Il Tirreno

«Siamo stati raggirati nell’appalto con la BCube» 

di Libero Red Dolce
«Siamo stati raggirati nell’appalto con la BCube» 

Parla l’avvocato della ditta Andaloro, che ha comunicato gli esuberi poi rientrati «Messi alla porta perché avevano debiti con noi, andremo in causa contro l’azienda»

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MASSA. Ormai fuori dall’appalto e dall’indotto connesso al Nuovo Pignone, la società Andaloro, per bocca dell’avvocato Vincenzo Isgrò che la rappresenta, va all’attacco contro tutto e tutti: sindacati, lavoratori ma soprattutto le ditte appaltanti. BCube in prima battuta, ma anche Nuovo Pignone che sta in cima a tutta la catena.
I lavoratori alla fine saranno riassunti alla scadenza del contratto da una ditta interna a BCube, la Logistics & painting srl. E Andaloro si sente vittima di un sistema di appalti poco chiaro. «Siamo stati truffati, ci hanno lasciato con il cerino in mano. A noi restano i debiti e rischiamo anche di fallire, com’è capitato alla ditta che ci ha preceduti. BCube è stata scorretta e andremo in tribunale».
I lavoratori avevano un rapporto diretto con voi, che avevate preso l’appalto da BCube. E lamentano che a pagare in ritardo foste voi, non altri.
«Questa è la prima di una serie di accuse indecenti. Noi abbiamo pagato in ritardo al massimo di quattro giorni, com’è successo a Pasqua con il fine settimana di mezzo».
I lavoratori hanno dovuto fare iniziative ogni mese per avere gli stipendi...
«Niente ci obbligava a pagare entro quella data. Ci sono aziende che pagano anche un mese dopo. Noi ritardi di un giorno o due e siamo finiti alla gogna».
Un accordo in verità c’era e diceva che avreste dovuto pagare entro il 15.
«Si era raggiunto con un incontro tra le parti. E ripeto, noi non siamo andati mai oltre il 17. Fare il processo a chi ha sempre pagato ci pare ridicolo».
Cosa non è andato per il verso giusto con BCube?
La loro volontà di farci fuori e non saldare i debiti. In totale vantiamo un credito di circa un milione di euro, tra esuberi che hanno garantito che ci avrebbero pagato al momento del nostro subentro nell’appalto e altri lavori non pagati per circa 400 mila euro.
Scusi, in che senso esuberi da garantire?
«Nel senso che quando abbiamo presentato l’offerta noi abbiamo detto che ci servivano circa 27 persone in meno. 65, al massimo 70 operai compresa Firenze. Solo che qui è tutto sindacalizzato, ci hanno detto che se li mandavano a casa si bloccava tutto. Ci hanno perciò spinto a tenerli e loro si impegnavano a coprire il surplus».
Quanto al mese?
«Circa 60mila euro, anche qualcosa in più. Hanno pagato solo per il primo mese e mezzo, poi mai più».
E tutto questo è scritto sul contratto?
«Non sono cose che si scrivono sui contratti queste».
E la cosa è andata avanti fino a maggio, quando sono stati annunciati i licenziamenti?
«No, questa parte dell’accordo si è conclusa a dicembre. Poi siamo entrati in consorzio con Logitek e a quel punto la situazione è mutata».
In che modo?
«È una cosa che riguarda anche i pagamenti. In pratica BCube emetteva delle richieste d’acquisto a Logitek che fatturava ed emetteva una richiesta anche a noi. Bastava anche un giorno di ritardo per fare saltare tutto il quadro e rallentare il sistema dei pagamenti».
A rimetterci in questo gioco ad incastri è chi aspetta lo stipendio a casa.
«Nessuno che ha lavorato per Andaloro è rimasto senza stipendio, abbiamo pagato tutto fino alla fine. Noi non leghiamo gli incassi ai pagamenti. In realtà a rimetterci siamo noi: esclusi dall’appalto e trattati come se fossimo un’azienda che dà problemi».
Che altri danni avete ricevuto da questa storia?
«Abbiamo 300mila euro di merce bloccata nei magazzini. Rischiamo di perderla. L’azienda che aveva preso l’appalto prima di noi è fallita, bisognerebbe chiedersi come mai».
Secondo questa versione avete peccato solo d’ingenuità...
«Esattamente, ci siamo trovati in affari con BCube e Nuovo Pignone, due colossi. Come si può credere che vogliano raggirarti?».
E non vi aspettavate un “fine rapporto” così brusco.
«In realtà abbiamo fiutato l’aria nelle scorse settimane. Gli operai dovrebbero farci una statua d’oro, abbiamo provocato noi la reazione di BCube riguardo i licenziamenti. Tiravano per lelunghe un rinnovo di tre anni del quale si parlava da tempo, alla fine dopo nostri ripetuti solleciti hanno mandato quella mail annunciando la fine del contratto».
Cosa intendete fare adesso?
«Andremo in tribunale, citerò BCube per interposizione fittizia di manodopera».

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