Italia
«L’assoluzione di Barani? Quei rimborsi li ha presi»
Il procuratore capo Aldo Giubilaro sta leggendo le motivazioni della sentenza «Non ho ancora deciso se farò appello, ma i giudici hanno confermato le accuse»
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MASSA CARRARA . Depositate le motivazioni dell’assoluzione del senatore Lucio Barani per la storia dei doppi rimborsi. Il procuratore capo Aldo Giubilaro, che ha condotto l’inchiesta e ha chiesto la condanna dell’onorevole, le sta leggendo con attenzione. E sta decidendo se ricorrere in appello oppure accettare quello che hanno stabilito i giudici. Che paradossalmente danno ragione all’impianto accusatorio del pubblico ministero, dicendo che i rimborsi non erano dovuti, ma assolvono Barani perché non c’è reato.
Procuratore, sono state depositate in questi giorni le motivazioni dell’assoluzione del senatore Lucio Barani dall’accusa di aver utilizzato impropriamente denaro del Comune di Villafranca, quando era sindaco e di aver chiesto rimborsi di missioni che non gli spettavano
«Si, lo so».
E le ha lette?
«Certamente si»
Cosa ne pensa? La tesi dell’Ufficio non è stata accolta...
«Direi di no. Direi anzi che è stata accolta in pieno. Per un’ampia parte della sentenza il Tribunale si è dilungato nell’esaminare le missioni ed ha concluso per ognuna che la spesa per pasti o pemottamenti o altro ancora è stata fatta per ragioni private del senatore e che non andava addossata al Comune. Lo ha fatto missione per missione e per tutte ha concluso nello stesso modo, che il rimborso non era dovuto».
Qualche esempio ce lo può fare?
«Certamente. Lo ha detto per la partecipazione al ricevimento presso l’Ambasciata di Tunisia a Roma; l’ha detto per la missione a Volterra per la nomina a Vescovo di un cittadino di Villafranca; l’ha detto per le richieste di rimborso di spese già rimborsate dal Senato. Lo ha detto per tutte: «ad esclusione di qualche ipotesi marginale — 2/3 casi di spesa per 10/15 euro ciascuna — deve concludersi che le spese sostenute dal Barani per tutte le missioni passate in rassegna non dovevano essere addebitate all ‘amministrazione comunale». Sono parole della sentenza».
Secondo il tribunale il senatore Barani non avrebbe dovuto chiederne il rimborso ed ha fatto male a farlo
«Esatto! ... e con riguardo all’entità di alcune spese direi che il giudizio è stato anche severo. In relazione a pochi casi, per la verità, ma è stato severo».
Può farci un esempio?
«Ripeto che si tratta di pochi casi, ma per una presunta cena di lavoro ha notato che la spesa è stata di 80 euro a persona (con consumo di una bottiglia da vino di 60 euro), per altre ancora di 100 euro a persona. Ribadisco che si tratta di pochi casi, nella gran parte il rimborso è stato di poche centinaia di euro».
Però il Senatore è stato assolto...
«Esatto. I rimborsi non erano dovuti, il senatore Barani li ha avuti, la corte dei conti lo ha condannato, ma per il tribunale non ha commesso alcun reato! Confesso che la conclusione mi lascia perpiesso, ma ne prendo atto con rispetto».
Pensa di fare appello?
«Sto leggendo la sentenza con attenzione e vedrò ... Sul momento non saprei dare una risposta».
Appello a parte, può ritenersi soddisfatto?
«In casi come questi c’è poco da essere contenti. È stata riconosciuta la fondatezza dell’accusa quanto alla illegittimità dei rimborsi, è vero, ma quando è un rappresentante delle istituzioni ai livelli più elevati che «oltre a gestire con eccessiva disinvoltura e scarsa oculatezza le risorse pubbliche di cui aveva la disponibilità — sono i giudici che lo scrivono — addebita alla collettività costi che avrebbe dovuto sopportare in proprio» — è successo nel caso del Barani, ma purtroppo succede in molti, in troppi altri casi - siamo tutti a perdere. A prescindere dall’esito di questo o di quel processo è tutto il sistema che mostra di avere bisogno di correttivi».
Procuratore, sono state depositate in questi giorni le motivazioni dell’assoluzione del senatore Lucio Barani dall’accusa di aver utilizzato impropriamente denaro del Comune di Villafranca, quando era sindaco e di aver chiesto rimborsi di missioni che non gli spettavano
«Si, lo so».
E le ha lette?
«Certamente si»
Cosa ne pensa? La tesi dell’Ufficio non è stata accolta...
«Direi di no. Direi anzi che è stata accolta in pieno. Per un’ampia parte della sentenza il Tribunale si è dilungato nell’esaminare le missioni ed ha concluso per ognuna che la spesa per pasti o pemottamenti o altro ancora è stata fatta per ragioni private del senatore e che non andava addossata al Comune. Lo ha fatto missione per missione e per tutte ha concluso nello stesso modo, che il rimborso non era dovuto».
Qualche esempio ce lo può fare?
«Certamente. Lo ha detto per la partecipazione al ricevimento presso l’Ambasciata di Tunisia a Roma; l’ha detto per la missione a Volterra per la nomina a Vescovo di un cittadino di Villafranca; l’ha detto per le richieste di rimborso di spese già rimborsate dal Senato. Lo ha detto per tutte: «ad esclusione di qualche ipotesi marginale — 2/3 casi di spesa per 10/15 euro ciascuna — deve concludersi che le spese sostenute dal Barani per tutte le missioni passate in rassegna non dovevano essere addebitate all ‘amministrazione comunale». Sono parole della sentenza».
Secondo il tribunale il senatore Barani non avrebbe dovuto chiederne il rimborso ed ha fatto male a farlo
«Esatto! ... e con riguardo all’entità di alcune spese direi che il giudizio è stato anche severo. In relazione a pochi casi, per la verità, ma è stato severo».
Può farci un esempio?
«Ripeto che si tratta di pochi casi, ma per una presunta cena di lavoro ha notato che la spesa è stata di 80 euro a persona (con consumo di una bottiglia da vino di 60 euro), per altre ancora di 100 euro a persona. Ribadisco che si tratta di pochi casi, nella gran parte il rimborso è stato di poche centinaia di euro».
Però il Senatore è stato assolto...
«Esatto. I rimborsi non erano dovuti, il senatore Barani li ha avuti, la corte dei conti lo ha condannato, ma per il tribunale non ha commesso alcun reato! Confesso che la conclusione mi lascia perpiesso, ma ne prendo atto con rispetto».
Pensa di fare appello?
«Sto leggendo la sentenza con attenzione e vedrò ... Sul momento non saprei dare una risposta».
Appello a parte, può ritenersi soddisfatto?
«In casi come questi c’è poco da essere contenti. È stata riconosciuta la fondatezza dell’accusa quanto alla illegittimità dei rimborsi, è vero, ma quando è un rappresentante delle istituzioni ai livelli più elevati che «oltre a gestire con eccessiva disinvoltura e scarsa oculatezza le risorse pubbliche di cui aveva la disponibilità — sono i giudici che lo scrivono — addebita alla collettività costi che avrebbe dovuto sopportare in proprio» — è successo nel caso del Barani, ma purtroppo succede in molti, in troppi altri casi - siamo tutti a perdere. A prescindere dall’esito di questo o di quel processo è tutto il sistema che mostra di avere bisogno di correttivi».
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