Il Tirreno

Nuovi soci e convenzione: il rilancio dell’Oasi Wwf 

Nuovi soci e convenzione: il rilancio dell’Oasi Wwf 

Massa, nella giornata nazionale organizzata dall’associazione molti i visitatori ai Ronchi. In cantiere diversi progetti (già partiti) e il Comune ha promesso il suo appoggio

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MASSA. C’è un animale mitologico che sembra rappresentare al meglio l’oasi Wwf di Ronchi: l’araba fenice. L’uccello che rinasceva dalle sue ceneri. Certo, all’ombra degli alberi dell’oasi ci sono soltanto pavoni, allocchi e gheppi, ma la metafora è calzante: perché se questi animali hanno ancora qualche possibilità di essere accuditi il merito va a Gianluca Giannelli e agli altri volontari massesi del Wwf, che nonostante i mancati aiuti (in alcuni casi annunciati e mai concretizzati), le difficoltà e la burocrazia sono riusciti a tenere in vita questo angolo prezioso per Massa e tutto il territorio. «Sono tornate le scolaresche e anche diversi visitatori - spiega Giannelli - Ma la vera speranza arriva dal Comune, che finalmente si è deciso a darci una mano concreta».
Ieri è stata la Giornata dell’Oasi in tutti i siti italiani. Se dalle altre parti è andata come ai Ronchi, possiamo parlare di un successo. Nel centro Wwf locale infatti sono stati raccolti nuovi soci, cibo per gli animali e i molti visitatori si sono divertiti e affascinati tra le tante bio diversità racchiuse in questo ettaro e mezzo a due passi dal mare. I bambini guardano gli uccelli che volano e le tartarughe che si rinfrescano in acqua, mentre gli adulti vengono colpiti anche dalla vegetazione: dalle ninfee negli stagni alla tamerice: pianta questa caratteristica del lungomare apuano e versiliese, ma quasi del tutto sparita. «Ora siamo impegnati con le strutture e non possiamo stare del tutto dietro alla vegetazione (comunque rigogliosa ndr) e per quanto riguarda gli animali, per adesso, non possiamo ospitarne molti», continua Giannelli. Tutto quello che c’è nell’oasi va a merito dei volontari, che l’hanno portata avanti con le proprie forze e i propri risparmi. La prima convenzione infatti, firmata nel ‘96, prevedeva lo stanziamento di 10 milioni di lire l’anno, ma già nel ‘97 ne arrivarono solo cinque, poi due e poi nulla. Una carenza drastica di risorse che ha portato prima a cedere il centro recupero animali selvatici e poi a mettere in discussione l’oasi. «Oggi prendiamo circa duemila euro», spiega Giannelli, che non bastano neanche per il mangime per gli animali. Qualcosa però sembra si stia muovendo. «Il vicesindaco Uilian Berti si è impegnato a sottoscrivere una nuova convenzione con Wwf Italia: sarebbe la nostra salvezza» spiegano dall’Oasi. Risorse utili per portare avanti i percorsi didattici e la salvaguardia delle specie in pericolo. Ma in attesa che la burocrazia faccia il suo corso, ai Ronchi non si perde tempo, visto che sono già in cantiere nuovi spazi per i bambini, tra mostre, pannelli e documentari. «Qua la gente torna sempre volentieri», spiega Giannelli. E non è difficile capire il perché. (al.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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