Il Tirreno

Il sogno bohemien scalda San Carlo 

di Alfredo Faetti
Il sogno bohemien scalda San Carlo 

Idee dai residenti per fare del paese la Montmartre massese Poeti, pittori e attori in strada. «Ma il Comune ci aiuti»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Qui è il luogo d’incontro dei poeti», scriveva Picasso con il gesso sulla porta del suo studio, nel cuore di Montmartre. In quella stanza, nelle notti parigine, però non si riunivano soltanto poeti, ma anche attori, commedianti e ovviamente pittori. La piccola collina francese, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, era così diventato il punto di ritrovo di artisti a vario titolo: alcuni già affermati altri squattrinati, molte giovani promesse e altri aspiranti maestri. San Carlo, nella sua proporzione, vuole diventare qualcosa di simile non soltanto per se stessa, ma anche per Massa e tutta la sua collina. «Dobbiamo rimboccarci le maniche - dice Galeano Fuzzetti, uno degli organizzatori dell’incontro - Senza pensare che la politica faccia tutto quanto, perché non è così».
La discussione si è consumata nella sala dell’hotel-ristorante Il Buongustaio, giovedì pomeriggio, dove il comitato cittadino San Carlo presieduto da Nicola Cencetti ha riunito esercenti, cittadini e studenti. Il progetto, ora nella sua fase embrionale, si chiama “San Carlo Mon Amour” e il taglio francese volge proprio all’intenzione di fare della frazione la Montmartre massese, con artisti di vario genere per le strade. Un’idea che vuole rilanciare la zona, ora che le terme sono chiuse. «Un progetto importante che se partirà potrà diventare ancora più importante nel tempo», dicono dal comitato. E le idee per farlo partire non sono mancate. «Sulla collina parigina si riuniscono mimi, pittori e attori: tutte persone con un proprio talento, in grado di dare una maggiore attività culturale» continua Fruzzetti. «Ma come strutturare l’idea?», chiede qualcuno.
«Io sono una studentessa dell’Accademia delle Belle Arti - dice una ragazza intervenendo nella discussione - Potremmo organizzare a San Carlo dei collettivi di pittura, in cui vari artisti si ritrovano per dipingere. Potrebbero essere organizzati ogni quindici giorni, nelle ore di luce, magari organizzando dei laboratori per i bambini con i colori». E questa è già la prima idea. «Io posso contattare alcune figure del teatro, per organizzare spettacoli e letture estemporanee» dice un uomo, mettendo la seconda proposta sul tavolo. «In genere viene montato un palco in piazza e rimane lì per tutta la stagione: potremmo utilizzarlo per gli spettacoli» arriva un’altra idea. E così via: dai locali chiusi da poter utilizzare per delle mostre alle case aperte, in cui i privati mettono a disposizione le proprie corti in cui i visitatori possono entrare liberamente.
«Dobbiamo essere noi a organizzare tutto - dicono dal comitato - Ma è chiaro che l’amministrazione deve darci una mano con le utenze e simili». Uno dei presenti lancia quindi il passo successivo: «dobbiamo stilare un programma di eventi nel minor tempo possibile e consegnarlo in Comune, chiedendo: tu amministrazione fino a quanto puoi darci una mano?».
E l’incontro finisce con questo accordo. All’amministrazione, insomma, verrà chiesto di supportare un’iniziativa di cui i residenti sono pronti a farsi carico. Un sogno, per meglio dire, non del tutto irrealizzabile. Questione di poesia, che a San Carlo non manca di certo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli