Mazzeo e il sondaggio Swg «I dati ci danno ragione»
di Cinzia Chiappini
Il vicesegretario del Pd attacca Vannucci che non supererebbe il 7% Testa a testa tra Zanetti e De Pasquale (M5S) già avviati verso il ballottaggio
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CARRARA. È una città avviata al ballottaggio, con un testa a testa tra Andrea Zanetti, dato tra il 29% e il 33% e il grillino Francesco De Pasquale attestato tra il 27% e il 31% quella che descrive il sondaggio Swg divulgato ieri dal vicesegretario del Pd regionale Antonio Mazzeo, in occasione della presentazione della lista dei 24 aspiranti consiglieri democratici.
L’indagine è stata condotta tra il 27 aprile e il 2 maggio, telefonicamente, su un campione di 600 maggiorenni residenti a Carrara.
Al candidato del Movimento 5 Stelle e all’aspirante sindaco sostenuto da Pd, Psi, Pri e Alternativa per Carrara seguono con un distacco di oltre 10 punti, Maurizio Lorenzoni (Fi, Fdi e Lega Nord) che oscilla tra il 14 e il 18% e poco sotto Gianenrico Spediacci (Rinascita, Verdi, Articolo Primo e Giovani per Carrara) dato tra il 9 e il 13%.
Testa a testa anche in coda, tra Andrea Vannucci (Progressiti, Carrara Giovane, Carrara Democratica, Il cuore di Cararra) quotato tra il 5 e il 7% e Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune e DemA) tra il 3 e il 5%. Le altre tre donne aspiranti alla carica di sindaco, Cinzia Bensi per La Svolta, Alessandra Caffaz per Rinascimento e Ilaria Paladinii per La Comune non supererebbero insieme il 4%. Ma secondo le stime di Swg c’è un altro partito che va molto forte e che si piazza virtualmente terzo, subito dietro Zanetti e De Pasquale: è lo schieramento degli indecisi, che il sondaggio attesta al 25%.
Su questo e sulla diatriba “interna” con Andrea Vannucci si sono concentrati i commenti degli esponenti del Pd: «Zanetti è il candidato più conosciuto in città questo significa che non è un nome calato dall’alto, come sostiene qualcuno» ha inziato Mazzeo citando il rilevamento sulla popolarità “notorietà” dei candidati, che vede Zanetti primo al 59%, Vannucci al 51%, Lorenzoni al 46%, Spediacci al 43%, De Pasquale al 41%, Alessandra Caffaz al 40%, Bienaimè al 38% e Bensi al 15%.
Il vicesegretario regionale ha però precisato che quella per la guida della città «è una partita lunga che si gioca anche per la conquista degli indecisi». Ma il numero due del Pd Regionale non ha rinunciato, dati alla mano, a una stoccata a Vannucci e i suoi, staccati secondo Swg di almeno 25 punti percentuali da Zanetti: «Questi numeri – ha detto Mazzeo – ci danno ragione e dimostrano che abbiamo scelto il percorso giusto».
La terza tranche di dati divulgata da Swg è quella relativa all’orientamento di voto per partito: il Movimento5Stelle è al comando con il 28%, segue il Pd con il 22% e poi staccati di diversi punti tutti gli altri tra cui spicca il 9,5% di Forza Italia e l’8% di Spediacci Sindaco, la lista civica più gradita al campione. Il Psi segue al 7%, a conferma della spaccatura tra i socialisti alcuni dei quali avrebbero seguito l’ex Spediacci nella sua avventura in solitaria mentre la Lega Nord è staccata al 5%. Tutte le altre forze politiche sono date sotto il 4%.
Anche il candidato sindaco ovviamente ha commentato il sondaggio ma, a differenza delle dichiarazioni infuocate del giorno precedente – quando aveva accusato Vannucci e i suoi di promettere lavoro e favori in cambio di voti – ha riacquisto il suo consueto tono pacato: «Ricordiamoci sempre che si tratta di un sondaggio. Quindi dobbiamo lavorare come se non l’avessimo mai visto e con l’obiettivo di conquistare ogni giorno la città, non dando la caccia ai consensi ma piuttosto raccontando la nostra idea di futuro». L’aspirante sindaco del Pd non ha rinunciato a una stoccata contro il Movimento 5 Stelle, in vantaggio come lista ma staccato per la popolarità del candidato: «Hanno iniziato la campagna con largo anticipo eppure fatico a comprendere la loro proposta costruita su un fluttuare di idee per adattarsi alla pancia della città. Ecco noi parliamo alla testa e siamo convinti che questo paga» ha insistito Zanetti.
Durante l’iniziativa è arrivato da Firenze anche Gianni Anselmi, il commissario dell’Unione Comunale del Pd “ritrovato” dopo la sospensione dell’ordinanza di mercoledì: «Dopo le ultime vicende giudiziarie ho avuto una crisi di identità» ha scherzato l’esponente democratico, ironizzando sul commissariamento annullato e poi reintrodotto a colpi di atti di Tribunale.
