Il Tirreno

«Prima candidati e poi fatti fuori dalla Lega massese» 

«Prima candidati e poi fatti fuori dalla Lega massese» 

Il racconto di Pieruccini e Lobascio sulla lista del Carroccio «Il provinciale ci ha colpito per paura di perdere il potere»

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CARRARA. Le campagne elettorali sono intrise di storie da sottobosco, che difficilmente vengono raccontate, nascoste sotto ai rovi di accordi e trattative volte al potere. Nicola Pieruccini e Alida Lobascio, coniugi, invece vogliono ricostruire tutto quello che gli è capitato: non tanto per l’impegno messo in campo poi dissolto nel nulla (e non per loro volontà), quanto per fugare ogni dubbio su come le cose siano andate, visto che la faccia ce l’hanno messa eccome. «Non voglio che si possa pensar male: è stata tutta una questione di potere», dicono i due, inizialmente candidati al prossimo consiglio di Carrara tra le fila della Lega Nord e poi «fatti fuori dai massesi che vogliono il partito solo per sé», per usare le parole di Pieruccini, che senza tanto tribolare spiega di riferirsi ad Andrea Cella, segretario provinciale del Carroccio, al commissario Guido Mottini e al responsabile regionale degli enti locali della Lega Andrea Barabotti. «Il mio interesse è quello di difendere la Lega Nord dalla Lega Toscana», dice Pieruccini.
La storia però la inizia Lobascio, quando inizia ad avvicinarsi sempre più al leader leghista Matteo Salvini. È lei a spingersi verso il Carroccio, finendo con il coinvolgere anche il marito, che nella vita gira il mondo nel suo ruolo di direttore della Scuola della gelateria artigianale italiana e rappresentante della categoria. «A febbraio il coordinamento regionale mi chiese di candidarmi a sindaco - racconta Pieruccini - Io ho detto subito di no, dandomi però disponibile a cercare delle figure idonee al ruolo e alla fine ho stilato una rosa di cinque nomi». Tra questi c’è anche Maurizio Lorenzoni e a quando Forza Italia avanza lo stesso nome l’appoggio della coppia è immediato. «Contiamo che la Lega è un partito che a Carrara ha preso 3.400 voti nell’ultima mandata, ma non ha nessun iscritto» sottolinea Lobascio, che dal canto suo inizia subito a lavorare per mettere su una sezione cittadina. Ci sarà anche un’assemblea che con tanto di verbale dei simpatizzanti la eleggerà coordinatrice comunale per la Lega Nord, mentre al marito va il compito di coordinare la campagna elettorale. Lei entra subito nella lista dei candidati al consiglio per il Carroccio, lui verrà convinto poco dopo e insieme stilano la lista (fatta quasi interamente di carrarini) raccogliendo oltre 250 firme per la sua convalida. «Il nazionale ha pure stampato i volantini e i manifesti con i nostri nomi», spiegano.
Poi, venerdì scorso, la doccia fredda. «Ci hanno chiamato dal provinciale per dirci che non eravamo candidabili perché marito e moglie - racconta Pieruccini - Però non c’è nessuna regola che lo vieta». Lui allora fa una proposta, non essendo interessato alla carica di consigliere: «Fate me coordinatore della sezione, così dimostro alle persone con cui ho parlato in questi mesi che il mio era un impegno serio, e mia moglie resta candidata». Ma con un sms alle 2 di notte, la proposta viene bocciata. Perché?
«Perché i tre massesi si sono spaventati - dicono i due - All’inizio ci hanno coinvolto per poter usare i nostri nomi, ma quando hanno visto come ci stavamo dando da fare ci hanno fatto fuori per paura di perdere il loro potere». La coppia aveva strappato anche la promessa a Salvini, incontrato a La Spezia, di venire a Carrara per la campagna elettorale. «Invece non se ne farà di nulla - dice Lobascio - E il provinciale non porterà nessuno. Anzi, non hanno neanche le firme così è da ieri che sono in giro per i mercati a cercarle». Pieruccini infatti non solo diffida la Lega massese a usare le sue firme, ma valuta anche un’azione per danno d’immagine. «Hanno giocato con noi e voglio tutelarmi» spiega il protagonista di una storia da campagna elettorale.
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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