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«Il forno crematorio non diventi business»
Verdi e Spediacci a fianco del Comitato: l’impianto deve funzionare solo per i cittadini di Carrara
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CARRARA. «La strana storia del forno crematorio di Carrara è stata raccontata ieri dalla numerosa delegazione del “Comitato di Forno crematorio per i soli residenti di Carrara” che ha incontrato il rappresentante dei Verdi Roberto Nicoli, il candidato sindaco Gianenrico Spediacci e la vandidata di Rinascita Fiorella Fambrini, attuale vice sindaco». Comincia così la nota stampa di Rinascita.
«I fatti: a seguito di proposta dell’amministratore di Apuafarma Fabrizio Volpi di costruire a Carrara un Forno crematorio, avendo ottenuto la successiva “autorizzazione unica ambientale” dalla Regione Toscana (documento rilasciato da ASL, Arpat, Commissione Urbanistica), il sindaco Zubbani dà mandato ai tecnici di Amia di redigere una relazione tecnica sulla “ristrutturazione e ampliamento di fabbricato esistente presso il cimitero di Turigliano” – continua la nota – Il 20 Aprile 2015, Amia consegna la relazione conclusiva che recita al punto primo come finalità dell’intervento: “la realizzazione di un manufatto architettonico atto a tutti i procedimenti per la cremazione delle salme, per soli cittadini carraresi”. Questo aveva una logica in quanto il più vicino forno aperto ai non residenti si trovava a Genova ed aveva costi molto superiori a quelli “locali” di Massa, Pisa e Livorno. Nel frattempo Volpi interveniva pubblicamente con una dichiarazione ineccepibile: il Forno per essere economicamente sostenibile deve accogliere almeno 1000 cremazioni l’anno. E siccome Carrara ne produce (a quel tempo) 480, risulta evidente l’impossibilità di Apuafarma (Azienda già in difficoltà) di sostenere i costi dell’operazione». «Sembrerebbe logico sospendere il progetto, ma nella calda estate del 2015, il 10 di Luglio, la Giunta (Zubbani, Andreazzoli, Benedini, Bernardi, Bernardini) si riunisce e delibera la spesa di 1. 445. 063, 39 euro per la realizzazione del Tempio Crematorio al Cimitero di Turigliano. Nella delibera si specifica che a carico dell’Amministrazione non risultano oneri e che la deliberazione “non ha pertanto rilevanza contabile”– prosegue la nota – In breve, Apuafarma gestisce, incassa ed è responsabile di perdite e ricavi. Ma se qualche mese prima Volpi dichiara che non può sopravvivere solo con la cremazione dei residenti, come si fa? Il solito gioco dei bussolotti: si spera che la gente si distragga, dimentichi e 1 anno più tardi si propone il raddoppio di potenza per fare fronte a un impegno maggiore nell’attività crematoria. Con la sgradevolissima sensazione che quello di Apuafarma non sia un utile servizio ai residenti, ma un business interregionale di cui l’Amministrazione Comunale è perfettamente a conoscenza». «Questo premesso, il Comitato nutre forti dubbi sulla veridicità delle affermazioni di Volpi: “Posso assicurare che si tratta di un impianto a emissioni zero … I residenti possono stare tranquilli”. Ma tranquilli i residenti non sono e chiedono un monitoraggio serio e puntuale per il controllo di microinquinanti con una centralina idonea alla rilevazione di polveri ultrasottili e il rispetto della delibera di Giunta nella sua interezza, anche nella premessa relativa alla finalità dell’intervento. Una richiesta fatta propria dai Verdi– si chuude la nota – e giudicata più che ragionevole da Gianenrico Spediacci, che si è dichiarato disponibile a sostenerla all’insegna de “La Salute dei cittadini prima di tutto”».
«I fatti: a seguito di proposta dell’amministratore di Apuafarma Fabrizio Volpi di costruire a Carrara un Forno crematorio, avendo ottenuto la successiva “autorizzazione unica ambientale” dalla Regione Toscana (documento rilasciato da ASL, Arpat, Commissione Urbanistica), il sindaco Zubbani dà mandato ai tecnici di Amia di redigere una relazione tecnica sulla “ristrutturazione e ampliamento di fabbricato esistente presso il cimitero di Turigliano” – continua la nota – Il 20 Aprile 2015, Amia consegna la relazione conclusiva che recita al punto primo come finalità dell’intervento: “la realizzazione di un manufatto architettonico atto a tutti i procedimenti per la cremazione delle salme, per soli cittadini carraresi”. Questo aveva una logica in quanto il più vicino forno aperto ai non residenti si trovava a Genova ed aveva costi molto superiori a quelli “locali” di Massa, Pisa e Livorno. Nel frattempo Volpi interveniva pubblicamente con una dichiarazione ineccepibile: il Forno per essere economicamente sostenibile deve accogliere almeno 1000 cremazioni l’anno. E siccome Carrara ne produce (a quel tempo) 480, risulta evidente l’impossibilità di Apuafarma (Azienda già in difficoltà) di sostenere i costi dell’operazione». «Sembrerebbe logico sospendere il progetto, ma nella calda estate del 2015, il 10 di Luglio, la Giunta (Zubbani, Andreazzoli, Benedini, Bernardi, Bernardini) si riunisce e delibera la spesa di 1. 445. 063, 39 euro per la realizzazione del Tempio Crematorio al Cimitero di Turigliano. Nella delibera si specifica che a carico dell’Amministrazione non risultano oneri e che la deliberazione “non ha pertanto rilevanza contabile”– prosegue la nota – In breve, Apuafarma gestisce, incassa ed è responsabile di perdite e ricavi. Ma se qualche mese prima Volpi dichiara che non può sopravvivere solo con la cremazione dei residenti, come si fa? Il solito gioco dei bussolotti: si spera che la gente si distragga, dimentichi e 1 anno più tardi si propone il raddoppio di potenza per fare fronte a un impegno maggiore nell’attività crematoria. Con la sgradevolissima sensazione che quello di Apuafarma non sia un utile servizio ai residenti, ma un business interregionale di cui l’Amministrazione Comunale è perfettamente a conoscenza». «Questo premesso, il Comitato nutre forti dubbi sulla veridicità delle affermazioni di Volpi: “Posso assicurare che si tratta di un impianto a emissioni zero … I residenti possono stare tranquilli”. Ma tranquilli i residenti non sono e chiedono un monitoraggio serio e puntuale per il controllo di microinquinanti con una centralina idonea alla rilevazione di polveri ultrasottili e il rispetto della delibera di Giunta nella sua interezza, anche nella premessa relativa alla finalità dell’intervento. Una richiesta fatta propria dai Verdi– si chuude la nota – e giudicata più che ragionevole da Gianenrico Spediacci, che si è dichiarato disponibile a sostenerla all’insegna de “La Salute dei cittadini prima di tutto”».
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