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Rischio di venti sfratti in pochi giorni
di Manuela D’Angelo
Il grado di allarme di Benedetti: «Pronto a fare le barricate». Il Comune: «Agiamo secondo i parametri di legge»
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MASSA. Se verranno sfrattati italiani dalle case popolari, senza offrire in cambio alcuna alternativa abitativa, il consigliere di Forza Italia, Stefano Benedetti, si dichiara pronto ad organizzare «barricate in difesa dei loro diritti di cittadini italiani», occupare il comune di Massa e denunciare la giunta comunale «per abbandono della cittadinanza bisognosa».
Dal Comune non si fanno, di certo, minacciare: «Noi seguiamo la normativa puntualmente– spiega il dirigente Massimo Tognocchi– e valutiamo caso per caso, senza gettare in mezzo ad una strada nessuno, ma sempre con umanità e criterio».
«Non c’è nessuna volontà politica ad infierire sulle condizioni disagiate della gente– aggiunge l’assessore al sociale Alessandro Balloni-; gli uffici applicano la legge e poi cerchiamo insieme di risolvere i problemi dei nostri cittadini».
Benedetti, però, parla di «una ventina di sfratti esecutivi a breve termine» che «incombono sulla testa di famiglie italiane residenti negli alloggi popolari di Massa; una delle poche iniziative assunte da Balloni– dice Benedetti– in 17 mesi di assessorato, nei quali non ha realizzato nulla di concreto per risolvere la carenza cronica di case. Oggi– continua Benedetti– a Massa ci sono circa 500 famiglie in attesa di un alloggio popolare e di queste le emergenze abitative sono un centinaio; ma bisogna prendere atto che l’amministrazione Volpi non ha saputo individuare soluzioni se non notificare gli sfratti a più di 20 famiglie».
Benedetti ricorda la situazione delle famiglie residenti negli appartamenti di Lavacchio, quelli sotto progetto “Comune Garante”, a cui sono stati notificati gli sfratti esecutivi proprio in questi giorni e, di contro, ricorda anche quelle famiglie dal reddito “importante”, quasi benestanti, che invece godono di un alloggio popolare senza diritto.
«Proprio in questi giorni– dice Benedetti– sono stato contattato da diverse famiglie che vivono in povertà e con forti disagi abitativi e lavorativi, le quali mi hanno annunciato di non avere nessuna intenzione di lasciare le abitazioni, pur occupate senza titolo, se non prima di avere avuto la garanzia dell’assegnazione di una casa da parte dell’Amministrazione che, al contrario, tollera all’interno degli alloggi popolari la permanenza di circa 20 nuclei famigliari che superano il reddito complessivo di 40 Mila euro all’anno. L’Assessore Balloni– conclude Benedetti– dovrebbe avere la dignità di dimettersi dal proprio incarico, per dimostrata incapacità a gestire il settore sociale».
Benedetti mette un sacco di carne al fuoco: gli sfratti esecutivi, gli occupanti senza titolo ma poveri, gli occupanti benestanti, il progetto del Comune Garante.
Il dirigente Massimo Tognocchi cerca di fare chiarezza: «È vero stiamo eseguendo numerosi sfratti in queste settimane. Uno alla settimana, per essere precisi, assieme alla Polizia Municipale, partendo dai casi più semplici. All’interno delle ordinanze di sfratto ci sono tante tipologie di persone: i morosi da pochi mesi, per i quali ad esempio è possibile concordare un rateizzo con Erp delle cifre mancanti, che quindi annullerebbe l’ordinanza di sfratto; oppure o i morosi da decine di anni, per i quali diventa più difficile trovare un accordo; ci sono poi quelli che hanno sfondato le porte di un alloggio Erp occupandolo abusivamente, incorrendo nel penale; ci sono quelli che hanno perso il diritto all’alloggio perché il compagno, titolare, è deceduto, oppure perché il reddito gli si è alzato di poche centinaia di euro; ci sono dentro anche quelli che hanno fatto i furbi per anni, gente che poteva permettersi un appartamento nel libero mercato. Ci sono famiglie con minori, che non possono essere comunque gettate in mezzo ad una strada, ma che devono essere presi in carico dai Servizi Sociali. Insomma, ogni caso è diverso e noi lo valutiamo secondo i parametri di legge e il buon senso».
Riguardo alle case affittate con il progetto (della passata amministrazione) “Comune Garante”, Tognocchi specifica: «Quelle case non sono nostre, né di Erp. Il contributo è finito anni fa, i contratti sono stati sciolti e chi è rimasto dentro sta ricevendo lo sfratto, come giusto che sia. Anche in quei casi ci sono situazioni che possono essere risolte con il supporto degli Servizi Sociali, ma non tutte. Ci sono all’interno molti furbetti accertati. Con alcune famiglie stiamo seguendo percorsi alternativi che possano portare a buone soluzioni e ovviamente abbiamo scoperto inquilini che chiedevano il contributo affitto e poi guadagnavano molto di più di quanto dichiarato. Non capiamo se il consigliere Benedetti voglia che si proceda, contro chi occupa alloggi indebitamente o usufruisce di aiuti senza meritarli, oppure se il consigliere voglia che rimangano tutti dentro senza alcun discrimine».
