Il presidio
Tra relax e Ibiza: il mix di Cinquale
di Alfredo Faetti
I bagni puntano al moderno senza dimenticare la tradizione Aumenta la movida e il lusso, ma anche l’offerta per famiglie
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MONTIGNOSO. L’asfalto brilla sotto al sole che a metà mattinata illumina viale Italico. Il marciapiede è invaso dai profumi del salmastro, degli alberi e delle siepi che adornano gli ingressi degli stabilimenti balneari. «Siamo noi che abbelliamo Cinquale – dice Patrizia Zampolini del bagno Alpemare – Noi, le attività». Le strutture sono accattivanti, raffinate e ordinate: invitano ad arrivare alla spiaggia attraverso sentieri coperti di sassi chiari. Il colpo d’occhio è ben diverso rispetto a qualche anno fa, sebbene gli stabilimenti non abbiano poi cambiato di molto la loro essenza. Non tutti, almeno. Certo, nel corso del tempo, stagione dopo stagione, sono arrivate delle migliorie, la cura dei dettagli, l’arricchimento dell’offerta al turista. Ma l’essenza è sempre quella, devota alle famiglie e a chi cerca un po’di relax sulle spiagge di Montignoso, dove i titolari delle concessioni hanno speso fior di quattrini investendo sulle loro strutture, nonostante gli spettri evocati dalla direttiva Bolkestein. In questa conservazione dell’offerta, però, sta facendo capolino qualcosa di nuovo, che arriva dal di là del ponte che segna il confine con la Versilia. Serate, mondanità, lusso: un mix frizzante e fresco che spinge la Cinquale turistica a farsi matura e al passo con i tempi.
La tensione tra il tradizionale e l’innovativo è ben chiaro dal viale, perché i suoi emblemi sono uno accanto all’altro. Da una parte vediamo grandi ombrelloni ben distanziati l’uno dall’altro su dieci file, tende e una veranda ariosa e ben curata dove poter mangiare o prendere un caffè; dall’altra, ci sono gazebi in canna di bambù e paglia, divanetti bianchi, una piscina e un palco che annuncia la festa che si consumerà nelle calde notti estive. Il primo è il bagno Galliano, il secondo è il Beach Club. Carlo Pardini è il titolare di uno dei primi stabilimenti apparsi sul litorale: il Galliano appunto. Il verde che circonda il parcheggio accompagna i visitatori fino alla veranda piena di tavoli apparecchiati, con il campo da beach volley accanto e il mare davanti. «Se Cinquale ha una peculiarità rispetto ai Comuni vicina, questa è la spiaggia», dice Pardini allargando il braccio in direzione della battigia. Dalle cabine alla riva sono circa 120 metri: un arenile tanto grande da permettere l’installazione di ombrelloni grandi (di circonferenza) 2,60 metri distanti almeno quattro l’uno dall’altro. Alla loro ombra, poi, sono sistemati un lettino e due sdraio. «Tra lo spazio e gli arredamenti, i nostri clienti tornano sempre con piacere perché è un’atmosfera rilassante - spiega Pardini - La nostra clientela è fidelizzata, fatta soprattutto di famiglia».
Un aspetto comune a tanti, la fidelizzazione. Più o meno a tutti. Italiani soprattutto: pratesi, fiorentini ma anche emiliani e lombardi. E stando alle impressioni degli ultimi assolati week end, sembra che la stagione 2017 inizi con il piglio giusto. Il Beach Club non fa differenza in questo: aperto nel giugno 2010 di pari passo con la discoteca, lo stabilimento che si affaccia sul canale è la novità che soffia dalla Versilia. Qua non ci sono ombrelloni, ma gazebi; qua c’è il solarium, i camerieri che ti servono direttamente sulla sdraio e la piscina (l’unica nella zona) vista-mare. «È stato un investimento importante, che continua tuttora. Quest’anno per esempio abbiamo sistemato la piscina» spiega il titolare Federico Bertilorenzi. Le cifre, giornaliere o stagionali, al Beach sono ben diverse rispetto ben diverse rispetto agli altri bagni, dato che l’idea, attorno a cui ruota l’intera attività, è quella del lusso. «Cerchiamo di fare qualcosa di diverso, in stile Ibiza», spiega Bertilorenzi. Insieme al Beach, comunque, stanno aumentando le occasioni di far festa a Cinquale, con molte serate estive organizzate sia negli stabilimenti che in altri spazi. C’è fermento insomma nel litorale di Montignoso, nonostante tutte le difficoltà all’orizzonte. «Ognuno fa organizza il lavoro come può, ma è difficile oggi pensare agli investimenti, vista la situazione con la Bolkestein - spiega Pardini, che è anche rappresentante del comitato dei balneari di Cinquale - Difficile mettere tanta carne al fuoco quando non sai se cuoce oppure brucia». Al bagno Alpemare in questo senso c’è stata una spinta verso l’innovazione, con un investimento sostanziale lo scorso anno, legato alla realizzazione di una nuova veranda. Così, oggi, la struttura