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Addio all’ex sindaco Balderi: una vita in politica e nella Dc
MASSA. Non solo è stata una figura politica centrale nella storia massese, capace di ricoprire molti ruoli durante la sua carriera, ma è stato chiamato anche a farsi carico delle tensioni che...
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MASSA. Non solo è stata una figura politica centrale nella storia massese, capace di ricoprire molti ruoli durante la sua carriera, ma è stato chiamato anche a farsi carico delle tensioni che assediavano la città all’inizio degli anni Sessanta. Un percorso che porta in molti ancora oggi a ricordare Silvio Balderi, scomparso nei giorni scorsi all’età di 94 anni. Ex sindaco, ex presidente della provincia, ex membro della dirigenza locale della Democrazia Cristiana, il partito in cui ha militato fino alla fine del suo percorso.
Politicamente, Balderi ha trovato le sue origini nel partito repubblicano, per poi approdare nella grande centro bianco già ai suoi arbori, giovanissimo. Altrettanto giovane, poi, è entrato in Comune, vestendo subito la fascia tricolore. Fresco di laurea in giurisprudenza, Balderi è stato nominato sindaco nel gennaio del’63, in un momento tutt’altro che semplice per la Dc massese, divisa tra chi voleva aprire ai socialisti e chi invece predicava la chiusura. La stessa tensione che stava attraversando il comitato comunale della Dc (in cui Balderi entrerà come dirigente nel ‘73, guidando le truppe fanfaniane in cerca di unità nel panorama locale).
Prima però incassa il successo nelle elezioni del ‘66, quando il partito raddoppia quasi i consiglieri nell’assise, assicurandosi una maggioranza solida. Ma è un’illusione, infatti ma la legislatura di Balderi stava per finire: l’anno successivo infatti cinque consiglieri votarono contro il bilancio, facendolo decadere. Riuscirà comunque a portare in fondo il mandato, raccogliendo diversi consensi da parte di colleghi e cittadinanza.
Avrà un nuovo incarico nel ‘70, quando Balderi sarà eletto presidente della Provincia di Massa-Carrara. L’ultima tappa della sua carriere politica, in modo da dedicarsi al suo lavoro ma soprattutto a sua moglie Anna Maria e alla sue figlie, che sono rimaste le priorità fino alla fine. (al.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Politicamente, Balderi ha trovato le sue origini nel partito repubblicano, per poi approdare nella grande centro bianco già ai suoi arbori, giovanissimo. Altrettanto giovane, poi, è entrato in Comune, vestendo subito la fascia tricolore. Fresco di laurea in giurisprudenza, Balderi è stato nominato sindaco nel gennaio del’63, in un momento tutt’altro che semplice per la Dc massese, divisa tra chi voleva aprire ai socialisti e chi invece predicava la chiusura. La stessa tensione che stava attraversando il comitato comunale della Dc (in cui Balderi entrerà come dirigente nel ‘73, guidando le truppe fanfaniane in cerca di unità nel panorama locale).
Prima però incassa il successo nelle elezioni del ‘66, quando il partito raddoppia quasi i consiglieri nell’assise, assicurandosi una maggioranza solida. Ma è un’illusione, infatti ma la legislatura di Balderi stava per finire: l’anno successivo infatti cinque consiglieri votarono contro il bilancio, facendolo decadere. Riuscirà comunque a portare in fondo il mandato, raccogliendo diversi consensi da parte di colleghi e cittadinanza.
Avrà un nuovo incarico nel ‘70, quando Balderi sarà eletto presidente della Provincia di Massa-Carrara. L’ultima tappa della sua carriere politica, in modo da dedicarsi al suo lavoro ma soprattutto a sua moglie Anna Maria e alla sue figlie, che sono rimaste le priorità fino alla fine. (al.f.)
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