Il Tirreno

Via da casa madri single, anziani e malati 

di Libero Red Dolce
Via da casa madri single, anziani e malati 

Parlano i residenti di via Bergiola: «Costretti ad andarcene ma non sappiamo come pagare l’affitto» 

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MASSA. La pietra tombale sull’idea di assistere “la zona grigia” di cittadini che non possono prendere una casa, ma neppure rientrano nei parametri per avere accesso all’edilizia popolare. Il fallimento di Comune Garante, il progetto partito nel 2009, voluto dal sindaco di allora Roberto Pucci e dalla vice Martina Nardi, sta avendo il suo colpo di coda in queste settimane. Lo strascico, oltre a un bilancio negativo, sono le storie di chi in strada questa volta rischia di finirci per davvero.
Dei risvolti economici negativi del progetto assistenziale si era già detto. L’assessore al sociale Alessandro Balloni aveva messo in evidenza come fosse «un progetto da non ripetere», visto il milione di euro perduto per finanziarlo.
Più difficile che la fredda e ragionevole musica amministrativa dei bilanci cantata dall’amministrazione riscaldi il cuore, e le notti, di chi in quelle case, a Lavacchio, ha vissuto per anni. E non per furto o per furbizia, ma perché di soldi nel portafoglio non ne aveva. E, ancora oggi, ne ha ben pochi.
«Ci hanno messo qui, a un canone piuttosto alto, dicendoci che non ci avrebbero cacciati, che l’accordo sarebbe rimasto. Adesso mi chiedono di andare via, di mettermi in una casa famiglia. Ma quello è un posto per chi ha dei problemi e deve fare un percorso. Io cosa c’entro?». A parlare, rabbiosa, è la madre single di due figli. Fino a poco tempo fa era disoccupata ed era stata inserita nel progetto. «Adesso ho trovato un lavoro, faccio le pulizie, ma non ho comunque i soldi per permettermi l’affito una volta che andrò fuori di qui. Stanno cacciando anche moltissime famiglie con problemi, persone anziane e malate, nuclei che non potranno permetteri un altro affitto. Gli unici ad averci guadagnato in questi anni sono gli affittuari. Dovrebbero vederle le case che ci hanno dato, in che condizioni sono».
Tra gli sfrattati c’è una coppia, 71 anni lui, 77 lei. In più una nipote e una figlia con dei problemi. Anche per loro da domani si prospetta la strada o una situazione a totale loro carico. «Dei 530 euro che dovevamo all’affittuario, 330 li metteva il Comune, il resto noi. A un certo punto l’assessore Fiori mi disse di non pagare più, tanto ci avrebbero sfrattati. Vengono a buttarci fuori, ma noi non sappiamo cosa fare».

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