meno, ha salutato la manifestazione di protesta con una punta di ironia: «Grazie! Finalmente me filate pure a me: significa che lavoro bene».
Ma la musica ha continuato e i manifestanti sono rimasti, faccia a faccia con gli agenti di polizia che formavano un piccolo cordone di sicurezza per tenerli distanti dai simpatizzanti ed evitare eventuali degenerazioni, fino a che la Meloni non se ne è andata.
Il nervosismo è stato comunque tenuto a bada: è volato qualche insulto, qualche “Vai a lavorare!” e qualche dito medio alzato, ma non c’è stato contatto fisico.
«L’ho visto accadere pochissime volte nella mia carriera politica -dice la Meloni- che mi impedissero di parlare, che cercassero di far scoppiare una rissa perché non condividono le mie posizioni politiche, sono personaggi in cerca d’autore».
Quando poi durante l’attesa infruttuosa è stata messa al corrente dai presenti che tra i manifestanti c’erano dei candidati in liste avversarie e che la musica probabilmente proveniva dai locali vicini del comitato elettorale di un’altra candidata sindaco, si è lasciate sfuggire un “Nooo” di meraviglia.
Laconica è arrivata la condanna del candidato Lorenzoni: «Oggi è accaduto un fatto di gravità inaudita, indegno di un paese civile. E la cosa ancora più grave è che il fatto sia stato organizzato e sostenuto da un candidato sindaco: Claudia Bienaimé. La musica proveniva dai suoi locali e ritengo quindi faccia parte di questo piccolo e rozzo complotto per impedire una libera manifestazione di un parlamentare della Repubblica». Ma non solo, Lorenzoni ha chiesto una presa di posizione in merito, degli altri candidati: «Ora mi aspetto di sentire cosa dicono gli altri candidati, chiediamo che si esprimano sul fatto che Claudia Bienaimé ha tenuto un atteggiamento da fuorilegge e voglio ringraziare pubblicamente i nostri supporters per non aver reagito alle provocazioni».
Non ha mezzi termini Lorenzoni, che ricorda tra l’altro come qualche giorno fa abbia trovato tranciate le gomme del camion della sua vela elettorale: «Siamo di fronte a una responsabilità oggettiva della Bienaimé: qualora non c’entrasse avrà solo da scusarsi e chiarire di fronte alla collettività. Era dai tempi di Almirante, 40 anni fa, che non succedeva un fatto del genere in città!». Lorenzoni si dice inoltre convinto che con questo episodio, a Carrara sia stata data l’occasione di capire da che parte stia chi vuole distruggere e chi vuole proporre: «Se ci fossero stati dei fascisti tra di noi, loro non sarebbero potuti restare in piazza: adesso Carrara ha la possibilità di comprendere che se si vuole liberare da quella parte di sé che non vuole progredire, che pretende e prevarica, deve votare per noi. Hanno paura di noi perché noi siamo il vero cambiamento». La Meloni mantenendo il senso dell’umorismo fino in fondo, ha poi commentato: «Eccoli qua quelli che si definiscono democratici, sono loro i veri illiberali: qua oggi c’era gente che aveva voglia di parlare dei problemi di Carrara, delle bellezze uniche di Carrara, valore aggiunto in un momento storico di globalizzazione e appiattimento, c’erano persone normali, madri di famiglia, studenti, disoccupati. Questi qua-ha proseguito la Meloni- poi sono quelli che sostengono il candidato Pd e si schierano con Banche e multinazionali». «Che ce lo regalano lo striscione?» ha chiesto poi prima di salire in macchina e andare via salutando i manifestanti con un: «Arrivederci! Buon divertimento». E nonostante tutto, soprattutto considerato che la situazione è rimasta sempre sotto controllo, una battuta scappa anche a Lorenzoni: «Adesso De Magistris potrebbe avere qualcosa su cui indagare».
Arrivata quasi puntuale in Piazza Alberica alle 14 e 30 e dopo aver fatto insieme al candidato sindaco Maurizio Lorenzoni un breve sopralluogo sul ponte Baroncino, sopra il Carrione, mentre veniva messa al corrente delle passate alluvioni e delle idee inserite nel programma del Centrodestra per fronteggiare l’emergenza ambientale. Tornando in piazza dove sotto gli ombrelloni del caffè Leon d’Oro erano già sistemati i tavoli per la conferenza, ha trovato ad attenderla alcuni contestatori, forse una ventina, uno striscione con sopra scritto “Via i Fascisti da Carrara” e la canzone O Bella Ciao diffusa da casse di uno stereo vicino.
