Il presidio
M5s: «Il Consorzio Zia è inutile»
Ricciardi dopo le cartelle esattoriali inviate alle aziende: «Una tassa ingiusta»
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MASSA. «In queste settimane stanno arrivando numerose cartelle di pagamento per imprese che fanno parte del Consorzio Zona - dichiara il consigliere comunale Movimento 5 Stelle Riccardo Ricciardi - la Commissaria, dovendo applicare pedissequamente lo statuto, spedisce ingiunzioni di pagamento anche a titolari di imprese che, fortuitamente, hanno la sede legale all’interno del perimetro del Consorzio, magari presso lo studio del loro commercialista, ma operano altrove. Alcuni di questi imprenditori si trovano a dover pagare anche cifre intorno al migliaio di euro. Il problema non sta, in sé, nella quota d’iscrizione ma nell’uso che il Consorzio ha fatto negli anni di questi soldi».
Il Movimento 5 Stelle torna dunque sulla questione del Consorzio Zia, dopo le molte polemiche sollevate dalle imprese coinvolte. Tant’è che Ricciardi attacca: «Quello che doveva essere uno strumento efficace di assistenza nei confronti delle imprese, tutela della sicurezza dei lavoratori, salvaguardia dell’ambiente naturale, ricerca di imprenditori seri da far insediare, è stato semplicemente un carrozzone per politici trombati che i partiti hanno usato per piazzare i loro uomini a prendere stipendi alle spalle dei lavoratori tutti: imprenditori, manager, operai» commenta il pentastellato, sollevando poi dei dubbi: «Con quale faccia si chiede agli imprenditori una tassa così ingiusta? Cos’ha fatto il Consorzio, in questi anni, con i soldi delle aziende?».
Ma le critiche dei 5 Stelle non risparmiano neanche i sindacati. «I sindacati, invece che criticare gli imprenditori per questa scelta, avrebbero fatto meglio a prendere una vera distanza da quella politica che ha distrutto uno strumento così potenzialmente decisivo per lo sviluppo del lavoro - continua - Troppe volte abbiamo visto e vediamo sindacati che fanno più gli interessi di partiti e di loro amici politici che non dei lavoratori».
Ricciardi poi conclude: «Se tra un anno i massesi decideranno che il Movimento 5 Stelle dovrà amministrare questa città, sappiano che uno dei primi atti sarà quello di creare uno strumento veramente efficace per far ripartire la zona industriale di questa città, con tre obiettivi principali: insediamento di nuove imprese, bonifiche e messa in sicurezza del territorio, sicurezza e tutela dei posti di lavoro esistenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Movimento 5 Stelle torna dunque sulla questione del Consorzio Zia, dopo le molte polemiche sollevate dalle imprese coinvolte. Tant’è che Ricciardi attacca: «Quello che doveva essere uno strumento efficace di assistenza nei confronti delle imprese, tutela della sicurezza dei lavoratori, salvaguardia dell’ambiente naturale, ricerca di imprenditori seri da far insediare, è stato semplicemente un carrozzone per politici trombati che i partiti hanno usato per piazzare i loro uomini a prendere stipendi alle spalle dei lavoratori tutti: imprenditori, manager, operai» commenta il pentastellato, sollevando poi dei dubbi: «Con quale faccia si chiede agli imprenditori una tassa così ingiusta? Cos’ha fatto il Consorzio, in questi anni, con i soldi delle aziende?».
Ma le critiche dei 5 Stelle non risparmiano neanche i sindacati. «I sindacati, invece che criticare gli imprenditori per questa scelta, avrebbero fatto meglio a prendere una vera distanza da quella politica che ha distrutto uno strumento così potenzialmente decisivo per lo sviluppo del lavoro - continua - Troppe volte abbiamo visto e vediamo sindacati che fanno più gli interessi di partiti e di loro amici politici che non dei lavoratori».
Ricciardi poi conclude: «Se tra un anno i massesi decideranno che il Movimento 5 Stelle dovrà amministrare questa città, sappiano che uno dei primi atti sarà quello di creare uno strumento veramente efficace per far ripartire la zona industriale di questa città, con tre obiettivi principali: insediamento di nuove imprese, bonifiche e messa in sicurezza del territorio, sicurezza e tutela dei posti di lavoro esistenti».
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