Il presidio
Torace aperto per tre giorni poi la guarigione
Un intervento straordinario durante il quale sono state necessarie oltre 15 unità tra sangue, plasma e piastrine, assicurate dal Servizio Trasfusionale della locale azienda sanitaria.Le condizioni...
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Un intervento straordinario durante il quale sono state necessarie oltre 15 unità tra sangue, plasma e piastrine, assicurate dal Servizio Trasfusionale della locale azienda sanitaria.
Le condizioni della paziente erano così compromesse alla fine della procedura chirurgica, che i medici hanno deciso di lasciare il torace aperto per tre giorni. Anche nei giorni successivi all'intervento, le condizioni della giovane rimanevano gravi, al punto da richiedere anche una tracheostomia per assicurare la respirazione. Durante la permanenza in terapia intensiva, sotto l'attenta cura del dottor Paolo Del Sarto e dei suoi collaboratori, la giovane ha avuto bisogno di ogni singolo ritrovato della medicina attuale, sia in termini di farmaci che di apparecchiature, per poter respirare, alimentarsi e svolgere ogni funzione vitale.
Con il passare dei giorni il cuore della paziente grazie a questa "riparazione", ricominciava, piano, piano, a funzionare e la giovane a riprendersi.
Così, il 13 marzo, la paziente veniva trasferita nel reparto di degenza dove poteva gradualmente riprendere a respirare senza cannula, a mangiare autonomamente e infine a tornare anche a camminare.
Finalmente, il 28 aprile, la giovane, accompagnata dalla madre, poteva riprendere un aereo, stavolta non militare ma di linea, per tornare in Sardegna.
Le condizioni della paziente erano così compromesse alla fine della procedura chirurgica, che i medici hanno deciso di lasciare il torace aperto per tre giorni. Anche nei giorni successivi all'intervento, le condizioni della giovane rimanevano gravi, al punto da richiedere anche una tracheostomia per assicurare la respirazione. Durante la permanenza in terapia intensiva, sotto l'attenta cura del dottor Paolo Del Sarto e dei suoi collaboratori, la giovane ha avuto bisogno di ogni singolo ritrovato della medicina attuale, sia in termini di farmaci che di apparecchiature, per poter respirare, alimentarsi e svolgere ogni funzione vitale.
Con il passare dei giorni il cuore della paziente grazie a questa "riparazione", ricominciava, piano, piano, a funzionare e la giovane a riprendersi.
Così, il 13 marzo, la paziente veniva trasferita nel reparto di degenza dove poteva gradualmente riprendere a respirare senza cannula, a mangiare autonomamente e infine a tornare anche a camminare.
Finalmente, il 28 aprile, la giovane, accompagnata dalla madre, poteva riprendere un aereo, stavolta non militare ma di linea, per tornare in Sardegna.
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