appare una terrazza meravigliosa affacciata verso l’azzurro. «Nel nostro lavoro è necessario stare al passo con i tempi», spiega Zampolini. «Siamo noi ad abbellire», ripete. Il malumore, diffuso, è rivolto verso una mancanza di collaborazione: se tra gli stabilimenti qualcosa di è mosso, con la nascita del comitato, diversa è la questione con il Comune di Montignoso, da cui, molti operatori, si sentono «abbandonati». Verde, pulizia, decoro: sarebbero molte le richieste dalle attività, che dal canto loro continuano a impegnarsi in un’offerta in evoluzione, stretta in una tensione fatta di tradizione e ricercata modernità. Una tensione che si avverte in età matura: quella che sta attraversando adesso Cinquale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La tensione tra il tradizionale e l’innovativo è ben chiaro dal viale, perché i suoi emblemi sono uno accanto all’altro. Da una parte vediamo grandi ombrelloni ben distanziati l’uno dall’altro su dieci file, tende e una veranda ariosa e ben curata dove poter mangiare o prendere un caffè; dall’altra, ci sono gazebi in canna di bambù e paglia, divanetti bianchi, una piscina e un palco che annuncia la festa che si consumerà nelle calde notti estive. Il primo è il bagno Galliano, il secondo è il Beach Club. Carlo Pardini è il titolare di uno dei primi stabilimenti apparsi sul litorale: il Galliano appunto. Il verde che circonda il parcheggio accompagna i visitatori fino alla veranda piena di tavoli apparecchiati, con il campo da beach volley accanto e il mare davanti. «Se Cinquale ha una peculiarità rispetto ai Comuni vicina, questa è la spiaggia», dice Pardini allargando il braccio in direzione della battigia. Dalle cabine alla riva sono circa 120 metri: un arenile tanto grande da permettere l’installazione di ombrelloni grandi (di circonferenza) 2,60 metri distanti almeno quattro l’uno dall’altro. Alla loro ombra, poi, sono sistemati un lettino e due sdraio. «Tra lo spazio e gli arredamenti, i nostri clienti tornano sempre con piacere perché è un’atmosfera rilassante - spiega Pardini - La nostra clientela è fidelizzata, fatta soprattutto di famiglia».
Un aspetto comune a tanti, la fidelizzazione. Più o meno a tutti. Italiani soprattutto: pratesi, fiorentini ma anche emiliani e lombardi. E stando alle impressioni degli ultimi assolati week end, sembra che la stagione 2017 inizi con il piglio giusto. Il Beach Club non fa differenza in questo: aperto nel giugno 2010 di pari passo con la discoteca, lo stabilimento che si affaccia sul canale è la novità che soffia dalla Versilia. Qua non ci sono ombrelloni, ma gazebi; qua c’è il solarium, i camerieri che ti servono direttamente sulla sdraio e la piscina (l’unica nella zona) vista-mare. «È stato un investimento importante, che continua tuttora. Quest’anno per esempio abbiamo sistemato la piscina» spiega il titolare Federico Bertilorenzi. Le cifre, giornaliere o stagionali, al Beach sono ben diverse rispetto ben diverse rispetto agli altri bagni, dato che l’idea, attorno a cui ruota l’intera attività, è quella del lusso. «Cerchiamo di fare qualcosa di diverso, in stile Ibiza», spiega Bertilorenzi. Insieme al Beach, comunque, stanno aumentando le occasioni di far festa a Cinquale, con molte serate estive organizzate sia negli stabilimenti che in altri spazi. C’è fermento insomma nel litorale di Montignoso, nonostante tutte le difficoltà all’orizzonte. «Ognuno fa organizza il lavoro come può, ma è difficile oggi pensare agli investimenti, vista la situazione con la Bolkestein - spiega Pardini, che è anche rappresentante del comitato dei balneari di Cinquale - Difficile mettere tanta carne al fuoco quando non sai se cuoce oppure brucia». Al bagno Alpemare in questo senso c’è stata una spinta verso l’innovazione, con un investimento sostanziale lo scorso anno, legato alla realizzazione di una nuova veranda. Così, oggi, la struttura appare una terrazza meravigliosa affacciata verso l’azzurro. «Nel nostro lavoro è necessario stare al passo con i tempi», spiega Zampolini. «Siamo noi ad abbellire», ripete. Il malumore, diffuso, è rivolto verso una mancanza di collaborazione: se tra gli stabilimenti qualcosa di è mosso, con la nascita del comitato, diversa è la questione con il Comune di Montignoso, da cui, molti operatori, si sentono «abbandonati». Verde, pulizia, decoro: sarebbero molte le richieste dalle attività, che dal canto loro continuano a impegnarsi in un’offerta in evoluzione, stretta in una tensione fatta di tradizione e ricercata modernità. Una tensione che si avverte in età matura: quella che sta attraversando adesso Cinquale.
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