Il presidio
i costi dell’acqua
Disciplinare Gaia, il sindaco frena: «Contenere le tariffe»
di Alfredo Faetti
Volpi e le polemiche che arrivano dalla Lunigiana: «Siamo sulla stessa linea» Il risparmio in bolletta passa dai tecnicismi: «Difendiamo la gestione pubblica»
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MASSA. «Sono d’accordo che Gaia debba essere ripensata, riformata, ma difendo con i denti e con le unghie il gestore interamente pubblico: siamo gli unici in Toscana a garantire il servizio pubblico di un monopolio naturale. Noi ai tavoli ci andiamo con rappresentanti eletti dai cittadini, gli altri con gestori privati, dietro cui spesso si nascondono scatole cinesi». Parte da questo presupposto il sindaco di Massa Alessandro Volpi, dopo le polemiche seguite dall’ultima conferenza territoriale dell’Autorità Idrica Toscana, dove per territoriale si intende l’area gestita da Gaia compresa tra le province di Massa-Carrara, Lucca e una fetta del pistoiese. Polemiche legate alla volontà da parte dei vertici regionali dell’Ait di adottare un disciplinare che regoli le attività di tutti i gestori della Toscana, in cui sono contenuti due punti poco convincenti secondo i sindacati ma anche secondo lo stesso Volpi. Il primo riguarda il passaggio di interventi da manutenzione ordinaria e quella straordinaria; il secondo è legato alla realizzazione di nuove fognature miste. «Se ancora non sono stati adottati questi punti è merito del sindaco di Massa, di quello di Camaiore e altri colleghi che hanno preteso di discuterne prima sul territorio - rivendica Volpi - Il nostro impegno va verso il contenimento dei costi in bolletta e questi risparmi passano anche attraverso i tecnicismi».
Guardiamoli allora questi tecnicismi, finiti nel mirino di quattro amministrazioni lunigianesi: Tresana, Villafranca, Filattiera e Pontremoli, rappresentanti rispettivamente sindaci Matteo Mastrini e Filippo Bellesi e dagli assessori Paolo Zammori e Michele Lecchini, portatori di un ordine del giorno al veleno nell’ultima assemblea territoriale che non ha riscosso l’approvazione. «L’ordine del giorno non è passato perché conteneva degli errori e perché in ogni caso stiamo agendo nella stessa direzione», continua Volpi.
Ma torniamo ai tecnicismi in cui i Comuni vorrebbero contenere i costi. Il primo è legato al concetto di manutenzione ordinaria e quella straordinaria: la bozza di disciplinare infatti propone ad ogni gestore toscano di considerare manutenzione ordinaria tutti gli interventi su tubature inferiori ai sei metri e straordinaria tutti quelli che superano questa soglia. Nel caso di Gaia, la differenza non è poi così grande rispetto ai parametri attuali. «Qua ci sono delle considerazioni da fare - dice Volpi - Da una parte i comitati chiedono, anche giustamente, di aumentare il raggio della manutenzione ordinaria, così che gli interessi legati alla straordinaria non finiscano in bolletta». Più ampio è il raggio della manutenzione ordinaria, meno ci sarà bisogno di quella straordinaria e di conseguenza gli interessi che essa porta non finiranno in bolletta: questo il senso. «Però la manutenzione ordinaria viene scaricata su tutta l’annualità: quindi se ci saranno investimenti (che rientrano nell’ordinaria) c’è il rischio di trovare delle impennate nelle bollette. La manutenzione straordinaria, invece, può essere ripartita su diverse annualità e permette di spalmare gli investimenti - spiega il sindaco - Quindi è necessario capire quali delle due proposte è la più conveniente per gli utenti: cercheremo di arrivare con una proposta concreta alla prossima conferenza regionale».
L’altro tema è quello delle fogne miste (in cui confluiscono sia le acque nere sia quelle bianche) e qui il discorso è molto semplice: il disciplinare propone che i costi ricadano per il 70 per cento sui Comuni e il restante 30 sui gestori. «Questa è molto discutibile come proposta - dice Volpi - Infatti l’abbiamo voluta portare nella conferenza territoriale, che si è tenuta venerdì a Lucca, dove abbiamo già deliberato la nostra contrarietà a questa ripartizione dei costi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Guardiamoli allora questi tecnicismi, finiti nel mirino di quattro amministrazioni lunigianesi: Tresana, Villafranca, Filattiera e Pontremoli, rappresentanti rispettivamente sindaci Matteo Mastrini e Filippo Bellesi e dagli assessori Paolo Zammori e Michele Lecchini, portatori di un ordine del giorno al veleno nell’ultima assemblea territoriale che non ha riscosso l’approvazione. «L’ordine del giorno non è passato perché conteneva degli errori e perché in ogni caso stiamo agendo nella stessa direzione», continua Volpi.
Ma torniamo ai tecnicismi in cui i Comuni vorrebbero contenere i costi. Il primo è legato al concetto di manutenzione ordinaria e quella straordinaria: la bozza di disciplinare infatti propone ad ogni gestore toscano di considerare manutenzione ordinaria tutti gli interventi su tubature inferiori ai sei metri e straordinaria tutti quelli che superano questa soglia. Nel caso di Gaia, la differenza non è poi così grande rispetto ai parametri attuali. «Qua ci sono delle considerazioni da fare - dice Volpi - Da una parte i comitati chiedono, anche giustamente, di aumentare il raggio della manutenzione ordinaria, così che gli interessi legati alla straordinaria non finiscano in bolletta». Più ampio è il raggio della manutenzione ordinaria, meno ci sarà bisogno di quella straordinaria e di conseguenza gli interessi che essa porta non finiranno in bolletta: questo il senso. «Però la manutenzione ordinaria viene scaricata su tutta l’annualità: quindi se ci saranno investimenti (che rientrano nell’ordinaria) c’è il rischio di trovare delle impennate nelle bollette. La manutenzione straordinaria, invece, può essere ripartita su diverse annualità e permette di spalmare gli investimenti - spiega il sindaco - Quindi è necessario capire quali delle due proposte è la più conveniente per gli utenti: cercheremo di arrivare con una proposta concreta alla prossima conferenza regionale».
L’altro tema è quello delle fogne miste (in cui confluiscono sia le acque nere sia quelle bianche) e qui il discorso è molto semplice: il disciplinare propone che i costi ricadano per il 70 per cento sui Comuni e il restante 30 sui gestori. «Questa è molto discutibile come proposta - dice Volpi - Infatti l’abbiamo voluta portare nella conferenza territoriale, che si è tenuta venerdì a Lucca, dove abbiamo già deliberato la nostra contrarietà a questa ripartizione dei costi».
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