Il presidio
Accuse e insulti sul caso Ronchi: Rutili attacca Pucci
di Manuela D’Angelo
Bagarre in consiglio per l’ok alla previsione di bilancio 2017 L’assessore se la prende con l’ex sindaco. «Fu scorretto»
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Sono volate accuse pesanti e richieste ancor più grandi durante l’ultimo consiglio comunale di Massa, che ha approvato la variazione di bilancio nella previsione 2017: attacchi all’assessore Giovanni Rutili, «scorretto istituzionalmente» per l’ex sindaco Roberto Pucci, fino ad arrivare a dichiarare, davanti a migliaia di cittadini, che alcuni comportamenti dell’amministrazione lascerebbero pensare addirittura alla «riapertura delle case chiuse, con tariffario» in città. Una metafora, supponiamo, per indicare una sorta di «prostituzione» politica in atto.
Una cosa va detta: il consiglio comunale non avrebbe mai potuto evitare di approvare una variazione di bilancio da 2,8 milioni di euro, soldi arrivati dal governo, risparmiati dal Comune e dunque da reinvestire. Su questa partita, però, la politica ha giocato un ruolo fondamentale e le opposizioni si sono fatte sentire. A presentare la variazione di bilancio è stato l’assessore competente Rutili che, nello spiegare il caso Riva dei Ronchi, con il milione di euro appostato per il possibile risarcimento, si lascia scappare una frase che non va giù a molti: «Pucci fu istituzionalmente scorretto quando volle intraprendere una trattativa con i privati di Riva dei Ronchi. Chiunque ci capisca qualcosa di urbanistica- ha detto Rutili- sa che il pubblico non può e non deve interferire con il privato». Subito si è alzato un gran boato: con le sue parole Rutili ha fatto intendere in aula che ci fosse stato qualcosa di poco corretto nell’operato dell’ex sindaco. Il primo a difendere l’ex primo cittadino è stato il consigliere degli Arancioni Fabrizio Brizzi: «Se fossimo stati nella prima Repubblica- dice- lei assessore per una affermazione di questo tipo sarebbe già stato mandato a casa». Brizzi e dopo di lui Andrea Ofretti ricordano che in urbanistica i rapporti tra pubblico e privato sono costanti: «Volpi non trattò con Ricci per il caso Iglom? - si chiedono gli Arancioni - e per Esselunga non ha avuto contatti con i privati? Lei sindaco Volpi dovrebbe essere grato a Pucci perché se siede lì è grazie a lui». In consiglio gli Arancioni chiedono a Volpi di prendere le distanze dalle parole del suo assessore Rutili e 24 ore dopo, a bocce ferme, ci anticipano l’idea di voler procedere con un documento ufficiale, magari una mozione di sfiducia, da far passare in consiglio.
Si arriva alle case chiuse: a parlarne, dopo una lunga critica al metodo con cui l’amministrazione ha diviso le risorse risparmiate con i soldi del Governo, è il consigliere Pd Stefano Alberti: «Non vorrei- dice in diretta Tv - che si cerchi di riaprire le case chiuse in città, con tanto di tariffario». Un paragone che, crediamo, possa riferirsi ad una sorta di “prostituzione politica” in atto. Ma Alberti non svela la boutade, che lascia perplesso anche il sindaco Alessandro Volpi. Alla fine si vota la variazione e l’amministrazione, ancora una volta, fa fatica a raggiungere la maggioranza. Alle 19.30 arriva per votare, e fare un breve intervento, il consigliere Matteo Paci, rinnegato dal Movimento 5 Stelle, spesso assente in consiglio. Con Paci l’amministrazione porta a casa 14 voti favorevoli alla variazione di bilancio; si astengono nove consiglieri, tra cui la Lazzerini (ex fedelissima di Volpi), i renziani Dell’Ertole, Alberti e Bugliani, il Psi, e Rifondazione. Contrari Caruso (Toscana Attiva), Agostino Incoronato (Udc), e gli Arancioni; non partecipano al voto i due grillini Mencarelli e Ricciardi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una cosa va detta: il consiglio comunale non avrebbe mai potuto evitare di approvare una variazione di bilancio da 2,8 milioni di euro, soldi arrivati dal governo, risparmiati dal Comune e dunque da reinvestire. Su questa partita, però, la politica ha giocato un ruolo fondamentale e le opposizioni si sono fatte sentire. A presentare la variazione di bilancio è stato l’assessore competente Rutili che, nello spiegare il caso Riva dei Ronchi, con il milione di euro appostato per il possibile risarcimento, si lascia scappare una frase che non va giù a molti: «Pucci fu istituzionalmente scorretto quando volle intraprendere una trattativa con i privati di Riva dei Ronchi. Chiunque ci capisca qualcosa di urbanistica- ha detto Rutili- sa che il pubblico non può e non deve interferire con il privato». Subito si è alzato un gran boato: con le sue parole Rutili ha fatto intendere in aula che ci fosse stato qualcosa di poco corretto nell’operato dell’ex sindaco. Il primo a difendere l’ex primo cittadino è stato il consigliere degli Arancioni Fabrizio Brizzi: «Se fossimo stati nella prima Repubblica- dice- lei assessore per una affermazione di questo tipo sarebbe già stato mandato a casa». Brizzi e dopo di lui Andrea Ofretti ricordano che in urbanistica i rapporti tra pubblico e privato sono costanti: «Volpi non trattò con Ricci per il caso Iglom? - si chiedono gli Arancioni - e per Esselunga non ha avuto contatti con i privati? Lei sindaco Volpi dovrebbe essere grato a Pucci perché se siede lì è grazie a lui». In consiglio gli Arancioni chiedono a Volpi di prendere le distanze dalle parole del suo assessore Rutili e 24 ore dopo, a bocce ferme, ci anticipano l’idea di voler procedere con un documento ufficiale, magari una mozione di sfiducia, da far passare in consiglio.
Si arriva alle case chiuse: a parlarne, dopo una lunga critica al metodo con cui l’amministrazione ha diviso le risorse risparmiate con i soldi del Governo, è il consigliere Pd Stefano Alberti: «Non vorrei- dice in diretta Tv - che si cerchi di riaprire le case chiuse in città, con tanto di tariffario». Un paragone che, crediamo, possa riferirsi ad una sorta di “prostituzione politica” in atto. Ma Alberti non svela la boutade, che lascia perplesso anche il sindaco Alessandro Volpi. Alla fine si vota la variazione e l’amministrazione, ancora una volta, fa fatica a raggiungere la maggioranza. Alle 19.30 arriva per votare, e fare un breve intervento, il consigliere Matteo Paci, rinnegato dal Movimento 5 Stelle, spesso assente in consiglio. Con Paci l’amministrazione porta a casa 14 voti favorevoli alla variazione di bilancio; si astengono nove consiglieri, tra cui la Lazzerini (ex fedelissima di Volpi), i renziani Dell’Ertole, Alberti e Bugliani, il Psi, e Rifondazione. Contrari Caruso (Toscana Attiva), Agostino Incoronato (Udc), e gli Arancioni; non partecipano al voto i due grillini Mencarelli e Ricciardi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
