Il Tirreno

Dopo l’alluvione, torna il vino dalla ditta Balloni 

Dopo l’alluvione, torna il vino dalla ditta Balloni 

L’azienda, in Candia, a pieno regime dopo il disastro del 2012: «Ci siamo dati da fare: potevamo contare solo su di noi»

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MASSA. Da oltre cinquantanni il suo lavoro è far nascere dai chicchi d’uva delle colline del Candia il vino nero e bianco, che viene poi imbottigliato nella cantina di famiglia in via Aurelia Ovest. Alceste Balloni, classe 1945, titolare dell’omonima azienda che conduce insieme al figlio Andrea è uno degli storici produttori del vino di Candia di Massa. La sua vigna, situata a Castagnara, fu colpita duramente nel 2010 e nel 2012 della frana causata dal violento alluvione, provocando un ingente danno economico alla produzione. L’amore per il lavoro e la passione per la sua terra, ha però permesso ai Balloni di ricominciare nuovamente a coltivare gli oltre diecimila metri di vigneto e a dar vita a diverse qualità di vino: vermentino bianco, vermentino nero, Candia bianco amabile e il Candia nero.
«Ci siamo rimboccati le maniche dopo il danno che abbiamo subito con l’alluvione – dichiara Alceste Balloni – purtroppo i finanziamenti che ci erano stati promessi sono arrivati solo in minima parte. Abbiamo potuto contare esclusivamente sulle nostre forze e con l’aiuto della mia famiglia sono riuscito a ripartire».
Una vita passata a coltivare l’uva quella di Alceste, che conosce bene quanto anche la natura può mettere in difficoltà un’intera annata di lavoro, attraverso periodi di secco o di troppa acqua. «La vigna richiede un costante impegno – conclude Alceste Balloni – solo chi ama questa professione può resistere tanti anni, coltivare le nostre colline significa fare manutenzione anche del territorio. Il nostro vino è il più naturale possibile, è fatto con l’uva che noi lavoriamo e curiamo tutto l’anno. La gente ama ancora assaporare prodotti genuini e di sicura provenienza, per questo noi continuiamo a vendere vino da più di mezzo secolo. Voglio ringraziare anche mio figlio Andrea, che come me, ha deciso di intraprendere la professione di viticoltore e di portare avanti l’azienda di famiglia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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