Il presidio
LE REAZIONI
Vannucci: «Si impongono scelte dall’alto»
di Manuela D’Angelo
CARRARA. Le reazioni alla sospensione dell’ordinanza con cui la presidente del Tribunale di Massa Cristina Failla ha di fatto reintrodotto il commissariamento dell’Unione comunale del Pd di Carrara,...
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CARRARA. Le reazioni alla sospensione dell’ordinanza con cui la presidente del Tribunale di Massa Cristina Failla ha di fatto reintrodotto il commissariamento dell’Unione comunale del Pd di Carrara, non si fanno attendere nemmeno sulla sponda di chi, questa decisione, la vive come la fine di un sogno durato meno di 24 ore.
Stiamo parlando ovviamente di chi ha deciso di sostenere la corsa a sindaco di Andrea Vannucci. Per l’occasione l’aspirante primo cittadino torna a sfoderare uno dei suoi cavalli di battaglia: «Si vuole imporre a Carrara una scelta dall’alto e il Pd continua, in barba a ciò che ha stabilito il giudice. Ma allora chi deve scegliere il sindaco, Firenze o i carrarini? ». Alessio Menconi, legale di Vannucci e Argante Mussi (i firmatari del ricorso), pur non avendo a disposizione l’atto della presidente Failla, commenta: «La sospensione si decide solo in presenza di nuovi fatti. L’unico intercorso dopo l’ordinanza è la riunione illegittima e carbonara di mercoledì sera. È una palese ingiustizia e sono mortificato da questo modo di procedere che ritengono non consono ai criteri di giustizia. Le mie simpatia per il Pd vacillano parecchio» ha concluso l’avvocato.
Intanto ieri in mattinata, prima delle novità sul fronte giudiziario, Raffaele Parrini aveva rilanciato l’appello all’unità del partito. Tra i primissimi atti una volta tornato alla guida della segreteria (una carica conservata per poco più di 24 ore), Parrini aveva convocato in via telematica l’Assemblea dell’Unione Comunale di Carrara con all’ordine del giorno l’approvazione del seguente documento: «L’Assemblea del Partito Democratico di Carrara, alla luce della recente ordinanza del tribunale di Massa, ritiene necessario rivolgere un sentito appello ai livelli superiori regionali e nazionali al fine di evitare ulteriori e pesanti divisioni che hanno caratterizzato questa tornata amministrativa. A tale scopo l’Assemblea comunale intende ribadire la valenza della coalizione costruita intorno alla figura del candidato Andrea Vannucci. In ottemperanza di ciò, l’Assemblea del Partito Democratico di Carrara delibera: di richiedere formalmente al detentore del simbolo nazionale di accompagnare a tale coalizione il simbolo del Partito Democratico, al fine di raggiungere l’obiettivo di presentarci compatti nella tornata elettorale dell’11 giugno». Un atto vanificato dalla sospensione di ieri pomeriggio.
Stiamo parlando ovviamente di chi ha deciso di sostenere la corsa a sindaco di Andrea Vannucci. Per l’occasione l’aspirante primo cittadino torna a sfoderare uno dei suoi cavalli di battaglia: «Si vuole imporre a Carrara una scelta dall’alto e il Pd continua, in barba a ciò che ha stabilito il giudice. Ma allora chi deve scegliere il sindaco, Firenze o i carrarini? ». Alessio Menconi, legale di Vannucci e Argante Mussi (i firmatari del ricorso), pur non avendo a disposizione l’atto della presidente Failla, commenta: «La sospensione si decide solo in presenza di nuovi fatti. L’unico intercorso dopo l’ordinanza è la riunione illegittima e carbonara di mercoledì sera. È una palese ingiustizia e sono mortificato da questo modo di procedere che ritengono non consono ai criteri di giustizia. Le mie simpatia per il Pd vacillano parecchio» ha concluso l’avvocato.
Intanto ieri in mattinata, prima delle novità sul fronte giudiziario, Raffaele Parrini aveva rilanciato l’appello all’unità del partito. Tra i primissimi atti una volta tornato alla guida della segreteria (una carica conservata per poco più di 24 ore), Parrini aveva convocato in via telematica l’Assemblea dell’Unione Comunale di Carrara con all’ordine del giorno l’approvazione del seguente documento: «L’Assemblea del Partito Democratico di Carrara, alla luce della recente ordinanza del tribunale di Massa, ritiene necessario rivolgere un sentito appello ai livelli superiori regionali e nazionali al fine di evitare ulteriori e pesanti divisioni che hanno caratterizzato questa tornata amministrativa. A tale scopo l’Assemblea comunale intende ribadire la valenza della coalizione costruita intorno alla figura del candidato Andrea Vannucci. In ottemperanza di ciò, l’Assemblea del Partito Democratico di Carrara delibera: di richiedere formalmente al detentore del simbolo nazionale di accompagnare a tale coalizione il simbolo del Partito Democratico, al fine di raggiungere l’obiettivo di presentarci compatti nella tornata elettorale dell’11 giugno». Un atto vanificato dalla sospensione di ieri pomeriggio.
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