Il Tirreno

Finalmente Evam: utili per 341mila euro e nuovo impianto 

di Manuela D’Angelo
Finalmente Evam: utili per 341mila euro e nuovo impianto 

Dopo i guai, la ditta delle acque chiude il bilancio in attivo Pronto un milione d’investimento per l’imbottigliamento

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MASSA. Un nuovo stabilimento Pet per l’imbottigliamento della Fonteviva da 1 milione di euro e oltre 341mila euro di utile, un record decennale per Evam, l’azienda per la valorizzazione e produzione delle acque minerali di Massa. Il bilancio 2016, presentato dal presidente Stefano Pileri, dal direttore generale Ermanno Cervone e dal cda, composto da Elisa Bellanti e Stefano Bordigoni, si chiude con un utile che Evam probabilmente non ha mai visto nella sua storia, almeno non negli ultimi dieci anni, quando le perdite per la società si sono rivelate elevatissime. Nel 2014, quando la nuova dirigenza e il nuovo cda, rinnovati dall’amministrazione di Alessandro Volpi, entrarono in Evam, l’anno si chiuse con una perdita di oltre 55mila euro; iniziò la cura dimagrante, il contenimento dei costi e la razionalizzazione della spesa. Dal 2014 il debito di Evam è sceso di circa 700mila euro, nel 2015 ci fu la prima ripresa, con un utile di 237mila euro. Nel 2016, poi, la sorpresa: 341mila euro di utili, il 30% in più rispetto all’anno precedente, al netto delle imposte pagate e non condizionati dai pensionamenti del personale. Il presidente si toglie qualche soddisfazione: «Siamo partiti sommersi dai debiti, dalle critiche, in un clima di sfiducia, condannati ad essere considerati una gestione fallimentare e poco competente. Oggi - dice Pileri - dopo quattro anni, abbiamo dimostrato il contrario e presentiamo un’azienda sana e in crescita, con grandi obiettivi commerciali e tecnologicamente rinnovata».
Le vendite, nel 2016, sono arrivate a 4,7 milioni di euro, per un totale di 16 milioni di bottiglie prodotte in vetro e Pet, nei formati da un litro e mezzo e mezzo litro; solo nel 2011 le vendite furono superiori, con 5 milioni di euro di ricavi, dovuti alla sparizione di Azzurrina dal mercato delle acque, una fetta consistente che fu occupata da Fonteviva. «L’azienda oggi è rinata- spiega Cervone - passata da una perdita di 1,6 milioni di euro, nel 2008, annus horribilis per Evam, che poi ha sempre continuato a chiudere in rosso i suoi bilanci, fino ad oggi». Anche l’indebitamento è calato: nel 2012 era di 6,3 milioni di euro, nel 2014 scende a 5,6 milioni, 5,2 nel 2015 e oggi siamo a 4,9 milioni di euro. Sempre tanti, ma in progressiva discesa. «Oggi- commenta l’assessore al bilancio del comune di Massa Giovanni Rutili - abbiamo ridotto gli oneri finanziari, diamo meno soldi alle banche e abbiamo più soldi per gli investimenti». Il nuovo impianto Pet. La Fonteviva, in Pet, veniva ancora imbottigliata all’interno di un impianto degli anni Novanta, che non riusciva a produrre nemmeno l’indispensabile bottiglia da 1 litro, quella che richiedono i ristoratori, le mense, gli stabilimenti balneari. Ottenuto un finanziamento dalle banche per 500 mila euro, e un contributo dalla Regione Toscana di 150 mila euro, Evam, con il resto di risorse proprie, ha investito 1 milione di euro nel nuovo impianto Pet, che sarà pronto a imbottigliare il suo primo litro in plastica a giugno. Il nuovo stabilimento è formato da macchine di ultima generazione, soffiatrice, imbottigliatrice ed etichettatrice, capaci di produrre circa 75 mila bottiglie ogni sette ore. Ai classici formati Pet da un litro e mezzo e mezzo litro si potrà aggiungere anche il formato da 1 litro e così le bottiglie prodotte in un anno contano di passare da 10 milioni a 14 milioni, portando il totale, con la produzione in vetro, da 16 milioni di bottiglie (prodotte nel 2016) a 20 milioni. Il nuovo impianto porterà inoltre un risparmio di 70 mila euro l’anno, grazie alla quantità minore di plastica utilizzata per le bottiglie (ad esempio prima per il mezzo litro si soffiavano 16 grammi totali di plastica, oggi ne basteranno 13 grammi). Il mercato del futuro. «Rimane difficile rimanere all’interno di un mercato complicatissimo e fatto di grossissimi squali- spiega il presidente Pileri-; pensate che il 73% del mercato delle acque è occupato soltanto da otto aziende, colossi che oltretutto non producono solo acqua e con cui ci dobbiamo misurare». Fonteviva, con Amorosa (Rutili parla di un nuovo contratto stipulato a 20 anni, con nuove clausole più vantaggiosa e più garanzie per Evam) continuerà a puntare sul mercato di tutto il nord Italia, e su Australia e sud Africa. «Abbiamo imparato a fare bene l’acqua- conclude Pileri- ci concentreremo sul rinnovamento tecnologico, produrre di più, per imbottigliare di più».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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