Il Tirreno

Il confronto: il marmo divide il porto non più 

di Cinzia Chiappini
Il confronto: il marmo divide il porto non più 

A Carrarafiere il dibattito organizzato da Legambiente Sala gremita, tifoserie schierate e nessun battibecco

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CARRARA. Il dibattito di Legambiente tra candidati sindaco registra il tutto esaurito e attraverso un confronto pacato, a tratti anche troppo, segna l’avvio della fase finale della campagna elettorale. L’appuntamento si è tenuto a CarraraFiere in una sala Michelangelo gremita con i 500 posti a sedere tutti occupati e almeno un altro centinaio di persone in piedi. Una platea divisa per schieramenti, composti per lo più da aspiranti consiglieri e militanti pronti sì ad applaudire ma solo ed esclusivamente ai candidati di riferimento. E così nel corso del dibattito, a turno, si sono levati battiti di mani e grida di incoraggiamento, provenienti da settori precisi della sala, quelli che ospitavano le otto “tifoserie”.
La serata si è aperta con Paola Antonioli, presidente di Legambiente che ha presentato gli 8 contendenti, uno in meno del previsto perchè con una telefonata agli organizzatori, Alessandra Caffaz di “Rinascimento Sia” ha fatto sapere di essere impegnata in un incontro con i vertici del suo movimento a Milano. L’associazione ambientalista ha sottoposto 5 quesiti su rischio alluvionale, marmo, urbanistica, porto, chiedendo ai singoli candidati di esprimere in percentuale il livello delle proposte in materia. L’ultima domanda invitava invece gli aspiranti alla guida di piazza Due Giugno a elencare le loro priorità ambientali.
Cinzia Bensi de La Svolta ha detto un secco no alla contrapposizione ambiente e lavoro nel dibattito sulle cave, mentre sul porto ha puntato sulla convivenza nell’attuale scalo tra approdo turistico e commerciale. Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune, Lista Dema) ha confermato i cavalli di battaglia del suo mandato di consigliera ed è stata l’unica a incassare applausi trasversali quando, alla domanda sull’urbanistica con una doppia stoccata a Vannucci e Zanetti ha polemizzato: «Ascoltando le risposte di qualche candidato mi chiedo, finora, da chi siamo stati governati». Francesco De Pasquale (M5S) programma grillino alla mano ha proposto la chiusura delle due cave situate in area parco (precisando che per tutte le altre il suo Movimento chiede un giro di vite su sicurezza e ambiente e canoni commisurati ai valori di mercato) e ha confermato la linea “Nogarin” sulla gestione dei rifiuti. Maurizio Lorenzoni (Fratelli D’Italia/An, Forza Italia, Lega Nord) non ha nascosto i suoi problemi con gli acronimi «Pit, Poc, Prp» e con «l’ambientalismo estremista» ma si è impegnato ad aumentare il gettito del marmo di 5 milioni nei primi 3 anni e ad avviare il dragaggio del porto. Ilaria Paladini de La Comune ha insistito sulla necessità di tutelare le aree verdi di Villa Ceci, Anderlino e della Fossa Maestra, sulla riqualificazione di viale da Verrazzano e sulla conciliazione tra attività estrattiva, sicurezza e lavoro. Gianenrico Spediacci (Rinascita, Articolo Primo, Verdi, Lista Giovani per Carrara) ha proposto un patto sociale tra città e imprese del marmo e un progetto di sviluppo urbanistico a volumi zero mentre sui rifiuti si è schierato contro l’Ato in difesa di Amia. Andrea Vannucci (Progressiti, Carrara Giovane, Carrara Democratica/Vannucci Sindaco; Il cuore di Carrara) ha proposto l’introduzione del canone di concessione per i Beni estimati, concessioni a lungo termine e no all’ampliamento del porto. Andrea Zanetti (Pd, Psi, Alternativa per Carrara, Pri, Carrara città aperta5) si è impegnato ad aprire un percorso di partecipazione sia sul Regolamento degli Agri «la carta costituzionale delle cave» sia sul futuro del porto, annunciando tra le sue priorità la riqualificazione del viale XX settembre. E adesso non resta che aspettare le pagelle dei soci di Legambiente.

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