Dal Comune non si fanno, di certo, minacciare: «Noi seguiamo la normativa puntualmente– spiega il dirigente Massimo Tognocchi– e valutiamo caso per caso, senza gettare in mezzo ad una strada nessuno, ma sempre con umanità e criterio».
«Non c’è nessuna volontà politica ad infierire sulle condizioni disagiate della gente– aggiunge l’assessore al sociale Alessandro Balloni-; gli uffici applicano la legge e poi cerchiamo insieme di risolvere i problemi dei nostri cittadini».
Benedetti, però, parla di «una ventina di sfratti esecutivi a breve termine» che «incombono sulla testa di famiglie italiane residenti negli alloggi popolari di Massa; una delle poche iniziative assunte da Balloni– dice Benedetti– in 17 mesi di assessorato, nei quali non ha realizzato nulla di concreto per risolvere la carenza cronica di case. Oggi– continua Benedetti– a Massa ci sono circa 500 famiglie in attesa di un alloggio popolare e di queste le emergenze abitative sono un centinaio; ma bisogna prendere atto che l’amministrazione Volpi non ha saputo individuare soluzioni se non notificare gli sfratti a più di 20 famiglie».
Benedetti ricorda la situazione delle famiglie residenti negli appartamenti di Lavacchio, quelli sotto progetto “Comune Garante”, a cui sono stati notificati gli sfratti esecutivi proprio in questi giorni e, di contro, ricorda anche quelle famiglie dal reddito “importante”, quasi benestanti, che invece godono di un alloggio popolare senza diritto.
«Proprio in questi giorni– dice Benedetti– sono stato contattato da diverse famiglie che vivono in povertà e con forti disagi abitativi e lavorativi, le quali mi hanno annunciato di non avere nessuna intenzione di lasciare le abitazioni, pur occupate senza titolo, se non prima di avere avuto la garanzia dell’assegnazione di una casa da parte dell’Amministrazione che, al contrario, tollera all’interno degli alloggi popolari la permanenza di circa 20 nuclei famigliari che superano il reddito complessivo di 40 Mila euro all’anno. L’Assessore Balloni– conclude Benedetti– dovrebbe avere la dignità di dimettersi dal proprio incarico, per dimostrata incapacità a gestire il settore sociale».
Benedetti mette un sacco di carne al fuoco: gli sfratti esecutivi, gli occupanti senza titolo ma poveri, gli occupanti benestanti, il progetto del Comune Garante.
Il dirigente Massimo Tognocchi cerca di fare chiarezza: «È vero stiamo eseguendo numerosi sfratti in queste settimane. Uno alla settimana, per essere precisi, assieme alla Polizia Municipale, partendo dai casi più semplici. All’interno delle ordinanze di sfratto ci sono tante tipologie di persone: i morosi da pochi mesi, per i quali ad esempio è possibile concordare un rateizzo con Erp delle cifre mancanti, che quindi annullerebbe l’ordinanza di sfratto; oppure o i morosi da decine di anni, per i quali diventa più difficile trovare un accordo; ci sono poi quelli che hanno sfondato le porte di un alloggio Erp occupandolo abusivamente, incorrendo nel penale; ci sono quelli che hanno perso il diritto all’alloggio perché il compagno, titolare, è deceduto, oppure perché il reddito gli si è alzato di poche centinaia di euro; ci sono dentro anche quelli che hanno fatto i furbi per anni, gente che poteva permettersi un appartamento nel libero mercato. Ci sono famiglie con minori, che non possono essere comunque gettate in mezzo ad una strada, ma che devono essere presi in carico dai Servizi Sociali. Insomma, ogni caso è diverso e noi lo valutiamo secondo i parametri di legge e il buon senso».
Riguardo alle case affittate con il progetto (della passata amministrazione) “Comune Garante”, Tognocchi specifica: «Quelle case non sono nostre, né di Erp. Il contributo è finito anni fa, i contratti sono stati sciolti e chi è rimasto dentro sta ricevendo lo sfratto, come giusto che sia. Anche in quei casi ci sono situazioni che possono essere risolte con il supporto degli Servizi Sociali, ma non tutte. Ci sono all’interno molti furbetti accertati. Con alcune famiglie stiamo seguendo percorsi alternativi che possano portare a buone soluzioni e ovviamente abbiamo scoperto inquilini che chiedevano il contributo affitto e poi guadagnavano molto di più di quanto dichiarato. Non capiamo se il consigliere Benedetti voglia che si proceda, contro chi occupa alloggi indebitamente o usufruisce di aiuti senza meritarli, oppure se il consigliere voglia che rimangano tutti dentro senza alcun discrimine».
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