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Violenza sulle donne, aumentano denunce e allontanamenti a Massa
Almeno una volta a settimana c’è un provvedimento. Picchiata una ragazza che aveva fatto rientrare il compagno
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MASSA CARRARA. L’ultimo episodio proprio pochi giorni fa: un uomo che era stato allontanato dalla casa che condivideva con la compagna perché protagonista di reiterate violenze, psichiche e fisiche, nei confronti della donna, è stato sorpreso dai carabinieri all’interno dell’abitazione che il giudice gli aveva vietato di frequentare. Ha violato la legge e adesso il gip deve decidere, come ha chiesto il sostituto procuratore Alessandra Conforti, se limitargli ancor di più la libertà.
Gli inquirenti lo hanno trovato nella camera da letto della ragazza, le stava urlando di tutto e aveva anche alzato le mani. Per una scenata di gelosia. Il problema è che era stata proprio lei ad aprirgli la porta per dormire insieme, per fare pace. Nonostante le svariate denunce che aveva presentato per le volte che è finita all’ospedale.
Non è un caso isolato, purtroppo. Il pool istituito dal procuratore capo Aldo Giubilaro dopo l’omicidio di Cristina Biagi, freddata dal marito mentre lavorava in un ristorante di Marina, è pieno di lavoro. Basta contare che almeno una volta a settimana viene disposto un allontanamento familiare per violenze o maltrattamenti.
Un numero in forte aumento rispetto all’anno scorso. E l’età dei protagonisti si sta abbassando sempre di più: le coppie che hanno il vizio di alzare le mani sono giovani, anzi giovanissime.
Anche la scorsa settimana l’uomo che ha picchiato la moglie non aveva ancora trenta anni. Italiano (anche qui va detto che gli stranieri sono pochi oppure sono poche le denunce) e senza un lavoro. Durante una lite con la consorte ha perso le staffe e l’ha buttata in terra, per poi colpirla ripetutamente con calci e pugni nel volto, nello stomaco e nella schiena.
Sono stati i vicini della coppia a dare l’allarme e a strapparla dalla furia di quello che fino a poco tempo prima sembrava una persona tranquilla. Poi il vizio del bere e i problemi familiari lo hanno trasformato, facendogli perdere anche la famiglia. Perché anche qui è stato disposto l’allontanamento. Era troppo forte il rischio che potesse alzare ancora le mani. Oppure commettere qualcosa di irreparabile.
Nonostante questa escalation di violenza la procura comunque riesce a dare una risposta pronta all’emergenza. E i provvedimenti restrittivi ne sono la conferma.
L’importante è non far rientrare chi è stato allontanato, come è successo anche di recente. Anche qui senza l’intervento dei carabinieri poteva finire davvero male.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Gli inquirenti lo hanno trovato nella camera da letto della ragazza, le stava urlando di tutto e aveva anche alzato le mani. Per una scenata di gelosia. Il problema è che era stata proprio lei ad aprirgli la porta per dormire insieme, per fare pace. Nonostante le svariate denunce che aveva presentato per le volte che è finita all’ospedale.
Non è un caso isolato, purtroppo. Il pool istituito dal procuratore capo Aldo Giubilaro dopo l’omicidio di Cristina Biagi, freddata dal marito mentre lavorava in un ristorante di Marina, è pieno di lavoro. Basta contare che almeno una volta a settimana viene disposto un allontanamento familiare per violenze o maltrattamenti.
Un numero in forte aumento rispetto all’anno scorso. E l’età dei protagonisti si sta abbassando sempre di più: le coppie che hanno il vizio di alzare le mani sono giovani, anzi giovanissime.
Anche la scorsa settimana l’uomo che ha picchiato la moglie non aveva ancora trenta anni. Italiano (anche qui va detto che gli stranieri sono pochi oppure sono poche le denunce) e senza un lavoro. Durante una lite con la consorte ha perso le staffe e l’ha buttata in terra, per poi colpirla ripetutamente con calci e pugni nel volto, nello stomaco e nella schiena.
Sono stati i vicini della coppia a dare l’allarme e a strapparla dalla furia di quello che fino a poco tempo prima sembrava una persona tranquilla. Poi il vizio del bere e i problemi familiari lo hanno trasformato, facendogli perdere anche la famiglia. Perché anche qui è stato disposto l’allontanamento. Era troppo forte il rischio che potesse alzare ancora le mani. Oppure commettere qualcosa di irreparabile.
Nonostante questa escalation di violenza la procura comunque riesce a dare una risposta pronta all’emergenza. E i provvedimenti restrittivi ne sono la conferma.
L’importante è non far rientrare chi è stato allontanato, come è successo anche di recente. Anche qui senza l’intervento dei carabinieri poteva finire davvero male.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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