Da Forte a Carrara: lo spettro dell’erosione
Le preoccupazioni degli operatori sollevate durante il confronto tra i candidati nel Comune versiliese
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MASSA. La campagna elettorale di Forte dei Marmi tocca anche la costa apuana, fino a La Spezia. Ad accomunare i due versanti ci sono diversi elementi, dall’erosione al paventato ampliamento del porto che andrebbe ad incidere su tutto questo tratto di costa. Aspetti toccati con tutti i candidati del Comune versiliese, organizzato dai Paladini Apuoversiliesi. Sono stati proprio loro a ricordare l’esistenza del “Documento operativo per il recupero e il riequilibrio della fascia costiera anno 2016” della Regione Toscana, che prevedeva proprio di continuare con le scogliere sino al torrente Montignoso, ribadendo la necessità di monitorare sugli atti successivi.
Durante il dibattito, tutti i candidati si sono dimostrati sensibili al tema dell’erosione i candidati. I pretendenti sindaci hanno ascoltato la dichiarazione di Carla Gianfranchi di Amare Marina di Carrara, che ha incontrato recentemente l’architetto Carla Roncallo, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, che unisce i porti della Spezia e di Marina di Carrara. «Roncallo è per l’ampliamento del Porto, opera peraltro già bocciata dal ministero dell’Ambiente nel 2001», dicono i Paladini, secondo cui «porterebbe una grave accelerazione dell’erosione a partire dalla zona dei camping sino ad arrivare a Forte dei Marmi. Punto tra l’altro su cui si dovrà anche esprimere il futuro Sindaco di Carrara, dove pure ci sono le amministrative».
Tutti i candidati di Forte dei Marmi si sono dichiarati contrari a tale ampliamento, come a qualunque intervento dei Comuni vicini che possa portare erosione o problemi all’ambiente, come le scogliere e l’ipotesi delle due nuove darsene al porto di Cinquale.
Quanto alle scogliere, Orietta Colacicco ha riportato quanto appreso da Itala Tenerani, presidente di una delle due associazioni dei balneari di Massa: le opere delle scogliere sono state superate, si prevede ora da parte della Regione solo il ripascimento, ma con il ghiaietto, perché dicono i tecnici della Regione «la sabbia non attacca». Il professor Sarti, poi, ha raccomandato estrema prudenza nell’utilizzo di materiali diversi dalla sabbia come del resto è già avvenuto a Pisa con risultati poco esaltanti. Tra l’altro, secondo i Paladini, sarebbe «un non risultato». «Il ghiaietto - dicono - si muove con le maree e la corrente lo porterebbe ovunque anche al Forte. Comunque chi viene in Apuoversilia vuole la sabbia e è stato dimostrato che c’è sabbia in abbondanza nelle zone di accumulo, che sono le imboccature e le aree sopraflutto dei porti di Viareggio e Marina di Carrara, le foci dei fiumi navigabili per il diporto di Arno e Magra e la cosiddetta “zona di convergenza” dalla Capannina di Forte dei Marmi alla Bussola, accumuli che producono disagi ai porti, ma anche ai turisti, che per fare il bagno devono fare chilometri».
Un’ulteriore opera sperimentale che consisterebbe in una barriera di sassi perpendicolare al mare nella zona di Marina di Massa appena dopo Cinquale pare sia stata approvata dalla Regione. Anche su questo i Paladini raccomandano grande cautela e Sarti ha ribadito che non si può andare per tentativi locali, ci vuole un approccio comprensoriale, bisogna studiare.
