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I socialisti minacciano di lasciare il sindaco
di Libero Red Dolce
Nervosismo per le troppe scelte in solitaria: «O ci coinvolgono o possiamo anche andare da soli»
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MASSA. Il caso è quello della diminuzione dei finanziamenti per i centri estivi, la ragione è il decisionismo isolato dell’amministrazione, la minaccia è di lasciare la maggioranza. La firma? I socialisti, per bocca di Giancarlo Casotti.
Riprendiamo un attimo confidenza con la questione: l’amministrazione, con una scelta che l’assessore al sociale Alessandro Balloni ha definito «politica», ha deciso di dare 100 mila euro per le associazioni che si occuperanno dei centri estivi, in affidamento diretto, senza bando. Soltanto per il 2017, mentre nei successivi due anni la cifra si ridurrà a 90mila l’anno. 20mila meno di quelli assegnati nello scorso triennio.
Il problema dei tagli al sociale lo hanno sollevato in commissione Sociale i consiglieri Fabrizio Brizzi (Arancioni) e Dina Dell’Ertole (Pd), ma ieri a sollevare il punto politico è chi nella maggioranza ci sta anche se con sempre più dubbi. «Il punto non è il caso specifico – spiega Casotti – ma un modo di fare ripetuto e fastidioso dell’attuale amministrazione. Le decisioni vengono prese sempre senza consultare la maggioranza, ogni volta che c’è da discutere qualcosa viene presentata già pronta, da votare. E questo non è possibile. A maggior ragione quando riguarda i tagli al sociale, con i problemi che questo si porta dietro per le famiglie e i bambini che su quei centri estivi contano».
Se l’amministrazione insomma continua nel suo percorso di isolamento dalle forze che la sostengono in consiglio, fa capire Casotti, allora non c’è più ragione di mantenerlo, quel sostegno. «Non abbiamo nessun cordone ombelicale attaccato all’amministrazione – rincara infatti – il sindaco ci dica cosa vuole fare. Se crede che sia utile e importante che restiamo in maggioranza ci dia un segnale chiaro, ma non si aspetti un atteggiamento supino da parte dei socialisti. Dobbiamo rispondere ai nostri elettori di quello che facciamo e non ci gireremo dall’altra parte quando le decisioni verrrano prese sopra le nostre teste».
L’avvertimento insomma è chiaro: sulle scelte politiche da fare bisogna prima fare un passaggio in maggioranza e confrontarsi. «A scatola chiusa non si prende niente – chiosa Casotti – anche perché quando c’è stato bisogno l’amministrazione ha chiesto sostegno alle commissioni. Non si può essere trasparenti a intermittenza».
Riprendiamo un attimo confidenza con la questione: l’amministrazione, con una scelta che l’assessore al sociale Alessandro Balloni ha definito «politica», ha deciso di dare 100 mila euro per le associazioni che si occuperanno dei centri estivi, in affidamento diretto, senza bando. Soltanto per il 2017, mentre nei successivi due anni la cifra si ridurrà a 90mila l’anno. 20mila meno di quelli assegnati nello scorso triennio.
Il problema dei tagli al sociale lo hanno sollevato in commissione Sociale i consiglieri Fabrizio Brizzi (Arancioni) e Dina Dell’Ertole (Pd), ma ieri a sollevare il punto politico è chi nella maggioranza ci sta anche se con sempre più dubbi. «Il punto non è il caso specifico – spiega Casotti – ma un modo di fare ripetuto e fastidioso dell’attuale amministrazione. Le decisioni vengono prese sempre senza consultare la maggioranza, ogni volta che c’è da discutere qualcosa viene presentata già pronta, da votare. E questo non è possibile. A maggior ragione quando riguarda i tagli al sociale, con i problemi che questo si porta dietro per le famiglie e i bambini che su quei centri estivi contano».
Se l’amministrazione insomma continua nel suo percorso di isolamento dalle forze che la sostengono in consiglio, fa capire Casotti, allora non c’è più ragione di mantenerlo, quel sostegno. «Non abbiamo nessun cordone ombelicale attaccato all’amministrazione – rincara infatti – il sindaco ci dica cosa vuole fare. Se crede che sia utile e importante che restiamo in maggioranza ci dia un segnale chiaro, ma non si aspetti un atteggiamento supino da parte dei socialisti. Dobbiamo rispondere ai nostri elettori di quello che facciamo e non ci gireremo dall’altra parte quando le decisioni verrrano prese sopra le nostre teste».
L’avvertimento insomma è chiaro: sulle scelte politiche da fare bisogna prima fare un passaggio in maggioranza e confrontarsi. «A scatola chiusa non si prende niente – chiosa Casotti – anche perché quando c’è stato bisogno l’amministrazione ha chiesto sostegno alle commissioni. Non si può essere trasparenti a intermittenza».
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