Anselmi ha ricordato che la scelta del nome di Zanetti è stata fatta attraverso un percorso di ascolto dei simpatizzanti mentre sulla composizione della lista, il commissario ha garantito di «non aver avuto alcuna voce in capitolo».
L’indagine è stata condotta tra il 27 aprile e il 2 maggio, telefonicamente, su un campione di 600 maggiorenni residenti a Carrara.
Al candidato del Movimento 5 Stelle e all’aspirante sindaco sostenuto da Pd, Psi, Pri e Alternativa per Carrara seguono con un distacco di oltre 10 punti, Maurizio Lorenzoni (Fi, Fdi e Lega Nord) che oscilla tra il 14 e il 18% e poco sotto Gianenrico Spediacci (Rinascita, Verdi, Articolo Primo e Giovani per Carrara) dato tra il 9 e il 13%.
Testa a testa anche in coda, tra Andrea Vannucci (Progressiti, Carrara Giovane, Carrara Democratica, Il cuore di Cararra) quotato tra il 5 e il 7% e Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune e DemA) tra il 3 e il 5%. Le altre tre donne aspiranti alla carica di sindaco, Cinzia Bensi per La Svolta, Alessandra Caffaz per Rinascimento e Ilaria Paladinii per La Comune non supererebbero insieme il 4%. Ma secondo le stime di Swg c’è un altro partito che va molto forte e che si piazza virtualmente terzo, subito dietro Zanetti e De Pasquale: è lo schieramento degli indecisi, che il sondaggio attesta al 25%.
Su questo e sulla diatriba “interna” con Andrea Vannucci si sono concentrati i commenti degli esponenti del Pd: «Zanetti è il candidato più conosciuto in città questo significa che non è un nome calato dall’alto, come sostiene qualcuno» ha inziato Mazzeo citando il rilevamento sulla popolarità “notorietà” dei candidati, che vede Zanetti primo al 59%, Vannucci al 51%, Lorenzoni al 46%, Spediacci al 43%, De Pasquale al 41%, Alessandra Caffaz al 40%, Bienaimè al 38% e Bensi al 15%.
Il vicesegretario regionale ha però precisato che quella per la guida della città «è una partita lunga che si gioca anche per la conquista degli indecisi». Ma il numero due del Pd Regionale non ha rinunciato, dati alla mano, a una stoccata a Vannucci e i suoi, staccati secondo Swg di almeno 25 punti percentuali da Zanetti: «Questi numeri – ha detto Mazzeo – ci danno ragione e dimostrano che abbiamo scelto il percorso giusto».
La terza tranche di dati divulgata da Swg è quella relativa all’orientamento di voto per partito: il Movimento5Stelle è al comando con il 28%, segue il Pd con il 22% e poi staccati di diversi punti tutti gli altri tra cui spicca il 9,5% di Forza Italia e l’8% di Spediacci Sindaco, la lista civica più gradita al campione. Il Psi segue al 7%, a conferma della spaccatura tra i socialisti alcuni dei quali avrebbero seguito l’ex Spediacci nella sua avventura in solitaria mentre la Lega Nord è staccata al 5%. Tutte le altre forze politiche sono date sotto il 4%.
Anche il candidato sindaco ovviamente ha commentato il sondaggio ma, a differenza delle dichiarazioni infuocate del giorno precedente – quando aveva accusato Vannucci e i suoi di promettere lavoro e favori in cambio di voti – ha riacquisto il suo consueto tono pacato: «Ricordiamoci sempre che si tratta di un sondaggio. Quindi dobbiamo lavorare come se non l’avessimo mai visto e con l’obiettivo di conquistare ogni giorno la città, non dando la caccia ai consensi ma piuttosto raccontando la nostra idea di futuro». L’aspirante sindaco del Pd non ha rinunciato a una stoccata contro il Movimento 5 Stelle, in vantaggio come lista ma staccato per la popolarità del candidato: «Hanno iniziato la campagna con largo anticipo eppure fatico a comprendere la loro proposta costruita su un fluttuare di idee per adattarsi alla pancia della città. Ecco noi parliamo alla testa e siamo convinti che questo paga» ha insistito Zanetti.
Durante l’iniziativa è arrivato da Firenze anche Gianni Anselmi, il commissario dell’Unione Comunale del Pd “ritrovato” dopo la sospensione dell’ordinanza di mercoledì: «Dopo le ultime vicende giudiziarie ho avuto una crisi di identità» ha scherzato l’esponente democratico, ironizzando sul commissariamento annullato e poi reintrodotto a colpi di atti di Tribunale.
Anselmi ha ricordato che la scelta del nome di Zanetti è stata fatta attraverso un percorso di ascolto dei simpatizzanti mentre sulla composizione della lista, il commissario ha garantito di «non aver avuto alcuna voce in capitolo».
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