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«Salvi sul campo, ma ci hanno retrocesso»
Juri Gorlandi attacca la Federazione Uisp della Spezia: «Hanno cambiato in extremis il regolamento»
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AULLA. Intervento polemico di Juri Gorlandi, presidente dell’Athletic Club Aulla, un gruppo di 35 giovani dai 18 ai 30 anni che ha costituito una squadra di calcio nell’estate del 2015, innanzitutto per stare assieme in un luogo che ha sempre offerto ben poco ai più giovani. Gli strali di Gorlandi sono verso la Uisp, che avrebbe cambiato le regole a fine campionato, determinando la retrocessione della squadra di amatori.
«A fine campionato è tempo di bilanci – scrive Gorlandi – ed eccoci qua con i calici in alto a festeggiare una salvezza ottenuta sul campo, un ottimo 7° posto, viste le tutte problematiche emerse in questa stagione. A differenze delle altre squadre del nostro campionato non abbiamo mai avuto la certezza di avere un campo dove giocare il sabato, ma di questo oggi non vogliamo parlare, è acqua passata e magari con un po’di allenamento nelle gambe si poteva fare sicuramente meglio. Vorrei parlare però della Federazione Uisp di La Spezia, che, ad inizio anno, ha stilato un regolamento che prevedeva la retrocessione delle squadre dal 8° al 13° posto. Questi signori – prosegue il presidente della squadra di calcio – con il comunicato ufficiale numero 1 del 27 settembre 2016 pubblicavano il regolamento, dove si parla di retrocessione dal 8° posto in poi, salvo cambiare idea con il comunicato del 26 aprile 2017, dove, ad una giornata dal termine del campionato, decidono di condannare alla retrocessione anche la 7° classificata. Se errore della Uisp si trattava, perché renderlo noto solo ad una giornata dal termine? Che valore può avere questo campionato se una squadra in corsa per la salvezza si vede, a una settimana dal termine del campionato, modificare una parte del regolamento del campionato così?».
Domande che Gorlandi fa seguire da queste considerazioni conclusive: «Paghiamo mille e 75 euro solo per iscriverci a questo campionato, più tutti i tesseramenti e i costi accessori: che sia regolare e condotto nel rispetto di un regolamento non è solo un vago dovere etico, ma giuridico. Non vogliamo favori, ma solo che vi sia parità di trattamento tra tutte le squadre iscritte. Vorremmo poter guardare un comunicato sapendo che abbia un valore, per tutti, e che non sia modificabile chissà quando e chissà come. Concludo con il cuore, ringraziando i miei ragazzi, un gruppo fantastico che ha dato prova di avere le qualità che il calcio troppe volte dimentica, giocando con il cuore, facendo gruppo e non lasciando indietro nessuno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«A fine campionato è tempo di bilanci – scrive Gorlandi – ed eccoci qua con i calici in alto a festeggiare una salvezza ottenuta sul campo, un ottimo 7° posto, viste le tutte problematiche emerse in questa stagione. A differenze delle altre squadre del nostro campionato non abbiamo mai avuto la certezza di avere un campo dove giocare il sabato, ma di questo oggi non vogliamo parlare, è acqua passata e magari con un po’di allenamento nelle gambe si poteva fare sicuramente meglio. Vorrei parlare però della Federazione Uisp di La Spezia, che, ad inizio anno, ha stilato un regolamento che prevedeva la retrocessione delle squadre dal 8° al 13° posto. Questi signori – prosegue il presidente della squadra di calcio – con il comunicato ufficiale numero 1 del 27 settembre 2016 pubblicavano il regolamento, dove si parla di retrocessione dal 8° posto in poi, salvo cambiare idea con il comunicato del 26 aprile 2017, dove, ad una giornata dal termine del campionato, decidono di condannare alla retrocessione anche la 7° classificata. Se errore della Uisp si trattava, perché renderlo noto solo ad una giornata dal termine? Che valore può avere questo campionato se una squadra in corsa per la salvezza si vede, a una settimana dal termine del campionato, modificare una parte del regolamento del campionato così?».
Domande che Gorlandi fa seguire da queste considerazioni conclusive: «Paghiamo mille e 75 euro solo per iscriverci a questo campionato, più tutti i tesseramenti e i costi accessori: che sia regolare e condotto nel rispetto di un regolamento non è solo un vago dovere etico, ma giuridico. Non vogliamo favori, ma solo che vi sia parità di trattamento tra tutte le squadre iscritte. Vorremmo poter guardare un comunicato sapendo che abbia un valore, per tutti, e che non sia modificabile chissà quando e chissà come. Concludo con il cuore, ringraziando i miei ragazzi, un gruppo fantastico che ha dato prova di avere le qualità che il calcio troppe volte dimentica, giocando con il cuore, facendo gruppo e non lasciando indietro nessuno».
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