Il presidio
Rutili: frainteso in merito a Pucci
di Manuela D’Angelo
«Il riferimento al senso delle istituzioni era ad altri che parlano per lui»
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MASSA. «Sul caso Riva dei Ronchi sono stato frainteso, non ho mai detto che l’ex sindaco Pucci non ha rispetto per le istituzioni, e non ho mai far voluto intendere che abbia avuto un comportamento scorretto; io ho detto che chi sostiene che un sindaco debba parlare con i proprietari di un lotto per fare una transazione, perché è conveniente dal punto di vista economico, non abbia chiaro il senso delle istituzioni e il senso dei compiti istituzionali».
A parlare, consegnandoci un estratto del verbale della seduta dello scorso 18 maggio, è l’assessore al Bilancio del comune di Massa Giovanni Rutili, dopo la bagarre sollevatasi durante l’ultimo consiglio comunale, in cui si è andata ad approvare la variazione di bilancio, per rimettere in circolo 2,8 milioni di euro, risparmiati grazie ai soldi finanziati dallo stato per il palazzetto dello sport. «Non ho ancora avuto tempo di chiarire con Roberto Pucci- continua Rutili- ma lo farò privatamente. Ho detto in consiglio, e lo ribadisco, che riconosco l’esperienza e la sensibilità del sindaco Pucci e proprio per questo il mio riferimento a chi non ha chiaro il senso delle istituzioni era non a lui, ma ad altri che parlano per lui».
Chiediamo all’assessore Rutili di essere esplicito e lui risponde: «Il mio riferimento era ad Elena Cordoni, presidentessa della 28 Aprile e all’onorevole Martina Nardi, che ci ha amministrato per cinque anni». Rutili ritorna anche sulle strategie dell’ex sindaco Pucci riguardo Riva dei Ronchi: «Il suo era un ragionamento complesso- spiega l’assessore al Bilancio- che non si può certo ridurre alla ricerca di una trattiva con i privati. Pucci vedeva davanti a sé tre strade: o permettergli di costruire l’eco mostro affacciato sul mare, o negargli il diritto a costruire, esponendo il Comune al rischio di un contenzioso e alla condanna di un risarcimento, oppure trattare e lavorare per una sostanziale riduzione delle volumetrie, salvaguardare il paesaggio e l’ambiente e dare al territorio una struttura utile allo sviluppo turistico. Il tutto con una variante di interesse pubblico, da far passare in consiglio comunale. Ho ripreso- continua Rutili- le parole dette dall’ex sindaco Pucci, in una intervista rilasciata proprio al Tirreno. Inoltre noi, oggi, la possibilità eventuale di andare a trattare con i privati non ce l’avremmo mai avuta, perché sono cambiate le carte del rischio idrogeologico e le possibilità a costruire in quell’area». L’amministrazione Volpi, però, ha scelto, in maniera trasparente di andare in causa con Riva dei Ronchi «avallati dal parere del nostro segretario generale e credendo di fare un’operazione buona per la città» spiega sempre Rutili e frattanto di accantonare la cifra per la società, in caso gli vadano restituiti gli oneri di urbanizzazione. «Aggiungo- continua Rutili- che è stato un bene, forse, non tentare in passato una trattativa per permettergli comunque di costruire, visto che oggi quell’area è stata considerata a rischio idrogeologico, e dunque, seguendo le leggi regionali e per il bene dei cittadini, non avremmo potuto rispettare eventuali accordi presi. Allora sì che avremmo esposto il fianco ai privati». In consiglio comunale Rutili ha ribadito che «quella di Riva dei Ronchi è stata un’operazione di grande democrazia, perché abbiamo messo il consiglio comunale nella posizione di poter decidere liberamente senza la spada di Damocle dei soldi per la causa».
