Il presidio
«Nardi ha ammesso il suo errore»
Su “Comune Garante” l’amministrazione contrattacca: «Sbloccate risorse»
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Le parole dell’onorevole Martina Nardi, apparse su Il Tirreno di domenica, hanno riacceso il contenzioso sul progetto “Comune Garante” con l’attuale amministrazione. Che non esita a definirle «l’ammissione del fallimento del “suo” progetto».
E da via Porta Fabbrica si levano qualche sassolino dalle scarpe. «Certo, l’idea di dare una casa a chi aveva un reddito medio e potesse contribuire in parte al canone di locazione in teoria non era male. Ma stiamo parlando di emergenza abitativa e l’onorevole confessa che le case erano “molto grandi”, anche “in centro città” e con “affitti da 800/900 euro”, però lei che aveva avuto l’idea dice che non poteva farci nulla. Solo Nardi rivela che anche lei “forse” avrebbe chiuso il Comune Garante e chiede cosa abbia fatto l’attuale amministrazione», scrivono in un comunicato.
«Ci siamo fatti carico del problema – rivendicano –e, faticosamente, visti termini e modalità contrattuali, stiamo riuscendo a chiudere questo oneroso capitolo, cercando di risolvere, nel contempo, anche le situazioni di disagio di molti di questi inquilini. Ciò che finge di non sapere o forse davvero non sa l’onrevole Nardi è la reale situazione sociale di questa città e come l’emergenza abitativa alimentata da difficoltà economiche e sfratti sia, ancora di più oggi, un enorme problema».
E rivendicano l’utilizzo dei finanziamenti, che non sono «lasciati a marcire», come detto da Nardi.
«Si è delineata e sta arrivando alla fine del percorso la soluzione del dramma di Via Pisacane, con l’impegno della Regione a finanziare il progetto. Sul progetto Mattatoio, vista la situazione ereditata priva di una parte di progettazione urbanistica, si è stati nuovamente costretti a tornare in Consiglio Comunale per una nuova approvazione. In ambito Lode sono state recuperate risorse per la ristrutturazione e manutenzione di vecchi alloggi e, sulla base delle disponibilità fornite da Erp».
In questo gioco di rimpalli rimane ancora da scoprire cosa è andato storto nel progetto “Comune Garante”. (l.r.d.)
E da via Porta Fabbrica si levano qualche sassolino dalle scarpe. «Certo, l’idea di dare una casa a chi aveva un reddito medio e potesse contribuire in parte al canone di locazione in teoria non era male. Ma stiamo parlando di emergenza abitativa e l’onorevole confessa che le case erano “molto grandi”, anche “in centro città” e con “affitti da 800/900 euro”, però lei che aveva avuto l’idea dice che non poteva farci nulla. Solo Nardi rivela che anche lei “forse” avrebbe chiuso il Comune Garante e chiede cosa abbia fatto l’attuale amministrazione», scrivono in un comunicato.
«Ci siamo fatti carico del problema – rivendicano –e, faticosamente, visti termini e modalità contrattuali, stiamo riuscendo a chiudere questo oneroso capitolo, cercando di risolvere, nel contempo, anche le situazioni di disagio di molti di questi inquilini. Ciò che finge di non sapere o forse davvero non sa l’onrevole Nardi è la reale situazione sociale di questa città e come l’emergenza abitativa alimentata da difficoltà economiche e sfratti sia, ancora di più oggi, un enorme problema».
E rivendicano l’utilizzo dei finanziamenti, che non sono «lasciati a marcire», come detto da Nardi.
«Si è delineata e sta arrivando alla fine del percorso la soluzione del dramma di Via Pisacane, con l’impegno della Regione a finanziare il progetto. Sul progetto Mattatoio, vista la situazione ereditata priva di una parte di progettazione urbanistica, si è stati nuovamente costretti a tornare in Consiglio Comunale per una nuova approvazione. In ambito Lode sono state recuperate risorse per la ristrutturazione e manutenzione di vecchi alloggi e, sulla base delle disponibilità fornite da Erp».
In questo gioco di rimpalli rimane ancora da scoprire cosa è andato storto nel progetto “Comune Garante”. (l.r.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google