Sui vari temi costieri, infine, i vari candidati hanno espresso la propria opinione. Maria Teresa Baldini ha ricordato la necessità di reperire finanziamenti europei, controllando ogni bando possibile; Gianpaolo Beltrami si è detto pronto a misurarsi, forte anche dei contributi tecnici e scientifici, che sul tema gli verranno forntit dallo schieramento alle su spalle; Michele Molino suggerisce di istituire un’autorità unica da Livorno sino al Magra e insiste sulla necessità di intervenire sugli atti amministrativi dei Comuni limitrofi per bloccare opere che porterebbero danni a Forte dei Marmi; Bruno Murzi, da medico si è detto pronto a sanare le ferite che sono state imposte all’ambiente e a cercare di prevenire quelle che potrebbero essere inflitte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Durante il dibattito, tutti i candidati si sono dimostrati sensibili al tema dell’erosione i candidati. I pretendenti sindaci hanno ascoltato la dichiarazione di Carla Gianfranchi di Amare Marina di Carrara, che ha incontrato recentemente l’architetto Carla Roncallo, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, che unisce i porti della Spezia e di Marina di Carrara. «Roncallo è per l’ampliamento del Porto, opera peraltro già bocciata dal ministero dell’Ambiente nel 2001», dicono i Paladini, secondo cui «porterebbe una grave accelerazione dell’erosione a partire dalla zona dei camping sino ad arrivare a Forte dei Marmi. Punto tra l’altro su cui si dovrà anche esprimere il futuro Sindaco di Carrara, dove pure ci sono le amministrative».
Tutti i candidati di Forte dei Marmi si sono dichiarati contrari a tale ampliamento, come a qualunque intervento dei Comuni vicini che possa portare erosione o problemi all’ambiente, come le scogliere e l’ipotesi delle due nuove darsene al porto di Cinquale.
Quanto alle scogliere, Orietta Colacicco ha riportato quanto appreso da Itala Tenerani, presidente di una delle due associazioni dei balneari di Massa: le opere delle scogliere sono state superate, si prevede ora da parte della Regione solo il ripascimento, ma con il ghiaietto, perché dicono i tecnici della Regione «la sabbia non attacca». Il professor Sarti, poi, ha raccomandato estrema prudenza nell’utilizzo di materiali diversi dalla sabbia come del resto è già avvenuto a Pisa con risultati poco esaltanti. Tra l’altro, secondo i Paladini, sarebbe «un non risultato». «Il ghiaietto - dicono - si muove con le maree e la corrente lo porterebbe ovunque anche al Forte. Comunque chi viene in Apuoversilia vuole la sabbia e è stato dimostrato che c’è sabbia in abbondanza nelle zone di accumulo, che sono le imboccature e le aree sopraflutto dei porti di Viareggio e Marina di Carrara, le foci dei fiumi navigabili per il diporto di Arno e Magra e la cosiddetta “zona di convergenza” dalla Capannina di Forte dei Marmi alla Bussola, accumuli che producono disagi ai porti, ma anche ai turisti, che per fare il bagno devono fare chilometri».
Un’ulteriore opera sperimentale che consisterebbe in una barriera di sassi perpendicolare al mare nella zona di Marina di Massa appena dopo Cinquale pare sia stata approvata dalla Regione. Anche su questo i Paladini raccomandano grande cautela e Sarti ha ribadito che non si può andare per tentativi locali, ci vuole un approccio comprensoriale, bisogna studiare.
Sui vari temi costieri, infine, i vari candidati hanno espresso la propria opinione. Maria Teresa Baldini ha ricordato la necessità di reperire finanziamenti europei, controllando ogni bando possibile; Gianpaolo Beltrami si è detto pronto a misurarsi, forte anche dei contributi tecnici e scientifici, che sul tema gli verranno forntit dallo schieramento alle su spalle; Michele Molino suggerisce di istituire un’autorità unica da Livorno sino al Magra e insiste sulla necessità di intervenire sugli atti amministrativi dei Comuni limitrofi per bloccare opere che porterebbero danni a Forte dei Marmi; Bruno Murzi, da medico si è detto pronto a sanare le ferite che sono state imposte all’ambiente e a cercare di prevenire quelle che potrebbero essere inflitte.
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