Il Tirreno

Giudici di pace e onorari: un mese di sciopero 

Giudici di pace e onorari: un mese di sciopero 

Anche giudici onorari e vice pretori pronti ad annunciare l’astensione a partire da giugno

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MASSA. Da lunedì i giudici di pace apuani sono in sciopero come tutti i loro colleghi nel resto del paese. La protesta andrà avanti per quattro settimane consecutive con la sospensione di tutte le attività giudiziarie, compreso il deposito di sentenze e decreti ingiuntivi. Motivo dell’astensione la riforma del sistema giudiziario bollata come «umiliante, che persegue il solo fine di schiavizzare la magistratura onoraria e rottamare la giustizia in Italia. I magistrati onorari e i giudici di pace rappresentano una risorsa insostituibile: già oggi trattano e definiscono il 60 percento dei processi penali e civili». Per un mese sospensione delle molte attività giudiziarie ed amministrative garantite dai giudici di pace, compresa la redazione e il deposito di sentenze, decreti ingiuntivi e altri atti di competenza. I giudici di pace garantiranno esclusivamente una udienza a settimana. Gli effetti non saranno piacevoli per i cittadini utenti del servizio giustizia: la magistratura onoraria tratta più della metà degli affari civili iscritti in tutta Italia, con tempi assai inferiori a quelli medi. Secondo una stima dell'Unione nazionale dei giudici di pace lo sciopero in Italia determinerà la sospensione di oltre seicentomila pratiche giudiziarie. In programma anche manifestazioni, cortei, picchetti su tutto il territorio. L’obiettivo, spiega una nota dell’associazione che chiede le immediate dimissioni del ministro della Giustizia Andrea Orlando, «è arrivare al blocco di tutte le attività giudiziarie, comprese le convalide delle espulsioni dei cittadini extracomunitari irregolari, sospendendoci dal servizio a tempo indeterminato: i cittadini devono toccare con mano da subito quali saranno i devastanti effetti della riforma».
Ma i problemi per le aule non finiscono qui. Perché è imminente la decisione di incrociare le braccia dei magistrati onorari apuani, giudici onorari di tribunale (got) e vice procuratori onorari (vpo). Manca l’ufficialità ma l’idea è quella di seguire i colleghi di Genova, stesso distretto di appartenenza. Ovvero dal primo giugno got e vpo si limiteranno a prestare servizio una volta a settimana, come prevede la riforma che il governo ha intenzione di attuare. E questo manderà in tilt un gran numero di processi. Anche perché i vpo per esempio sono nove e in pratica sono loro che portano avanti le udienze che i pm titolari non possono seguire perché impegnati nelle nuove inchieste. Ma anche i got (che sono dieci) con la loro astensione faranno saltare parecchie sedute del monocratico. Per non parlare dei collegi che li vedono protagonisti. Il rischio della paralisi non è campato in aria, come aveva ventilato il procuratore capo Aldo Giubilaro che insieme a molti altri colleghi ha chiesto al ministero di trovare una soluzione. «Non possiamo fare a meno di loro, mi pare evidente. Basta dare un’occhiata in tribunale per capire che bisogna trovare una soluzione per dare dignità ai magistrati onorari. Senza di loro non si va avanti, soprattutto nelle realtà come quella di Massa Carrara», aveva detto qualche tempo fa. La situazione è rimasta la stessa, anzi è peggiorata. E i giudici onorari riscendono sul piede di guerra.

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