Il Tirreno

Note e ricordi per l’addio al “Guerriero” 

di Alfredo Faetti
Note e ricordi per l’addio al “Guerriero” 

Tanta gente per Filiè: «Tutti ti volevano bene» Gli amici fanno risuonare il brano di Mengoni

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MASSA. L’aria afosa pesa sulla folla che sta fuori dalla chiesa di Maria Santissima Addolorata. Al cancello ci sono palloncini colorati e un autoparlante, pronta a far partire il brano che tutti si aspettano. «Non lotterò mai per un compenso/lotto per amore, lotterò per questo» sono le prime strofe scritte da Marco Mengoni nella sua canzone “Guerriero”: un brano che Christian Filiè ha fatto suo tanto da prenderne il soprannome. Era uno dei cappelli gialli, membro di quell’esercito giocoso che segue in lungo e largo il cantante laziale. «Lo chiamavano “il guerriero”», dice appunto un’amica. Ma Filiè era molto di più: «era un’anima solare», si sente dire dentro e fuori la chiesa. «Volevano tutti bene a Christian», dice una donna uscendo dalla parrocchia, dopo aver sentito le lettere degli amici lette dal pulpito.
L’ultimo saluto al 25enne massese, portato via da un malore improvviso al cuore, si è consumato nella piccola chiesa di piazza Istria, affollata dentro e fuori. Gli sguardi increduli dei presenti raccontano meglio di ogni parola la tragedia che la famiglia si trova costretta ad affrontare: un giovane sano, senza alcun problema o sintomo che potesse far sospettare un epilogo simile, strappato alla via una mattina, davanti ai suoi cari. «Ancora non ci credo» dice un coetaneo con gli occhi gonfi di lacrime. I genitori, una volta effettuata l’autopsia, hanno deciso per la donazione degli organi, del midollo e del tessuto, dando modo a quindici estranei di avere una speranza.
«Anche se litigavamo ti volevo sempre bene» legge una ragazza dal pulpito, riportando la lettera di un amico. «Gli volevano bene tutti», sussurrano tra le panche. Dallo stesso punto, don Tommaso cita le parole di Charles Peguy: «Per diciotto mesi non sono stato in grado di dire: padre nostro sia fatta la tua volontà». Ma il richiamo alla speranza nella parrocchia, frequentata dallo stesso Christian, arriva subito dopo. «Cristo, all’ultima cena, divise il pane e poi sparì».
Richiami altruismo, alla bontà e all’energia del 25enne arriveranno anche con le parole degli amici, dei compagni e di altri partecipanti ai funerali.
Intorno alle 17 il feretro bianco, ricoperto da fiori altrettanto immacolati, esce dalla parrocchia, seguito dai parenti stravolti da un dolore più grande di loro. «Eri il mio guerriero, aiutami anche da lassù» scriverà la madre sui social, ringraziando tutti coloro che le stanno vicino in questo momento. I palloncini volano via tra il chiasso di un rispettoso applauso di cordoglio e l’autoparlante inizia a espandere nell’aria le note di Mengoni, che chiude così: «Giurò sarò roccia contro il fuoco e il gelo/Veglio su di te, io sono il tuo guerriero».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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