Sin da subito l’onorevole Meloni, che si è trattenuta per circa un’oretta in attesa che la musica cessasse per poter iniziare la conferenza con i giornalisti e i cittadini simpatizzanti, forse anche loro una ventina o poco meno, ha salutato la manifestazione di protesta con una punta di ironia: «Grazie! Finalmente me filate pure a me: significa che lavoro bene».
Ma la musica ha continuato e i manifestanti sono rimasti, faccia a faccia con gli agenti di polizia che formavano un piccolo cordone di sicurezza per tenerli distanti dai simpatizzanti ed evitare eventuali degenerazioni, fino a che la Meloni non se ne è andata.
Il nervosismo è stato comunque tenuto a bada: è volato qualche insulto, qualche “Vai a lavorare!” e qualche dito medio alzato, ma non c’è stato contatto fisico.
«L’ho visto accadere pochissime volte nella mia carriera politica -dice la Meloni- che mi impedissero di parlare, che cercassero di far scoppiare una rissa perché non condividono le mie posizioni politiche, sono personaggi in cerca d’autore».
Quando poi durante l’attesa infruttuosa è stata messa al corrente dai presenti che tra i manifestanti c’erano dei candidati in liste avversarie e che la musica probabilmente proveniva dai locali vicini del comitato elettorale di un’altra candidata sindaco, si è lasciate sfuggire un “Nooo” di meraviglia.
Laconica è arrivata la condanna del candidato Lorenzoni: «Oggi è accaduto un fatto di gravità inaudita, indegno di un paese civile. E la cosa ancora più grave è che il fatto sia stato organizzato e sostenuto da un candidato sindaco: Claudia Bienaimé. La musica proveniva dai suoi locali e ritengo quindi faccia parte di questo piccolo e rozzo complotto per impedire una libera manifestazione di un parlamentare della Repubblica». Ma non solo, Lorenzoni ha chiesto una presa di posizione in merito, degli altri candidati: «Ora mi aspetto di sentire cosa dicono gli altri candidati, chiediamo che si esprimano sul fatto che Claudia Bienaimé ha tenuto un atteggiamento da fuorilegge e voglio ringraziare pubblicamente i nostri supporters per non aver reagito alle provocazioni».
Non ha mezzi termini Lorenzoni, che ricorda tra l’altro come qualche giorno fa abbia trovato tranciate le gomme del camion della sua vela elettorale: «Siamo di fronte a una responsabilità oggettiva della Bienaimé: qualora non c’entrasse avrà solo da scusarsi e chiarire di fronte alla collettività. Era dai tempi di Almirante, 40 anni fa, che non succedeva un fatto del genere in città!». Lorenzoni si dice inoltre convinto che con questo episodio, a Carrara sia stata data l’occasione di capire da che parte stia chi vuole distruggere e chi vuole proporre: «Se ci fossero stati dei fascisti tra di noi, loro non sarebbero potuti restare in piazza: adesso Carrara ha la possibilità di comprendere che se si vuole liberare da quella parte di sé che non vuole progredire, che pretende e prevarica, deve votare per noi. Hanno paura di noi perché noi siamo il vero cambiamento». La Meloni mantenendo il senso dell’umorismo fino in fondo, ha poi commentato: «Eccoli qua quelli che si definiscono democratici, sono loro i veri illiberali: qua oggi c’era gente che aveva voglia di parlare dei problemi di Carrara, delle bellezze uniche di Carrara, valore aggiunto in un momento storico di globalizzazione e appiattimento, c’erano persone normali, madri di famiglia, studenti, disoccupati. Questi qua-ha proseguito la Meloni- poi sono quelli che sostengono il candidato Pd e si schierano con Banche e multinazionali». «Che ce lo regalano lo striscione?» ha chiesto poi prima di salire in macchina e andare via salutando i manifestanti con un: «Arrivederci! Buon divertimento». E nonostante tutto, soprattutto considerato che la situazione è rimasta sempre sotto controllo, una battuta scappa anche a Lorenzoni: «Adesso De Magistris potrebbe avere qualcosa su cui indagare».
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