Il Tirreno

Il cuore del Rotary per la Tanzania 

di Riccardo Sordi
Il cuore del Rotary per la Tanzania 

Un container con due macchinari medici partità per il St.Gemma hospital in Africa

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PONTREMOLI. Un container, con all’interno due macchinari medici (un tonemetro e una lampada a fessura) per permettere l’apertura di un reparto di oculistica a Dodoma, capitale della Tanzania nel cuore dell’Africa. È questo l’importante dono fatto dal Rotary Club Lunigiana e consegnato nelle mani di Paolo Siani, direttore del Centro Mondialità e Sviluppo Reciproco, (ong che vuole favorire la crescita e lo sviluppo soprattutto delle zone disagiate del sud del Mondo) che partirà venerdì prossimo da Livorno. Una storia esemplare che è legata in particolare ad una figura, a quella di suor Gemma Mkoondo, tanzanese che dopo la vocazione religiosa scopre, negli anni ’90, quella per la professione medica e si reca a Pisa per studiare medicina conseguendo la laurea in Medicina e Chirurgia. Una professione quanto mai importante in un paese come la Tanzania dove la situazione sanitaria è disastrosa e dove c’è un medico ogni dodicimila persone. Suor Gemma rientra quindi in Tanzania, siamo nei primi anni del nuovo millennio, e con l'aiuto del Centro Mondialità e della Conferenza Episcopale Italiana (con i fondi dell’8 per mille) dà vita, con alcune sue consorelle, al S. Gemma Health Centre, di cui essa stessa è direttrice, nella capitale Dodoma. Una struttura, come ci ha raccontato Siani, che all’inizio era un “grosso capannone” ma capace già di dare importanti risposte sanitarie “soprattutto agli strati più bisognosi della popolazione”. Poi nel 2010 il “St. Gemma Health Centre” ha ottenuto dallo Stato il riconoscimento di struttura ospedaliera di primo livello assumendo così la denominazione di “St. Gemma Hospital” e portando la capienza a oltre 100 posti letto dando assistenza a più di 20.000 persone l’anno, in maggior parte poveri che non sono in grado di pagarsi le cure mediche e che si trovano soli ed abbandonati. Un ospedale che rappresenta quindi un sostegno per la popolazione locale ma che, allo stesso tempo, ha bisogno di numerose apparecchiature sanitarie per rispondere appieno ai bisogni dei diversi malati. Ed è qui che “interviene” il Rotary Lunigiana, attraverso il collegamento tra Siani e dottor Matteo Pinelli, responsabile del settore farmacia del NOA oltre che socio Rotary, che ha segnalato la vicenda al presidente del Rotary Lunigiana, Giovanni Dosi. Ed allora il cuore del Rotary si è messo in marcia, come ha ricordato Dosi. Per aiutare quindi suor Gemma il Rotary della Lunigiana ha quindi donato un tonometro, strumento che permette la misurazione della pressione interna dell'occhio, e una lampada a fessura, apparecchio per l'ispezione del bulbo oculare. «Il Rotary Lunigiana ha sconfinato dal suo territorio di pertinenza – ha sottolineato Dosi - ma ormai siamo territori universali e il nostro territorio è andare verso chi ha bisogno». Un abbattimento di confini che ha fatto piacere a Siani «sono contento che la globalizzazione non sia solo un fattore economico ma abbia anche un significato nella solidarietà e nella vicinanza a chi soffre».

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