Eppure l'assessore Rutili si è preso del “bugiardo” da parte del consigliere degli Arancioni Fabrizio Brizzi: «Sono stato accusato in consiglio di aver in qualche modo cercato di nascondere le nostre intenzioni su Riva dei Ronchi e ancor più grave di aver chiesto la complicità del dirigente; vorrei ricordare al consigliere Brizzi che per certi comportamenti si risponde in sede penale, si chiama falso in bilancio e io non posso permettere che mi si accusi di questo senza motivo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A parlare, consegnandoci un estratto del verbale della seduta dello scorso 18 maggio, è l’assessore al Bilancio del comune di Massa Giovanni Rutili, dopo la bagarre sollevatasi durante l’ultimo consiglio comunale, in cui si è andata ad approvare la variazione di bilancio, per rimettere in circolo 2,8 milioni di euro, risparmiati grazie ai soldi finanziati dallo stato per il palazzetto dello sport. «Non ho ancora avuto tempo di chiarire con Roberto Pucci- continua Rutili- ma lo farò privatamente. Ho detto in consiglio, e lo ribadisco, che riconosco l’esperienza e la sensibilità del sindaco Pucci e proprio per questo il mio riferimento a chi non ha chiaro il senso delle istituzioni era non a lui, ma ad altri che parlano per lui».
Chiediamo all’assessore Rutili di essere esplicito e lui risponde: «Il mio riferimento era ad Elena Cordoni, presidentessa della 28 Aprile e all’onorevole Martina Nardi, che ci ha amministrato per cinque anni». Rutili ritorna anche sulle strategie dell’ex sindaco Pucci riguardo Riva dei Ronchi: «Il suo era un ragionamento complesso- spiega l’assessore al Bilancio- che non si può certo ridurre alla ricerca di una trattiva con i privati. Pucci vedeva davanti a sé tre strade: o permettergli di costruire l’eco mostro affacciato sul mare, o negargli il diritto a costruire, esponendo il Comune al rischio di un contenzioso e alla condanna di un risarcimento, oppure trattare e lavorare per una sostanziale riduzione delle volumetrie, salvaguardare il paesaggio e l’ambiente e dare al territorio una struttura utile allo sviluppo turistico. Il tutto con una variante di interesse pubblico, da far passare in consiglio comunale. Ho ripreso- continua Rutili- le parole dette dall’ex sindaco Pucci, in una intervista rilasciata proprio al Tirreno. Inoltre noi, oggi, la possibilità eventuale di andare a trattare con i privati non ce l’avremmo mai avuta, perché sono cambiate le carte del rischio idrogeologico e le possibilità a costruire in quell’area». L’amministrazione Volpi, però, ha scelto, in maniera trasparente di andare in causa con Riva dei Ronchi «avallati dal parere del nostro segretario generale e credendo di fare un’operazione buona per la città» spiega sempre Rutili e frattanto di accantonare la cifra per la società, in caso gli vadano restituiti gli oneri di urbanizzazione. «Aggiungo- continua Rutili- che è stato un bene, forse, non tentare in passato una trattativa per permettergli comunque di costruire, visto che oggi quell’area è stata considerata a rischio idrogeologico, e dunque, seguendo le leggi regionali e per il bene dei cittadini, non avremmo potuto rispettare eventuali accordi presi. Allora sì che avremmo esposto il fianco ai privati». In consiglio comunale Rutili ha ribadito che «quella di Riva dei Ronchi è stata un’operazione di grande democrazia, perché abbiamo messo il consiglio comunale nella posizione di poter decidere liberamente senza la spada di Damocle dei soldi per la causa».
Eppure l'assessore Rutili si è preso del “bugiardo” da parte del consigliere degli Arancioni Fabrizio Brizzi: «Sono stato accusato in consiglio di aver in qualche modo cercato di nascondere le nostre intenzioni su Riva dei Ronchi e ancor più grave di aver chiesto la complicità del dirigente; vorrei ricordare al consigliere Brizzi che per certi comportamenti si risponde in sede penale, si chiama falso in bilancio e io non posso permettere che mi si accusi di questo senza motivo».
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