Il Tirreno

L’Asl in trincea contro la ludopatia 

di Alessandra Poggi
L’Asl in trincea contro la ludopatia 

Campagna di sensibilizzazione della Regione: corsi rivolti ai gestori e agli esercenti delle sale giochi

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MASSA. Giocare sì ma con moderazione. Non è uno spot governativo, ma la nuova campagna di sensibilizzazione della Regione toscana messa in campo dalla Asl 1 attraverso corsi di informazione sulla ludopatia.
Insomma, un incontro con degli specialisti per insegnare a chi gestisce le sale gioco come riconoscere i giocatori patologici, come comportarsi in loro presenza e a seconda della gravità (degli scommettitori) avvicinarli ai servizi di recupero. I corsi sono rivolti ai gestori delle sale giochi e a tutti gli esercenti di giochi leciti: slot, lotto, gratta e vinci, sale scommesse. Insomma tutto ciò che riguarda il mondo del gioco e delle scommesse. Una sorta di vademecum del buon gestore di gioco lecito, per evitare che la mania del gioco si trasformi in una dipendenza con tutte le conseguenze del caso.
Il primo corso gratuito di tre ore con rilascio di attestato, si è svolto ieri mattina nella sala di rappresentanza del comune di Carrara. Hanno partecipato circa una trentina di esercenti, anche grazie all’impegno di Fabrizio Volpi (amministratore unico di Apuafarma), in prima linea per combattere questa piaga sociale. Relatore del corso non poteva che essere il dottor Maurizio Varese, responsabile del Sert della Asl nord – ovest, uno specialista delle dipendenze. Il prossimo corso è in programma per lunedì 15 maggio (dalle 9 alle 13) nella sala di rappresentanza del comune di Massa. oltre al dottor Varese, partecipano come relatori operatori della Guardia di finanza, Polizia e Prefettura.
«In questi incontri – spiega Varese – non vogliamo demonizzare chi gestisce le sale giochi – ma dare degli strumenti per aiutare le persone affette da ludopatia. Giocare in maniera moderata e responsabile si può. Sono momenti di scambio di idee in cui spieghiamo i rischi che derivano dal gioco patologico. In media un giocatore incallito gioca 20mila auro all’anno. Spesso finiscono in mano agli strozzini, fanno debiti e per avere i soldi da giocare mettono in piedi vere e proprie truffe. Attualmente in cura al Sert abbiamo circa 70 persone. Dal 2008 ad oggi ne abbiamo aiutate oltre 150. Spesso ci sono comportamenti scorretti, padri o madri che giocano alle slot con i bambini in braccio, ma anche far grattare un gratta e vinci ad un bambino è scorretto. Durante i corsi – conclude – informiamo gli esercenti, anche se lo sanno già che non si possono prestare soldi ai clienti. Il Sert offre terapie singole o di gruppo, esiste anche l’associazione giocatori anonimi. In sostanza le materie del corso sono: definizione di gioco d’azzardo e gioco d’azzardo patologico, individuazione indicatori di comportamento gioco d’azzardo patologico, come comportarsi in presenza di ludopatici, informazione sulla rete di servizi terapeutici presenti sul territorio».

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