Apuafarma in stato di agitazione
di Cinzia Chiappini
In assemblea, dai lavoratori 120 no al Contratto Anaste Cgil e Cisl: «Appello al Prefetto e al sindaco Zubbani»
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CARRARA. Stato di agitazione ad Apuafarma. Lo annunciano le segreterie provinciali di Funzione Pubblica Cgil e Fisascat Cisl a seguito dell’assemblea dei lavoratori che ha dato il via libera alla protesta.
Si tratta dei 120 dipendenti in forza alla partecipata con contratto Anaste, praticamente tutto il personale di Apuafarma a esclusione dei farmacisti.
«Si tratta di lavoratori e lavoratrici che svolgono da anni la loro attività in settori complessi garantendo tutta una serie di servizi fondamentali alla cittadinanza come trasporto scolastico, mensa, servizi socio educativi e assistenziali e servizi cimiteriali» spiegano Alessio Menconi per Fp-Cgil ed Emanuela Nani di Fisascat-Cisl.
A innescare la mobilitazione il recente rinnovo del contratto nazionale che, secondo lavoratori e i due segretari di categoria sarebbe lesivo dei diritti dei dipendenti e sottoscritto da sigle sindacali non rappresentative: «E’ una regressione sia dal punto di vista economico che normativo» spiegano Menconi e Nani.
Una piattaforma “al ribasso” dunque, che rinnova con 7 anni di ritardo il contratto ma senza prevedere alcuna indennità per il ritardo, con un dimezzamento delle ore di permesso e una riduzione dei 2/3 dei permessi per diritto allo studio. Cgil e Cisl, dopo una serie di tavoli rinviati, hanno abbandonato la trattativa e così l’Associazione Nazionale Strutture Terza Età (Anaste - la sigla che raccoglie le associazioni datoriali del settore) si è rivolta ai sindacati minori. «E’ un contratto che toglie soldi e diritti e che è stato bocciato da un’assemblea di 120 persone» spiega Menconi.
I sindacati locali hanno lanciato un appello al Prefetto Enrico Ricci per chiedere un incontro e hanno segnalato il problema al sindaco di Carrara Angelo Zubbani al quale hanno chiesto un atto di indirizzo politico per chiedere ad Apuafarma di cambiare il contratto del comparto, abbandonando l’Anaste e ricorrendo a formule, conclude il sindacalista, «più rispettose dei diritti dei lavoratori».
L’amministratore unico di Apuafarma, Fabrizio Volpi, ha precisato che la trattativa e la firma del nuovo contratto è stta interamente gestita a livello nazionale da Anaste e che la dirigenza locale della partecipata non ha avuto alcuna voce in capitolo.
Si tratta dei 120 dipendenti in forza alla partecipata con contratto Anaste, praticamente tutto il personale di Apuafarma a esclusione dei farmacisti.
«Si tratta di lavoratori e lavoratrici che svolgono da anni la loro attività in settori complessi garantendo tutta una serie di servizi fondamentali alla cittadinanza come trasporto scolastico, mensa, servizi socio educativi e assistenziali e servizi cimiteriali» spiegano Alessio Menconi per Fp-Cgil ed Emanuela Nani di Fisascat-Cisl.
A innescare la mobilitazione il recente rinnovo del contratto nazionale che, secondo lavoratori e i due segretari di categoria sarebbe lesivo dei diritti dei dipendenti e sottoscritto da sigle sindacali non rappresentative: «E’ una regressione sia dal punto di vista economico che normativo» spiegano Menconi e Nani.
Una piattaforma “al ribasso” dunque, che rinnova con 7 anni di ritardo il contratto ma senza prevedere alcuna indennità per il ritardo, con un dimezzamento delle ore di permesso e una riduzione dei 2/3 dei permessi per diritto allo studio. Cgil e Cisl, dopo una serie di tavoli rinviati, hanno abbandonato la trattativa e così l’Associazione Nazionale Strutture Terza Età (Anaste - la sigla che raccoglie le associazioni datoriali del settore) si è rivolta ai sindacati minori. «E’ un contratto che toglie soldi e diritti e che è stato bocciato da un’assemblea di 120 persone» spiega Menconi.
I sindacati locali hanno lanciato un appello al Prefetto Enrico Ricci per chiedere un incontro e hanno segnalato il problema al sindaco di Carrara Angelo Zubbani al quale hanno chiesto un atto di indirizzo politico per chiedere ad Apuafarma di cambiare il contratto del comparto, abbandonando l’Anaste e ricorrendo a formule, conclude il sindacalista, «più rispettose dei diritti dei lavoratori».
L’amministratore unico di Apuafarma, Fabrizio Volpi, ha precisato che la trattativa e la firma del nuovo contratto è stta interamente gestita a livello nazionale da Anaste e che la dirigenza locale della partecipata non ha avuto alcuna voce in capitolo.
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